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	<title>Napul&#039;è &#187; Curiosità</title>
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	<description>Napule è tutto nu suonno e &#039;a sape tutt&#039;&#039;o munno. Ma nun sanne &#039;a verità. [Pino Daniele, Napul&#039;è, 1977]</description>
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		<title>Wafer Napoletani</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 02:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok, ok, il titolo trae leggermente in inganno, ma tecnicamente non è scorretto. Tuttavia, non sta ad indicare, come qualcuno potrebbe presumere in base alle tendenze leggermente &#8220;patriottiche&#8221; di questo blog, che i wafer, i tipici biscotti rappresentati nella foto sotto, siano di invenzione napoletana. Questa storia ha inizio quando per la prima volta andai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://napule.org/wafer-napoletani/2010/' send='true' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Ok, ok, il titolo trae leggermente in inganno, ma tecnicamente non è scorretto. Tuttavia, non sta ad indicare, come qualcuno potrebbe presumere in base alle tendenze <em>leggermente</em> &#8220;patriottiche&#8221; di questo blog, che i wafer, i tipici biscotti rappresentati nella foto sotto, siano di invenzione napoletana. </p>
<div id="attachment_1053" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img src="http://napule.org/files/2010/12/Manner_schnitten-600x594.jpg" alt="Neapolitaner-Waffeln" title="MaNeapolitaner-Waffeln" width="600" height="594" class="size-large wp-image-1053" /><p class="wp-caption-text">Neapolitaner-Waffeln, i wafer «alla Napoletana»</p></div>
<p><span id="more-1049"></span></p>
<p>Questa storia ha inizio quando per la prima volta andai in Austria circa sei anni fa. Nei supermercati, i classici wafer alla nocciola, che sono sicuro in molti avranno mangiato nella loro vita, erano chiamati semplicemente «Neapolitaner». Rimasi, insieme con la mia metà, sorpreso di trovare affibbiato tale aggettivo a un cibo che ritenevo fermamente (e giustamente, avrei scoperto)<sup class='footnote'><a href='http://napule.org/wafer-napoletani/2010/#fn-1049-1' id='fnref-1049-1' onclick='return fdfootnote_show(1049)'>1</a></sup> di tradizione non italiana, immaginarsi poi napoletana. </p>
<p>All&#8217;epoca non ci feci più di tanta attenzione e la cosa cadde nel dimenticatoio. Fino ad oggi, quando girovagando per le strade della città, riflettevo, insieme con la mia metà,<sup class='footnote'><a href='http://napule.org/wafer-napoletani/2010/#fn-1049-2' id='fnref-1049-2' onclick='return fdfootnote_show(1049)'>2</a></sup> sull&#8217;influenza di Napoli su cose, fatti, eventi, arte, artigianato e quant&#8217;altro. E su quanto spesso, così come inaspettatamente, il nome della nostra città possa spuntare nei posti più impensati. </p>
<p>E così, ragionando, ci torna in mente l&#8217;episodio di sei anni prima. Ora sono le tre di notte e, perso il sonno che mi accompagnava fino a poco fa, mi son detto: ma fammi indagare un attimo <img src='http://napule.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  E così, ecco a voi <a href="http://www.manner.com/en/index.php?idp=78&#038;lang=1#3">la connessione</a> tra quei wafer e la nostra città: nel 1898, Josef Manner inventò il Neapolitaner-Waffel, fatto di cinque strati di cialda croccante, riempiti di quattro strati di crema di nocciola. Perché «Napoletani»? Perché quelle nocciole, al tempo, <strong>venivano importate da Napoli</strong>.</p>
<p>Sebbene non ricordi di aver mai visto una confezione italiana di tali wafer dove questi vengano difatti chiamati &#8220;napoletani&#8221; anche qui da noi, Google <a href="http://www.ciao.it/Loacker_Wafer_Napolitaner__302697">mi ha impedito</a> di gridare al solito complotto e mi tiene in riga <img src='http://napule.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Tuttavia, posso sempre contestare il fatto che piuttosto che chiamarli «Napoletani», cioè col vocabolo italiano, come giusto sarebbe stato, hanno preferito storpiare il tedesco «Neapolitaner» facendo saltare la prima «e» nella parola <img src='http://napule.org/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ad ogni modo, ancora una volta, abbiamo lasciato una traccia nella storia, in qualche modo!</p>
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		<title>Ammuina!</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 16:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[ammuina]]></category>
		<category><![CDATA[etimologia]]></category>
		<category><![CDATA[napoletano]]></category>

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		<description><![CDATA[Ammuina1 è forse una delle parole Napoletane più conosciute fuori da Napoli. Miti e leggende si sono avvicendati nel tentativo di spiegare l&#8217;origine di questa parola. Il più famoso è di certo il mito legato al presunto ordine «Facite ammuina!» che avrebbe fatto parte del regolamento della Real Marina del Regno delle Due Sicilie. Sebbene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://napule.org/ammuina/2010/' send='true' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p><em>Ammuina</em><sup class='footnote'><a href='http://napule.org/ammuina/2010/#fn-442-1' id='fnref-442-1' onclick='return fdfootnote_show(442)'>1</a></sup> è forse una delle parole Napoletane più conosciute fuori da Napoli. Miti e leggende si sono avvicendati nel tentativo di spiegare l&#8217;origine di questa parola. Il più famoso è di certo il mito legato al presunto ordine «Facite ammuina!» che avrebbe fatto parte del regolamento della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Real_Marina_del_Regno_delle_Due_Sicilie">Real Marina del Regno delle Due Sicilie</a>. </p>
<div id="attachment_443" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img src="http://napule.org/files/2010/08/200886211437_regolamento-600x598.jpg" alt="" title="Facite ammuina!" width="600" height="598" class="size-large wp-image-443" /><p class="wp-caption-text">Facite ammuina!</p></div>
<p><span id="more-442"></span></p>
<p>Sebbene si trovino addirittura immagini come quella sopra, si tratta in realtà di un falso storico,<sup class='footnote'><a href='http://napule.org/ammuina/2010/#fn-442-2' id='fnref-442-2' onclick='return fdfootnote_show(442)'>2</a></sup> quell&#8217;ordine non ha mai fatto parte del regolamento ufficiale della marina borbonica. </p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Facite_ammuina#Genesi_dell.27espressione">Sembrerebbe però</a> che <em>facite ammuina</em> sia comunque in relazione con un altro fatto storico, risalente però al periodo post-unitario: un ufficiale napoletano, Federico Cafiero, passato dalla parte dei piemontesi già durante l&#8217;invasione del Regno delle Due Sicilie,<sup class='footnote'><a href='http://napule.org/ammuina/2010/#fn-442-3' id='fnref-442-3' onclick='return fdfootnote_show(442)'>3</a></sup> venne sorpreso a dormire a bordo della sua nave insieme al suo equipaggio e messo agli arresti, in quanto responsabile dell&#8217;indisciplina a bordo. Una volta scontata la pena, l&#8217;indisciplinato ufficiale venne rimesso al comando della sua nave dove pensò bene di istruire il proprio equipaggio a fare <em>ammuina</em> (ovvero il maggior rumore e confusione possibile) nel caso in cui si fosse ripresentato un ufficiale superiore, con lo scopo di essere avvertito e contemporaneamente dimostrare l&#8217;operosità dell&#8217;equipaggio.</p>
<h2>Sì, ma l&#8217;etimo?</h2>
<p>Tutto questo, però, non svela l&#8217;origine della parola in sé. Ammuina. Da dove vien fuori? Be&#8217;, finalmente, dopo anni, ho scoperto l&#8217;origine etimologica! <a href="http://ca.wikipedia.org/wiki/Napolit%C3%A0#Caracter.C3.ADstiques">Ammuina deriva dal catalano</a> <em>amoinar</em>, che come aggettivo significa <em>infastidito</em>, mentre come verbo vuol dire <em>preoccuparsi</em>.</p>
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		<title>Ammisca francesca</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 14:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[espressioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Alzi la mano chi di voi, napoletani, non ha mai usato l&#8217;espressione ammisca francesca. Questa espressione viene utilizzata giù da noi per indicare, generalmente, un&#8217;accozzaglia di cose eterogenee; per esempio un&#8217;insalata fatta dei più disparati ingredienti, alla vista di un napoletano potrebbe risultare facilmente nell&#8217;esclamazione: sta &#8216;nsalata è n&#8217;ammisca francesca! L&#8217;espressione è anche usata per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://napule.org/ammisca-francesca/2010/' send='true' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Alzi la mano chi di voi, napoletani, non ha mai usato l&#8217;espressione <strong><em>ammisca francesca</em></strong>. </p>
<p>Questa espressione viene utilizzata giù da noi per indicare, generalmente, un&#8217;accozzaglia di cose eterogenee; per esempio un&#8217;insalata fatta dei più disparati ingredienti, alla vista di un napoletano potrebbe risultare facilmente nell&#8217;esclamazione: </p>
<blockquote><p>sta &#8216;nsalata è n&#8217;ammisca francesca!</p></blockquote>
<p>L&#8217;espressione è anche usata per indicare la confusione nel riportare eventi o cose simili, mescolando insieme, magari, ricordi ed esperienze in realtà completamente non correlate l&#8217;un con le altre. </p>
<p><strong><em>Ma da dove viene quest&#8217;espressione?</em></strong> </p>
<p><span id="more-130"></span></p>
<p><a href="http://secretum.neminis.org">Una curiosona</a> che io ben conosco, un paio di mesi or sono, se ne vien fuori con la domanda legittima, ma non certo comune, sull&#8217;origine di questa espressione. Ricerche, superficiali, non hanno portato comunque a granché. </p>
<p>Fino a che un nostro amico se ne vien fuori con una spiegazione che, sebbene non abbiamo modo di verificare, calza a pennello!</p>
<h2>La Mêlée </h2>
<div id="attachment_133" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><img src="http://napule.org/files/2010/01/melee.jpg" alt="La mêlée" title="Mêlée" width="580" height="558" class="size-full wp-image-133" /><p class="wp-caption-text">La mêlée</p></div>
<p>La <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Melee"><em>mêlée</em></a> è un tipo di combattimento medievale, dalla caratteristica di essere completamente disorganizzato, e dove ognuno dei partecipanti combatte individualmente, per il suo solo bene, al fine di uscire vincitore da questo combattimento di gruppo. </p>
<p>Il termine francese usato per indicare questo tipo di combattimento, vuol dire letteralmente <em>mischiata</em>.</p>
<h2>La Mischia Francese</h2>
<p>La <em>mêlée</em>, dunque, indica una <strong>mischia confusionaria</strong> di combattenti. Con ragionevole probabilità, questo termine è stato poi esteso per indicare &#8220;mescolanze confusionarie&#8221; di vario genere, fino ad arrivare a noi come &#8220;mischia francese&#8221;, per poi diventare, causa le normali mutazioni a cui sottostanno le lingue nel corso dei secoli, <strong><em>ammisca francesca</em></strong>.</p>
<h2>Però! Ha senso.</h2>
<p>Come vedete, sebbene non abbia personalmente modo di verificare, né tanto meno l&#8217;amico di cui sopra ci abbia fornito di fonti bibliografiche verificabili, far risalire l&#8217;espressione napoletana di uso comune alla lontana <em>mêlée</em> francese ha perfettamente senso!</p>
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		<title>Il Pino di Napoli</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 09:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[dipinti]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[golfo]]></category>
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		<description><![CDATA[Alzi la mano chi non ha mai visto un dipinto o foto del golfo di Napoli come questa che segue, con quel pino che si affaccia sul mare. Tutti i napoletani lo hanno visto almeno una volta, ma probabilmente, anche se sicuramente ce lo si è chiesti, nessuno sa quel pino dove sia. La verità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://napule.org/il-pino-di-napoli/2009/' send='true' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Alzi la mano chi non ha mai visto un dipinto o foto del golfo di Napoli come questa che segue, con quel pino che si affaccia sul mare.</p>
<div id="attachment_59" class="wp-caption aligncenter" style="width: 590px"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Napoli5.jpg"><img src="http://napule.org/files/2009/09/Napoli5.jpg" alt="Una recente vista del golfo di Napoli dove si può vedere il Pino." title="Golfo di Napoli" width="580" height="301" class="size-full wp-image-59" /></a><p class="wp-caption-text">Una recente vista del golfo di Napoli dove si può vedere il Pino.</p></div>
<p>Tutti i napoletani lo hanno visto almeno una volta, ma probabilmente, anche se sicuramente ce lo si è chiesti, nessuno sa quel pino dove sia. </p>
<p><span id="more-58"></span></p>
<p>La verità è che il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Pino_di_Napoli">Pino di Napoli</a>, sebbene ancora circolino in giro immagini del Golfo che lo includono, non esiste più. Fino agli anni Ottanta quell&#8217;albero ha adornato gran parte delle cartoline della città che ritraevano il golfo, così come oleografie e dipinti del passato. </p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_pinea">Il Pino</a> si trovava in <em>Via Minucio Felice</em> (traversa di <a href="/wiki/Via_Orazio" title="Via Orazio">via Orazio</a>), in prossimità della <a href="/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_a_Posillipo" title="Chiesa di Sant'Antonio a Posillipo">Chiesa di Sant&#8217;Antonio a Posillipo</a>, ed è stato lì per centinaia d&#8217;anni. </p>
<p>Purtroppo, pur avendo un grande valore storico, nel <a href="http://www.lisolaweb.com/it/a/quando-napoli-perse-il-pino-delle-cartoline">1984 necessitò di essere abbattuto</a> poiché malato.<sup class='footnote'><a href='http://napule.org/il-pino-di-napoli/2009/#fn-58-1' id='fnref-58-1' onclick='return fdfootnote_show(58)'>1</a></sup></p>
<p>Per chi vuole saperne di più, può partire da <a href="http://www.lisolaweb.com/it/a/quando-napoli-perse-il-pino-delle-cartoline">questo articolo</a>.</p>
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