About Vincenzo Russo

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Viaggio a Scampìa

Una storia di cruda realtà, ma soprattutto di umanità. Di quella umanità che se non ci fosse, avrebbe fatto da tempo precipitare molto di più la situazione.

La storia di come Scampìa, così come l’area circostante di Secondigliano, da area rurale, fertile e di destinazione per i soggiorni primaverili della borghesia partenopea, è stata tramutata, progetti alla mano, in una periferia degradata oggi tristemente nota per i fatti poco piacevoli di criminalità.

Ma è in questa realtà, abbandonata da tutto e tutti, che le persone povere, disagiate, ma incorruttibilmente oneste, continuano ad aiutarsi le une con le altre, a impegnarsi in prima persona, per cercare di soppiantare una cronica mancanza istituzionale.

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Il casadduoglio

Il termine casadduoglio deriva da ciò che originariamente significava «formaggio e olio», ovvero da caseum-et-oleu(m) > casattuoglio > casadduoglio.

È il napoletano per salumiere, droghiere, pizzicagnolo

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Monte di procida

Monte di procida

Osserviamo: Miliscola, Lago Miseno, Punta Pennata, Nisida, Posillipo e il Vesuvio.

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Napoli e Parigi, le vere capitali

Veduta del Palazzo Reale di Napoli

Veduta del Palazzo Reale di Napoli

«Napoli e Parigi: le sole due capitali»1 è la massima pronunciata da Stendhal nel 1817 con la quale Jean-Noël Schifano, scrittore ed ex direttore dell’Istituto Francese di Napoli, ha riassunto il suo ultimo lavoro ‘Dictionnaire amoureux de Naples’. Pubblicato in Francia e recentemente presentato a La Feltrinelli di Napoli, ‘Dictionnaire amoureux de Naples’ è un omaggio appassionato alla città della quale egli è cittadino onorario, un testo che presenta, sotto forma di brevi descrizioni storico-poetiche, una galleria di personaggi e luoghi collegati alla città: Dumas, Flaubert, Gemito, Pulcinella, San Gennaro, Maradona.

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La vera palla al piede dell’economia italiana

Angelo Forgione ha assemblato un video con gli ormai noti dati delle ricerche di Paolo Savona, che dimostrano (e non è certo la prima volta) la vera natura dell’economia italiana, basata da sempre principalmente sugli scambi interni (da Nord a Sud).

Si ribadisce (parole dell’economista Savona), ancora una volta, che il “sud” viene tenuto fuori mercato di proposito (ecco il colonialismo) tramite tecniche di assistenzialismo che permettono al “nord” di non avere concorrenti e di poter continuare a vendere nel suo mercato di riferimento: noi.

Colonialismo a parte, solo una classe dirigente inetta poteva mettere su un modello tanto fallimentare.

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History Channel – Le città segrete

Un mio amico anglo-scozzese due sere fa mi dice: «Meno male che sono andato prima a Roma e poi a Napoli; viceversa, Roma sarebbe stata una visita abbastanza noiosa». In questo c’è spiegato forse il 10% (a voler esser buoni) del perché della sua sensazione :)

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L’indole dei napoletani

Via Costantinopoli, '700

Via Costantinopoli, '700

L’indole1 dei napoletani sembrerebbe essere stata giudicata erroneamente dai viaggiatori, i quali sembrano essere inclini a pensare che le classi più basse siano scaltre, rapaci, depravate e crudeli; mentre le più elevate ignoranti, scostumate e vendicative. Ciò, tuttavia, non è, in generale, vero. Le persone comuni sono di cuore, industriose, caritatevoli, e tuttavia passionali, così amanti delle facezie, che un uomo preso dalla più grande rabbia tollererà di venire placato con uno scherzo; e nonostante un napoletano a volte commetta un torto, un male, da un primo impulso di rabbia, egli non è maligno. Coloro tra le persone del popolo comune che si son mescolate molto agli stranieri sono esperte nel fare buoni affari e avide nell’estorcere denaro; ma coloro che hanno vissuto principalmente tra la propria gente non mostrano alcuna propensione del genere. E ciò che sembra indicare una buona indole è il fatto che sia possibile influenzare costoro con parole gentili, mentre un linguaggio scontroso mai fallisce nel vanificare il suo stesso scopo. Gli uomini di chiesa, di legge e dell’esercito sono ben istruiti: e in questa classe media è possibile trovare tante vere amicizie, tante persone eccellenti, tanti caratteri amabili, quanti in qualsiasi altra nazione: né vi sono esempi, tra la nobiltà, di mancanza di talenti, di erudizione, di virtù morale, nonostante tale sia stata, per un numero di anni, la natura del governo napoletano,2 tanto che persone con in dono il potere di distinguersi, raramente hanno osato esercitarlo.3

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Crozza, sei una zoza

Zoza.1 Tu e tutti quelli come te. Non c’è molto da aggiungere. Quando un comico deve scadere nelle offese per far ridere, non è più un comico, è un decaduto o semplicemente un venduto e uno schiavo del sistema che gli impone certi canoni.

Fare comicità offendendo i napoletani è diventato, soprattutto negli ultimi tempi, una cosa sempre più frequente, direi persino naturale, il che la rende ancora più spaventosa: si dà per scontato che ci si può fare quattro risate sull’onore dei cittadini napoletani, pretendendo pure di far passare la cosa al solito modo: «ma si scherzava».

Si scherza anche in tutti gli altri casi, mi pare; casi in cui, però, non ho visto alcun popolo tirato in ballo e offeso per il pure gusto di fare audience.

Maurizio Crozza, comico della scuola italiana dei "Decaduti".

Maurizio Crozza, comico della scuola italiana dei "Decaduti".

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Ecco a voi Margherita, la pizza colonizzata!

Più volte, di recente, ho pensato: «e se facessi un appello alla Associazione Verace Pizza Napoletana affinché cambino il nome della pizza Margherita?». Oppure: «quasi quasi scrivo una finta dichiarazione pubblica a nome dell’AVPN che dichiari di cambiare il nome alla pizza Margherita, così da farla diventare un viral».

Poi ho scoperto che non c’è alcun bisogno di cambiare il nome alla pizza Margherita: bisogna soltanto recuperare la sua vera storia.

Classica pizza Margherita napoletana, qui preparata a «I Decumani» a Via dei Tribunali.

Classica pizza Margherita napoletana, qui preparata a «I Decumani» a Via dei Tribunali.

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Olocausto Napoletano

È il 27 gennaio e tutti i wanna-be democratici d’Italia si apprestano, puntuali come sempre nel dimostrare la loro presunta grandezza morale, a commemorare il Giorno della Memoria, una ricorrenza istituita con tanto di legge dal Parlamento italiano «che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazifascismo». Giustissimo, per carità.1

Tuttavia voglio andare a toccare un argomento che purtroppo la maggioranza dei cittadini di questo paese ancora ignora. Infatti, le istituzioni di questo paese, prima ancora della pur doverosa commemorazione delle vittime del nazifascismo, dovrebbe occuparsi di ristabilire dignità e rispetto, e perché no, anche un po’ di verità: ricordare allo Stato tutto che se esso esiste è grazie anche all’Olocausto Napoletano.2

Lapide commemorativa in onore delle vittime napolitane posta all'interno del Forte

Lapide commemorativa in onore delle vittime napolitane posta all'interno del Forte di Fenestrelle (Torino)

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TG2 Mizar intervista Pino Aprile

«La rubrica Mizar del TG2 intervista l’autore di “Terroni”, libro divulgativo sulla verità del Risorgimento Italiano e sugli ultimi 150 anni di storia d’Italia. Un buon punto di inizio per cominciare a capire cosa ha realmente ridotto il Sud d’Italia a delle terre costantemente in pene quali esse sono oggi.»

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Wafer Napoletani

Ok, ok, il titolo trae leggermente in inganno, ma tecnicamente non è scorretto. Tuttavia, non sta ad indicare, come qualcuno potrebbe presumere in base alle tendenze leggermente “patriottiche” di questo blog, che i wafer, i tipici biscotti rappresentati nella foto sotto, siano di invenzione napoletana.

Neapolitaner-Waffeln

Neapolitaner-Waffeln, i wafer «alla Napoletana»

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Napoli, patrimonio dell’UNESCO. A rischio.

Napoli è la nostra grande città. Questa cosa grande che è Napoli viene maltrattata e vessata in Italia, un paese che non l’ha mai voluta veramente,1 se non per sfruttarla,2 ma nel resto del mondo la sua grandiosità ancora aleggia.

Tant’è che quindici anni fa il suo centro storico, il più vasto d’Europa, fu aggiunto tra i siti del patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO.

Eddy Napoli, nello spot del movimento VANTO per la manifestazione dello scorso 24 settembre 2010.

Clicca per vedere lo spot per la manifestazione dello scorso 24 settembre 2010.

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Rosario Terracciano sulle industrie di Napoli

Tale Rosario Terracciano interviene durante la presentazione del libro Terroni ad Afragola (NA). Riporta la sua esperienza personale: racconta di come l’acciaio di Bagnoli fosse considerato il migliore al mondo esportato finanche in Giappone. E ricorda come “ordini dall’alto” imposero la chiusura di Bagnoli. Ricorda come i dirigenti dello stabilimento napoletano erano stati istruiti col compito di far risultare il tutto in passivo, così da fornire la scusa per la chiusura. Ricorda come sempre più aziende sono state fatte sparire, come da noi si costruiscono i centri commerciali più gradi e in maggior numero, per costringerci a comprare prodotti del Nord con soldi che arrivano per lo più da un circuito clientelare di cui poi accusano noi, ma che in realtà è prodotto dall’Italia colonizzatrice.

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Erri De Luca e la qualità della vita a Napoli

Erri De Luca, in un’intervista, esprime il suo punto di vista riguardo la qualità della vita a Napoli, posizionata all’ultimo posto nella statistica de Il Sole 24 Ore.

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Da Napoli verso il futuro: Mercadante e Cherubini chiudono il Salzburg Whitsun Festival

Mentre Napoli viene trascurata da ogni forma istituzionale italiana e non fa altro che subire invettive e danni, la sua enorme eredità di grande capitale europea viene ancora portata all’estero con tutta la magnificenza che merita. Questa volta, grazie al maestro Riccardo Muti, napoletano.
L’articolo che leggerete è tradotto da From Naples into the Future – Finale with Mercadante and Cherubini di Walter Dobner.

Maestro Riccardo Muti al teatro di San Carlo

Maestro Riccardo Muti al teatro di San Carlo

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Uichilics

WikiLeaks. Vi starete già chiedendo: cosa c’entra ora parlare di WikiLeaks su questo blog dedicato a Napoli? No, non sono usciti file che riguardano Napoli in qualche modo. Non che io sappia, almeno.1 Ma il collegamento, seppur contorto e, a tratti, esoterico, c’è. Lasciatemi, dunque, divertire un po’.

Stemma della famiglia Rothschild

Stemma della famiglia Rothschild

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‘Nu fazzuletto ‘e terra

‘Nu fazzuletto ‘e terra, ‘n’angulo ‘e paraviso pe’ sunnà…
piazza San Ciro, Bellavista, ‘e pine, l’addore d”e mimose,
‘a Reggia, ‘o bosco, ‘a primma ferrovia…
Puortece: chella ‘e tantu tiempo fa.
Se campava quiete a ‘stu paese quanno screviste ‘e chella Purticesa
ch’abbascio a ‘o Granatiello steva ‘e casa
e ‘a chiammavano Rosa ‘a vrucculosa…
e parlava d’Abbrile e d”e ccerase.

Mò si vedisse ’o stesso fazzuletto comm’è arredutto,
senza verde attuorno…e simmo cientemila…
‘n’esercito ‘e furmicule accucchiate
e ‘nu vicino nun conosce a ‘n’ato!

‘Nu fazzuletto ‘e terra senza sciure, ‘o mare spuorco,
ll’aria avvezziata, nun se risciata cchiù comme a ‘na vota!
‘Nu fazzuletto ‘e terra addò ce regna ‘a malavita, e ‘a droga
sta avvelenanno ‘a meglia giuventù!

Stò penzanno a “ ‘E CECATE ‘E CARAVAGGIO”,
‘n’atu gioiello ca screviste Tu…
ma ‘a ggente ‘e mò nun tene cchiù coraggio:
nun è cecata…ma nun vede cchiù!

Ettore Cicalese

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