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	<title>Napul&#039;è &#187; Vita</title>
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	<description>Napule è tutto nu suonno e &#039;a sape tutt&#039;&#039;o munno. Ma nun sanne &#039;a verità. [Pino Daniele, Napul&#039;è, 1977]</description>
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		<title>Un&#8217;americana a Napoli</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 14:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho scoperto di recente l&#8217;esistenza di Napoli Unplugged, un portale in lingua inglese, con annesso blog e fotoblog,1 che si occupa di promuovere la città di Napoli a turisti o chiunque altro semplicemente interessato e capace di comprendere l&#8217;Inglese. Napoli Unplugged nasce da un&#8217;idea di Bonnie Alberts, statunitense trapiantata a Napoli, di recente anche &#8220;fan&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://napule.org/unamericana-a-napoli/2010/' send='true' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Ho scoperto di recente l&#8217;esistenza di <a href="http://www.napoliunplugged.com">Napoli Unplugged</a>, un portale in lingua inglese, con annesso <a href="http://blog.napoliunplugged.com">blog</a> e <a href="http://photoblog.napoliunplugged.com/">fotoblog</a>,<sup class='footnote'><a href='http://napule.org/unamericana-a-napoli/2010/#fn-463-1' id='fnref-463-1' onclick='return fdfootnote_show(463)'>1</a></sup> che si occupa di promuovere la città di Napoli a turisti o chiunque altro semplicemente interessato e capace di comprendere l&#8217;Inglese. </p>
<p>Napoli Unplugged nasce da un&#8217;idea di Bonnie Alberts, statunitense trapiantata a Napoli, di recente anche &#8220;fan&#8221; della <a href="http://www.facebook.com/#!/pages/Napule/132089638681">nostra pagina su Facebook</a>.</p>
<div id="attachment_466" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://photoblog.napoliunplugged.com/2010/07/22/the-neapolitan-riviera/"><img src="http://napule.org/files/2010/09/View-of-Riviera-di-Chiaia-Naples-Italy-from-SantAntonio-a-Posillipo-600x387.jpg" alt="Una foto della Riviera di Chiaia, estratta dal fotoblog di Napoli Unplugged." title="Una foto della Riviera di Chiaia, estratta dal fotoblog di Napoli Unplugged." width="600" height="387" class="size-large wp-image-466" /></a><p class="wp-caption-text">Una foto della Riviera di Chiaia, estratta dal fotoblog di Napoli Unplugged.</p></div>
<p><span id="more-463"></span></p>
<p>Bonnie ha recentemente rilasciato <a href="http://www.italymag.co.uk/italy-featured/napoli/blog-week-napoli-unplugged">un&#8217;intervista su Italy Magazine</a>. Ho trovato le sue parole emozionanti e illuminanti al tempo stesso. È un esempio e uno schiaffo morale per i milioni di Italiani che canzonano o addirittura odiano Napoli, così come per quella informazione e quella cronaca che sanno sguazzare solo e unicamente nei problemi che pur esistono in questa città. Mi son dunque chiesto: «Quanto diversa sarebbe la percezione della mia città se già soltanto ci fosse qualcuno in TV o sui giornali che parli di Napoli così come fanno Bonnie e il suo progetto Napoli Unplugged? E quanto questo aiuterebbe la città stessa?». Una domanda retorica che non fa altro che ribadire l&#8217;obiettivo, da sempre perseguito dall&#8217;Italia, di screditamento, umiliazione ed <em>educazione alla minorità</em><sup class='footnote'><a href='http://napule.org/unamericana-a-napoli/2010/#fn-463-2' id='fnref-463-2' onclick='return fdfootnote_show(463)'>2</a></sup> del Sud Italia, Napoli in testa.</p>
<p>Ho dunque deciso di tradurre la parte di intervista dove Bonnie si lascia andare al suo amore per la città, per condividere con voi tutti la visione e il giudizio che un&#8217;americana a Napoli può avere della nostra città.</p>
<blockquote><p>
<strong>Bonnie, di dove sei originariamente?</strong><br />
Sono cresciuta nella regione <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jersey_Shore">Jersey Shore</a> (e già sento le risatine!). Non ho mai visto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jersey_Shore_(TV_series)">l&#8217;omonimo programma televisivo</a>, pertanto non so quanto bene il posto dove sono cresciuta venga rappresentato. Ma posso dire che, in diversi modi, crescere lì mi ha preparata alla mia vita a Napoli.<br />
I quartieri di Napoli mi ricordano i quartieri della classe operaia sulla costa quando ero giovane. Quei posti erano popolari tra gli Italiani, specialmente tra gli immigrati Napoletani. È curioso come il mio primo vero lavoro fu un posto da cameriera in un ristorante gestito da Napoletani. Ho adorato lavorare lì e fui catturata dallo stile di vita Napoletano, ma mai avrei immaginato che un giorno avrei vissuto nella vera Napoli!</p>
<p><strong>Conoscevi Napoli prima di sistemartici? e perché ti sei trasferita lì?</strong><br />
Ero stata a Napoli soltanto due volte prima di venirci ad abitare, ma mio marito aveva vissuto a Napoli negli anni &#8217;70 e vi era tornato più volte nel corso degli anni. Il suo sogno era di vivere a Napoli, così quando gli venne offerto un lavoro qui, afferrammo l&#8217;occasione a volo. Entrambi amiamo la vita della città e lo stile di vita europeo, e dopo quasi 14 anni nella periferia della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Virginia">Virginia</a> del Nord, eravamo decisamente pronti per un cambiamento.</p>
<p><strong>Puoi dirci qualcosa riguardo l&#8217;aerea in cui vivi?</strong><br />
Io vivo in uno dei distretti ovest della città, il quartiere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Posillipo">Posillipo</a>, una delle zone più pittoresche della città. È costruito sulla collina che porta lo stesso nome e che si prolunga lungo il Golfo di Napoli da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mergellina">Mergellina</a> fino a Capo Posillipo, dove c&#8217;è un parco stupendo, il <a href="http://napule.org/virgiliano-e-virgiliamo/2010/">Parco Virgiliano</a>. Il nome Posillipo deriva dal greco «Pausilypon», che tradotto significa «che fa cessare il dolore». Uno sguardo da Posillipo alla vista del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Golfo_di_Napoli">Golfo</a>, del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vesuvio">Vesuvio</a>, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Penisola_Sorrentina">Penisola Sorrentina</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capri">Capri</a>, e capirete il perché del nome. Il quartiere in sé è molto più nuovo del centro storico, e infatti venne accorpato alla città soltanto nel 1925.<sup class='footnote'><a href='http://napule.org/unamericana-a-napoli/2010/#fn-463-3' id='fnref-463-3' onclick='return fdfootnote_show(463)'>3</a></sup> Ma durante l&#8217;epoca romana era residenza estiva e vi si possono trovare molte rovine importanti di quell&#8217;epoca, così come tante ville aristocratiche che furono costruite tra il 600 e l&#8217;800.</p>
<p><strong>Cosa ti piace di più della vita quotidiana a Napoli? C&#8217;è qualcosa che ti fa impazzire?</strong><br />
Ciò che preferisco della vita quotidiana qui è esattamente questo: la vita quotidiana, la routine e il ritmo della mia giornata in una città che sembra essere perennemente nel caos. In realtà, le persone qui vivono una vita molto strutturata e, a un certo punto, nonostante mi ribellassi, anche io ho ceduto alla routine. La parte della giornata che preferisco è la spesa quotidiana. Non solo posso acquistare frutta, verdura, frutti di mare, carne, pasta e formaggi, tutto freschissimo, da cucinare il giorno stesso, ma, cosa più importante, è la mia «ora sociale». Tutti i negozi nella mia area sono a conduzione familiare, pertanto la spesa è un evento sociale. È il momento in cui incontro gli amici e il vicinato, chiacchierando delle ultime notizie e gossip. </p>
<p><strong>Quali sono i luoghi che preferisci in città?</strong><br />
Adoro quasi ogni angolo di questa città, ma certamente il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Centro_storico_di_Napoli">centro storico</a><sup class='footnote'><a href='http://napule.org/unamericana-a-napoli/2010/#fn-463-4' id='fnref-463-4' onclick='return fdfootnote_show(463)'>4</a></sup> è il mio preferito. I vicoli stretti che puoi vedere oggi nel centro storico sono il risultato di uno schema di strade a griglia improntato dai Greci nel V secolo A. C. Con pochissimo spazio negli interni, la vita sprizza fuori nelle strade che diventano vive con suoni, odori e immagini di vita Napoletana. Gli uni dopo gli altri, antiche chiese e palazzi dalla facciate in decadenza si aprono e rivelano spettacolari interni. E sotto le strade giace un mondo parallelo di acquedotti, canali, caverne e catacombe, per non parlare dei resti della Neapolis Greco-Romana. </p>
<p><strong>E il tuo piatto Napoletano preferito?</strong><br />
Col cibo Napoletano vado a periodi. Quando sono arrivata adoravo la mozzarella di bufala, l&#8217;insalata caprese e cozze fresche di mare condite solo con limone. Ne ho mangiate così tante nei primi due anni che ora le mangio soltanto nel mio piatto preferito in assoluto: <a href="http://www.google.co.uk/search?sourceid=chrome&#038;ie=UTF-8&#038;q=pasta+e+fagioli+con+le+cozze">pasta e fagioli con le cozze</a>. Un piatto cremoso e ricco, fatto con fagioli cannellini, pancetta e pasta mista. Di recente adoro anche le melanzane. All&#8217;inizio non le consideravo molto, ma ora non ne ho mai abbastanza. La sera scorsa ho assaggiato un piatto fantastico chiamato «Panciotti con melanzana e provola», una pasta simile ai ravioli ripieni con melanzane e provola, ricoperta di una salsa di pomodori del Vesuvio.<sup class='footnote'><a href='http://napule.org/unamericana-a-napoli/2010/#fn-463-5' id='fnref-463-5' onclick='return fdfootnote_show(463)'>5</a></sup></p>
<p><strong>Cosa dovrebbe visitare una persona con a disposizione solo cinque ore?</strong><br />
Se avete solo cinque ore, il centro storico è d&#8217;obbligo. Passeggiando dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Napoli">Duomo</a> verso Piazza del Gesù, si può osservare una delle parti più vitali della città, e si possono trovare negozi, bar, trattorie, e tavole calde. Lungo il percorso, potete visitare, appunto, il Duomo, la Cattedrale Gotica del XIII secolo che si erge sul sito di un tempio pagano ad Apollo, e che incorpora la prima cattedrale della città: la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Restituta">Basilica di Santa Restituta</a>, fatta costruire nel V secolo dall&#8217;imperatore Costantino. La successiva tappa potrebbe essere le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sette_opere_di_Misericordia">Sette opere di Misericordia</a>, opera di Caravaggio al Pio Monte della Misericordia. O ancora esplorare le rovine greco-romane sotto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Lorenzo_Maggiore">la basilica di San Lorenzo Maggiore</a>. Comprare un presepe a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_San_Gregorio_Armeno">San Gregorio Armeno</a>. Ammirare il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristo_velato">Cristo Velato</a> nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_Sansevero">Cappella Sansevero</a>. Vedere il più bel chiostro di Napoli e un complesso termale romano visitando il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Chiara_(Napoli)">Complesso Monumentale dei Santa Chiara</a>. Infine, vedere la chiesa del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_del_Ges%C3%B9_Nuovo">Gesù Nuovo</a>. E se vi resta tempo, dirigetevi verso il mare e pranzate al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Borgo_Marinari">Borgo Marinari</a>!
</p></blockquote>
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		<title>Le vite di Napoli</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 01:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Russo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Napoli ha tre vite, tutti i napoletani lo sanno. E credetemi se ve lo racconto, perchè io lo sono, sono nata qua. E chi meglio di un napoletano può parlarvi di Napoli? C’è una Napoli bene. Quella Napoli che puoi incontrare a Via Chiaia, tra i negozi di Valentino e Prada, dove i più rimangono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://napule.org/le-vite-di-napoli/2009/' send='true' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><blockquote><p><small></small></p></blockquote>
<div id="attachment_50" class="wp-caption aligncenter" style="width: 592px"><a href="http://www.forumlive.net/proposte/citta/urbanistica/napoli.jpg"><img src="http://napule.org/files/2009/09/napoli.jpg" alt="Giovani ragazzi napoletani" title="Giovani di Napoli" width="582" height="380" class="size-full wp-image-50" /></a><p class="wp-caption-text">Giovani ragazzi napoletani</p></div>
<p>Napoli ha tre vite, tutti i napoletani lo sanno. E credetemi se ve lo racconto, perchè io lo sono, sono nata qua. E chi meglio di un napoletano può parlarvi di Napoli?</p>
<p><strong>C’è una Napoli <em>bene</em></strong>. Quella Napoli che puoi incontrare a <a href="http://www.danpiz.net/napoli/architettura/Chiaia.htm">Via Chiaia</a>, tra i negozi di Valentino e Prada, dove i più rimangono fuori col naso incollato alle vetrine e solo pochi entrano; la puoi trovare a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Posillipo">Posillipo</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_Orazio">via Orazio</a>, via Nevio, dove lo splendido panorama unito alle splendide ville, sembra davvero “spazzar via ogni dolore”.<sup class='footnote'><a href='http://napule.org/le-vite-di-napoli/2009/#fn-48-1' id='fnref-48-1' onclick='return fdfootnote_show(48)'>1</a></sup> Questa Napoli c’è anche a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_Toledo">via Toledo</a>, dove le generazioni si tramandano <em>lo struscio</em>, la passeggiata domenicale fatta vestiti di tutto punto, alla “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=SeEk6bXXGJM">Io, mammeta e tu</a>”. Questa è la Napoli dalla “r” moscia alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Totò">Totò</a>, dal dialetto pulito e di stampo antico, quella snob che guarda dall’alto verso il basso e solo in rare occasioni. La Napoli da evasione fiscale. C’è tanto di questa Napoli anche a Milano, Roma, Firenze…e non dite che non è vero.</p>
<p><span id="more-48"></span></p>
<p><strong>Rovescio della medaglia, la Napoli oscura</strong>. Il suo buco nero è grande almeno quanto la sua bellezza. È un buco enorme. È la Napoli di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Secondigliano">Secondigliano</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scampia">Scampia</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Forcella">Forcella</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rione_Sanità">Sanità</a>. Questi quartieri si conoscono molto bene, hanno fama, quelli di prima certo, non facevano notizia. La realtà è molto dura tra i vicoli di Forcella, il sole passa solo per pochi minuti al giorno, poi i suoi palazzi stretti la richiudono su sè stessa, la abbandonano, la isolano, la lasciano preda di sè. Per quelle strade ascolti musica neomelodica e motorini a tutte le ore, le mura sono decadenti, i volti sempre gli stessi. Prostitute, drogati e scugnizzi ogni mattina si danno il buon giorno, si sentono sicuri dicono, dove c’è la malavita la gente vive tranquilla. Solo qualche angelo ogni tanto cade giù, ma si tratta di fatalità, si raccontano. Secondigliano, Scampia…non c’è nulla da raccontare. Lì i vicoli di Forcella si fanno strade ben più larghe dove la gente sa che autobus prendere e a che ora farlo. Sono i centri da cui si irradia tutto il male della città, ma non sono certo gli unici. Questa Napoli è la meta preferita dai giornalisti; se si deve fare un’intervista è giusto farla dove si può speculare meglio: tra ignoranza, cattiveria e dolore. L’ignoranza la tramandano di padre in figlio, la cattiveria si acquisisce, il dolore è parte attiva della prima e della seconda. Di questa Napoli conoscete già.</p>
<p><strong>Poi c’è la mia Napoli</strong>, e credetemi forse è la più dolorosa. È la Napoli degli studenti, delle famiglie oneste, che non evadono le tasse e non fanno gli scippi. È la Napoli di migliaia di giovani che si affollano la mattina nelle metropolitane, che parlano del futuro proprio e della città tra le mura delle università. Parlano ma solo tra loro, perchè a questi nessuno da mai ascolto, eppure urlano. È la Napoli della gente che crede ancora che si possa cambiare, che compra ancora la macchina nuova e si arrabbia quando vede che di Napoli si parla male, in modo sbagliato. I giovani vorrebbero studiare in università più attrezzate e moderne, vorrebbero avere opportunità di lavorare nella propria città e arricchire le sue casse ma inevitabilmente la devono abbandonare e contribuire alla crescita economia di qualche altra città, di qualche altro paese. È la Napoli che ha la furbizia, la creatività e la spensieratezza tipiche della città ma non le usa contro se stessa. E i suoi giovani non si drogano, non si ubriacano o si schiantano contro qualche muro, non uccidono nonne, padri, madri o fratelli, non abbandonano figli. Sognano.<br />
È la Napoli che vive tra il bene e il male ogni giorno e non ha paura e non si sente sfortunata. Ed è molto, molto numerosa.</p>
<p>Ora basta speculare su Napoli. Vorrei che fossero i napoletani a parlare di Napoli, gli altri non sanno, non la capiscono.<sup class='footnote'><a href='http://napule.org/le-vite-di-napoli/2009/#fn-48-2' id='fnref-48-2' onclick='return fdfootnote_show(48)'>2</a></sup></p>
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