Il titolo e lo spunto di questo articolo nascono dalla dichiarazione di Salvatore Borsellino: «L’Italia è una Repubblica fondata sul sangue delle stragi».

D’accordissimo. Ma ciò mi ricorda anche che, prima ancora, l’Italia è un paese nato dal sangue dei meridionali:

Io non sapevo che i piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto. Ma tante volte, per anni. E cancellarono per sempre molti paesi, in operazioni “anti-terrorismo”, come i marines in Iraq. Non sapevo che, nelle rappresaglie, si concessero libertà di stupro sulle donne meridionali, come nei Balcani, durante il conflitto etnico; o come i marocchini delle truppe francesi, in Ciociaria, nell’invasione, da Sud, per redimere l’Italia dal fascismo (ogni volta che viene liberato, il Mezzogiorno ci rimette qualcosa). Ignoravo che, in nome dell’Unità nazionale, i fratelli d’Italia ebbero pure diritto di saccheggio delle città meridionali, come i Lanzichenecchi a Roma.
E che praticarono la tortura, come i marines ad Abu Ghraib, i francesi in Algeria, Pinochet in Cile. Non sapevo che in Parlamento, a Torino, un deputato ex garibaldino paragonò la ferocia e le stragi piemontesi al Sud a quelle di «Tamerlano, Gengis Khan e Attila». Un altro preferì tacere «rivelazioni di cui l’Europa potrebbe inorridire». E Garibaldi parlò di «cose da cloaca».

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Si legge oggi che a Palazzo Chigi spendono circa 350 milioni di euro l’anno. In perfetto stile con l’atteggiamento Savoia, che per mantenere alto lo standard di “capitale europea” di Torino, tartassavano i sudditi (specialmente la Sardegna, quando questa venne annessa).

Sarebbe decisamente convenuto ereditare l’atteggiamento di Ferdinando II, che tra le riforme varate in campo finanziario nel suo regno incluse una riduzione della pressione fiscale grazie anche alla diminuzione delle spese di corte.

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Origine del debito pubblico Italiano

da Vincenzo 05.07.2010

Mentre Tremonti attacca il Sud per sprechi di denaro (e mentre il sottoscritto si ritaglia più tempo per scrivere un articolo su come negli ultimi 150 anni il 99% del denaro per scopi ordinari non è mai arrivato al Sud, e parte del resto è stato fatto rimbalzare da Sud a Nord, persino tramite la [...]

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L’ignoranza degli intellettuali e la “questione meridionale”

da Vincenzo 22.02.2010

È con piacere che faccio girare questo video realizzato da Angelo Forgione, in risposta, seppur dopo diverso tempo, ma in un certo senso mai in ritardo, alle scandalose parole che Giorgio Bocca pronunciò a “Che tempo che fa”, nel 2008.

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Il “Real Teatro di San Carlo” riapre

da Vincenzo 29.01.2010

Era il 12 Gennaio 1817, alla seconda inaugurazione del “Real Teatro di San Carlo”, quando Stendhal disse:
«Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita. [...] Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea»

Lo scorso 27 Gennaio 2010, il teatro riapre dopo due anni [...]

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Ammisca francesca

da Vincenzo 16.01.2010

Alzi la mano chi di voi, napoletani, non ha mai usato l’espressione ammisca francesca.
Questa espressione viene utilizzata giù da noi per indicare, generalmente, un’accozzaglia di cose eterogenee; per esempio un’insalata fatta dei più disparati ingredienti, alla vista di un napoletano potrebbe risultare facilmente nell’esclamazione:
sta ‘nsalata è n’ammisca francesca!
L’espressione è anche usata per indicare [...]

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Napoli e la terra d’Albione – Dinto fore

da Vincenzo 01.01.2010

Eccoci alla seconda puntata della rubrica Napoli e la terra d’Albione. Stavolta abbiamo a che a fare con un’altra curiosa espressione: dinto fore.

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Napoli e la terra d’Albione – Cade’ malato

da Vincenzo 26.11.2009

Ed eccoci subito al primo articolo breve della nuova nata rubrica Napoli e la terra d’Albione.
Come preannunciato, molto di questa rubrica riguarderà similitudini di carattere linguistico tra l’Inglese e il Napoletano.
Oggetto di questo primo articolo è l’espressione cade’ malato. In Napoletano quando ci si ammala si usa tale espressione: so’ caduto malato, che, letteralmente, in [...]

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Cosa succede e cosa non: novità e aggiornamenti

da Vincenzo 26.11.2009

Ciao a tutti. Questo è per aggiornare tutti (e i pochi) visitatori di questo sito che i lavori qui non si sono affatto fermati. Purtroppo l’unico a curare questo sito per ora è il sottoscritto, che non ha proprio una quotidianità povera, per tanto le cose vanno un po’ a rilento.
Proprio per questo motivo, [...]

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Come una puttana

da Vincenzo 07.10.2009

Eri lì. Bella, giovane, vergine. Lì a bagnarti nel mare e a godere di ogni onda infranta sulle rive, mentre dentro di te fuochi eterni e indomabili bruciavano.

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Jo

da Vincenzo 02.10.2009

Jo non ama molto uscire di casa la sera. Vive nel centro storico di Napoli, e di cose lì se ne sentono tante. Appena qualche vicoletto più avanti casa sua fu assassinata Annalisa, nel quartiere di Forcella. Forse non vorrebbe viveri lì, ma l’Università è a due passi e lei è originaria di un piccolo [...]

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Il Pino di Napoli

da Vincenzo 27.09.2009

Alzi la mano chi non ha mai visto un dipinto o foto del golfo di Napoli come questa che segue, con quel pino che si affaccia sul mare.
Tutti i napoletani lo hanno visto almeno una volta, ma probabilmente, anche se sicuramente ce lo si è chiesti, nessuno sa quel pino dove sia.

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Le vite di Napoli

da Vincenzo 26.09.2009

Napoli ha tre vite, tutti i napoletani lo sanno. E credetemi se ve lo racconto, perchè io lo sono, sono nata qua. E chi meglio di un napoletano può parlarvi di Napoli?
C’è una Napoli bene. Quella Napoli che puoi incontrare a Via Chiaia, tra i negozi di Valentino e Prada, dove i più rimangono fuori [...]

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Storici primati di Napoli

da Vincenzo 15.09.2009

Fin troppo spesso si parla di Napoli nei modi più denigratori possibili. E anche quando si ricorda il contributo artistico-culturale che questa città ha avuto nella storia italiana e nel mondo, si finisce col far passare l’immagine di una città che, agli atti pratici, non ha mai concluso un bel niente.
Sebbene Napoli non passi [...]

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La città controversa

da Vincenzo 11.09.2009

Pensavo: come primo articolo, che scrivo? Nel tempo passato tante sono state le cose che mi sarebbe piaciuto scrivere. Ma come iniziare adesso? Ma certo. Parlando di ciò che rende Napoli una delle città più particolari al mondo: la controversia.

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