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><channel><title>Napul&#039;è</title> <atom:link href="http://napule.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://napule.org</link> <description>Napule è tutto nu suonno e &#039;a sape tutt&#039;&#039;o munno. Ma nun sanne &#039;a verità. [Pino Daniele, Napul&#039;è, 1977]</description> <lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2010 13:18:04 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator> <item><title>Dopo l&#8217;Unità sbagliata, la Capitale sbagliata?</title><link>http://napule.org/dopo-lunita-sbagliata-la-capitale-sbagliata/2010/</link> <comments>http://napule.org/dopo-lunita-sbagliata-la-capitale-sbagliata/2010/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Sep 2010 13:07:59 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Storia]]></category> <category><![CDATA[capitale]]></category> <category><![CDATA[europea]]></category> <category><![CDATA[napoli]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=489</guid> <description><![CDATA[Unità sbagliata. È così che la chiama Antonio Ghirelli in Storia di Napoli. Parliamo dell&#8217;Unità catastrofica e violenta che ha causato morte, povertà ed emigrazione nel Sud Italia. Quell&#8217;Unità voluta dalla massoneria e che ha messo l&#8217;Italia nelle mani della «parte peggiore della nazione» come disse lo stesso Garibaldi.1 Quell&#8217;Unità che venne con queste parole [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/dopo-lunita-sbagliata-la-capitale-sbagliata/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Unità sbagliata. È così che la chiama Antonio Ghirelli in <a
href="http://www.ibs.it/code/9788806187484/ghirelli-antonio/storia-napoli.html">Storia di Napoli</a>. Parliamo dell&#8217;Unità catastrofica e violenta che ha <a
href="http://napule.org/litalia-e-un-paese-fondato-sul-sangue-dei-meridionali/2010/">causato morte, povertà ed emigrazione nel Sud Italia</a>. Quell&#8217;Unità voluta dalla massoneria e che ha messo l&#8217;Italia nelle mani della «parte peggiore della nazione» come disse lo stesso Garibaldi.<sup
class='footnote'><a
href='#fn-489-1' id='fnref-489-1'>1</a></sup> Quell&#8217;Unità che venne con queste parole proclamata<sup
class='footnote'><a
href='#fn-489-2' id='fnref-489-2'>2</a></sup></p><blockquote><p>«Le Royaume d’Italie est aujourd’hui un fait [...] Le Roi notre auguste Souverain prend pour lui-même et pour ses successeurs le titre de Roi d’Italie.»</p></blockquote><p>Ebbene sì, in francese, poiché i &#8220;fratelli del Nord&#8221;, in grandissima parte, l&#8217;Italiano non lo parlavano.</p><p>De «l&#8217;Unità Sbagliata» ho già parlato e sicuramente parlerò ancora, ma oggi mi vorrei soffermare sull&#8217;interessante parere dello storico <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fernand_Braudel">Fernand Braudel</a> riguardo la scelta della capitale Italiana.</p><p>Nel 1983 Braudel scrisse un articolo sul <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corriere_della_Sera">Corriere della Sera</a>, che è <a
href="http://www.donnalbina7.it/italiano/parole-braudel-napoli-b&#038;b.htm">riportato integralmente su questo sito</a>.<sup
class='footnote'><a
href='#fn-489-3' id='fnref-489-3'>3</a></sup> L&#8217;articolo, tra le altre cose, riporta il parere dello storico, secondo il quale Napoli, ai tempi dell&#8217;Unità, era l&#8217;unica città con le giuste referenze per divenire capitale.</p><p><span
id="more-489"></span></p><blockquote><p>Impossibile, nondimeno, per me non [...] immaginare quale avrebbe potuto essere il destino dell&#8217;Italia ed il volto attuale di questa città se essa fosse stata preferita a Roma come capitale del nuovo Stato. Roma, che nulla qualificava a svolgere questo ruolo, salvo la sua leggenda e il suo passato, quando <strong>Napoli era &#8211; e di gran lunga &#8211; , malgrado i rapidi progressi di Torino, la sola città ad essere, verso il 1860-70, all&#8217;altezza del compito</strong>.</p></blockquote><blockquote><p>Non dimentichiamolo, essa sarà l&#8217;unica città dell&#8217;Occidente, dopo il riflusso dell&#8217;Islam, a dare il proprio nome ad un regno; qualcosa di più di una capitale, e l&#8217;asserzione di un diritto di proprietà eminente.</p></blockquote><blockquote><p>Non la vedo rientrare nei ranghi dopo avere occupato la prima pagina: per conservare questo posto, ha scelto di essere diversa</p></blockquote><blockquote><p>Diversa lo è, indubbiamente oggi, che assume clamorosamente il ruolo che le si è voluto far recitare di &#8220;vetrina del Sud&#8221; e dei suoi problemi, in margine alle norme del mondo industriale e moderno.</p></blockquote><blockquote><p>Tutti [...] hanno dovuto fare i conti con questa città enorme, che sfuggiva loro incessantemente e che controllavano solo in apparenza. Ma tutti hanno finito per lasciarsi prendere dal gioco; ed io capisco come Murat abbia cercato disperatamente di salvare il suo trono e di averlo preferito, non senza coraggio, alla propria vita. Quale governo, oggi, sarebbe capace di un simile atteggiamento? Tenere Napoli è correre un rischio, e accettare di pagarne il prezzo. [...] Ma tenere Napoli è anche <strong>potersene aspettare e ricevere molto</strong>: troppo spesso presentata come il modello della città parassita, che per finanziare il proprio lusso e le proprie miserie esaurisce tutte le risorse della sua campagna, <strong>Napoli è</strong> anche un <strong>luogo di creazione</strong>. Pensiamo al suo abbagliante Settecento &#8211; che quasi riconcilia il francese che io sono coi Borboni &#8211; in cui essa dona all&#8217;Europa l&#8217;archeologia, la musica, l&#8217;opera, l&#8217;economia, e molte altre cose ancora.</p></blockquote><p>(e qui, forse, il mio pezzo preferito&#8230;)</p><blockquote><p><strong>E Napoli ha continuato a dare molto all&#8217;Italia, all&#8217;Europa e al mondo</strong>: essa esporta a centinaia i suoi scienziati, i suoi intellettuali, i suoi ricercatori, i suoi artisti, i suoi cineasti. Con generosità, certo. Ma anche per necessità. <strong>Mentre non riceve nulla, o pochissimo</strong>, da fuori. L&#8217;Italia, secondo me, ha perso molto a non saper utilizzare, per indifferenza, ma anche per paura, le formidabili potenzialità di questa città decisamente troppo diversa: europea prima che italiana, essa ha sempre preferito il dialogo diretto con Madrid o Parigi, Londra o Vienna, sue omologhe, snobbando Firenze o Milano o Roma.</p></blockquote><blockquote><p>Non attendiamoci da essa né compiacimenti, né concessioni. Questo capitale oggi sottoutilizzato, sperperato fino ai limiti dell&#8217;esaurimento &#8211; poichè non si può dare indefinitamente senza ricevere &#8211; quale fortuna per tutti noi, se ora, domani, potesse essere sistematicamente mobilitato, sfruttato, valorizzato. Quale fortuna per l&#8217;Europa, ma anche e soprattutto per l&#8217;Italia. <strong>Questa fortuna, Napoli merita, più che mai, che le sia data</strong>.</p></blockquote><div
class='footnotes'><div
class='footnotedivider'></div><ul><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-489-1' href='#fnref-489-1'>1</a>&nbsp;&nbsp;</sup>«Tutt’altra Italia io sognavo nella mia vita, non questa miserabile all’interno e umiliata all’estero ed in preda alla parte peggiore della nazione» &#8211; <a
href="http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id=139257">Garibaldi, 1880</a>.</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-489-2' href='#fnref-489-2'>2</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Pino Aprile, <em>Terroni</em>, Edizioni Piemme, 2010.</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-489-3' href='#fnref-489-3'>3</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Chi mi legge sa benissimo che non è mio vizio citare &#8220;vagamente&#8221;, ma bensì riportare precise referenze bibliografiche. Sono già in contatto con la redazione del Corriere e con la redazione del sito riportante l&#8217;articolo per verificare l&#8217;esatto numero sul quale lo storico scrisse l&#8217;articolo e le modalità di consultazione del numero in archivio. Ho voluto comunque scrivere un articolo a proposito, poiché esso è già citato da diverse fonti.</li></ul></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/dopo-lunita-sbagliata-la-capitale-sbagliata/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Un&#8217;americana a Napoli</title><link>http://napule.org/unamericana-a-napoli/2010/</link> <comments>http://napule.org/unamericana-a-napoli/2010/#comments</comments> <pubDate>Wed, 01 Sep 2010 14:51:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Città]]></category> <category><![CDATA[Vita]]></category> <category><![CDATA[elogio]]></category> <category><![CDATA[estero]]></category> <category><![CDATA[lezione]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=463</guid> <description><![CDATA[Ho scoperto di recente l&#8217;esistenza di Napoli Unplugged, un portale in lingua inglese, con annesso blog e fotoblog,1 che si occupa di promuovere la città di Napoli a turisti o chiunque altro semplicemente interessato e capace di comprendere l&#8217;Inglese. Napoli Unplugged nasce da un&#8217;idea di Bonnie Alberts, statunitense trapiantata a Napoli, di recente anche &#8220;fan&#8221; [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/unamericana-a-napoli/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Ho scoperto di recente l&#8217;esistenza di <a
href="http://www.napoliunplugged.com">Napoli Unplugged</a>, un portale in lingua inglese, con annesso <a
href="http://blog.napoliunplugged.com">blog</a> e <a
href="http://photoblog.napoliunplugged.com/">fotoblog</a>,<sup
class='footnote'><a
href='#fn-463-1' id='fnref-463-1'>1</a></sup> che si occupa di promuovere la città di Napoli a turisti o chiunque altro semplicemente interessato e capace di comprendere l&#8217;Inglese.</p><p>Napoli Unplugged nasce da un&#8217;idea di Bonnie Alberts, statunitense trapiantata a Napoli, di recente anche &#8220;fan&#8221; della <a
href="http://www.facebook.com/#!/pages/Napule/132089638681">nostra pagina su Facebook</a>.</p><div
id="attachment_466" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"> <a
href="http://photoblog.napoliunplugged.com/2010/07/22/the-neapolitan-riviera/"><img
src="http://napule.org/files/2010/09/View-of-Riviera-di-Chiaia-Naples-Italy-from-SantAntonio-a-Posillipo-600x387.jpg" alt="Una foto della Riviera di Chiaia, estratta dal fotoblog di Napoli Unplugged." title="Una foto della Riviera di Chiaia, estratta dal fotoblog di Napoli Unplugged." width="600" height="387" class="size-large wp-image-466" /></a><p
class="wp-caption-text">Una foto della Riviera di Chiaia, estratta dal fotoblog di Napoli Unplugged.</p></div><p><span
id="more-463"></span></p><p>Bonnie ha recentemente rilasciato <a
href="http://www.italymag.co.uk/italy-featured/napoli/blog-week-napoli-unplugged">un&#8217;intervista su Italy Magazine</a>. Ho trovato le sue parole emozionanti e illuminanti al tempo stesso. È un esempio e uno schiaffo morale per i milioni di Italiani che canzonano o addirittura odiano Napoli, così come per quella informazione e quella cronaca che sanno sguazzare solo e unicamente nei problemi che pur esistono in questa città. Mi son dunque chiesto: «Quanto diversa sarebbe la percezione della mia città se già soltanto ci fosse qualcuno in TV o sui giornali che parli di Napoli così come fanno Bonnie e il suo progetto Napoli Unplugged? E quanto questo aiuterebbe la città stessa?». Una domanda retorica che non fa altro che ribadire l&#8217;obiettivo, da sempre perseguito dall&#8217;Italia, di screditamento, umiliazione ed <em>educazione alla minorità</em><sup
class='footnote'><a
href='#fn-463-2' id='fnref-463-2'>2</a></sup> del Sud Italia, Napoli in testa.</p><p>Ho dunque deciso di tradurre la parte di intervista dove Bonnie si lascia andare al suo amore per la città, per condividere con voi tutti la visione e il giudizio che un&#8217;americana a Napoli può avere della nostra città.</p><blockquote><p> <strong>Bonnie, di dove sei originariamente?</strong><br
/> Sono cresciuta nella regione <a
href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jersey_Shore">Jersey Shore</a> (e già sento le risatine!). Non ho mai visto <a
href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jersey_Shore_(TV_series)">l&#8217;omonimo programma televisivo</a>, pertanto non so quanto bene il posto dove sono cresciuta venga rappresentato. Ma posso dire che, in diversi modi, crescere lì mi ha preparata alla mia vita a Napoli.<br
/> I quartieri di Napoli mi ricordano i quartieri della classe operaia sulla costa quando ero giovane. Quei posti erano popolari tra gli Italiani, specialmente tra gli immigrati Napoletani. È curioso come il mio primo vero lavoro fu un posto da cameriera in un ristorante gestito da Napoletani. Ho adorato lavorare lì e fui catturata dallo stile di vita Napoletano, ma mai avrei immaginato che un giorno avrei vissuto nella vera Napoli!</p><p><strong>Conoscevi Napoli prima di sistemartici? e perché ti sei trasferita lì?</strong><br
/> Ero stata a Napoli soltanto due volte prima di venirci ad abitare, ma mio marito aveva vissuto a Napoli negli anni &#8217;70 e vi era tornato più volte nel corso degli anni. Il suo sogno era di vivere a Napoli, così quando gli venne offerto un lavoro qui, afferrammo l&#8217;occasione a volo. Entrambi amiamo la vita della città e lo stile di vita europeo, e dopo quasi 14 anni nella periferia della <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Virginia">Virginia</a> del Nord, eravamo decisamente pronti per un cambiamento.</p><p><strong>Puoi dirci qualcosa riguardo l&#8217;aerea in cui vivi?</strong><br
/> Io vivo in uno dei distretti ovest della città, il quartiere <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Posillipo">Posillipo</a>, una delle zone più pittoresche della città. È costruito sulla collina che porta lo stesso nome e che si prolunga lungo il Golfo di Napoli da <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mergellina">Mergellina</a> fino a Capo Posillipo, dove c&#8217;è un parco stupendo, il <a
href="http://napule.org/virgiliano-e-virgiliamo/2010/">Parco Virgiliano</a>. Il nome Posillipo deriva dal greco «Pausilypon», che tradotto significa «che fa cessare il dolore». Uno sguardo da Posillipo alla vista del <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Golfo_di_Napoli">Golfo</a>, del <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vesuvio">Vesuvio</a>, la <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Penisola_Sorrentina">Penisola Sorrentina</a> e <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capri">Capri</a>, e capirete il perché del nome. Il quartiere in sé è molto più nuovo del centro storico, e infatti venne accorpato alla città soltanto nel 1925.<sup
class='footnote'><a
href='#fn-463-3' id='fnref-463-3'>3</a></sup> Ma durante l&#8217;epoca romana era residenza estiva e vi si possono trovare molte rovine importanti di quell&#8217;epoca, così come tante ville aristocratiche che furono costruite tra il 600 e l&#8217;800.</p><p><strong>Cosa ti piace di più della vita quotidiana a Napoli? C&#8217;è qualcosa che ti fa impazzire?</strong><br
/> Ciò che preferisco della vita quotidiana qui è esattamente questo: la vita quotidiana, la routine e il ritmo della mia giornata in una città che sembra essere perennemente nel caos. In realtà, le persone qui vivono una vita molto strutturata e, a un certo punto, nonostante mi ribellassi, anche io ho ceduto alla routine. La parte della giornata che preferisco è la spesa quotidiana. Non solo posso acquistare frutta, verdura, frutti di mare, carne, pasta e formaggi, tutto freschissimo, da cucinare il giorno stesso, ma, cosa più importante, è la mia «ora sociale». Tutti i negozi nella mia area sono a conduzione familiare, pertanto la spesa è un evento sociale. È il momento in cui incontro gli amici e il vicinato, chiacchierando delle ultime notizie e gossip.</p><p><strong>Quali sono i luoghi che preferisci in città?</strong><br
/> Adoro quasi ogni angolo di questa città, ma certamente il <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Centro_storico_di_Napoli">centro storico</a><sup
class='footnote'><a
href='#fn-463-4' id='fnref-463-4'>4</a></sup> è il mio preferito. I vicoli stretti che puoi vedere oggi nel centro storico sono il risultato di uno schema di strade a griglia improntato dai Greci nel V secolo A. C. Con pochissimo spazio negli interni, la vita sprizza fuori nelle strade che diventano vive con suoni, odori e immagini di vita Napoletana. Gli uni dopo gli altri, antiche chiese e palazzi dalla facciate in decadenza si aprono e rivelano spettacolari interni. E sotto le strade giace un mondo parallelo di acquedotti, canali, caverne e catacombe, per non parlare dei resti della Neapolis Greco-Romana.</p><p><strong>E il tuo piatto Napoletano preferito?</strong><br
/> Col cibo Napoletano vado a periodi. Quando sono arrivata adoravo la mozzarella di bufala, l&#8217;insalata caprese e cozze fresche di mare condite solo con limone. Ne ho mangiate così tante nei primi due anni che ora le mangio soltanto nel mio piatto preferito in assoluto: <a
href="http://www.google.co.uk/search?sourceid=chrome&#038;ie=UTF-8&#038;q=pasta+e+fagioli+con+le+cozze">pasta e fagioli con le cozze</a>. Un piatto cremoso e ricco, fatto con fagioli cannellini, pancetta e pasta mista. Di recente adoro anche le melanzane. All&#8217;inizio non le consideravo molto, ma ora non ne ho mai abbastanza. La sera scorsa ho assaggiato un piatto fantastico chiamato «Panciotti con melanzana e provola», una pasta simile ai ravioli ripieni con melanzane e provola, ricoperta di una salsa di pomodori del Vesuvio.<sup
class='footnote'><a
href='#fn-463-5' id='fnref-463-5'>5</a></sup></p><p><strong>Cosa dovrebbe visitare una persona con a disposizione solo cinque ore?</strong><br
/> Se avete solo cinque ore, il centro storico è d&#8217;obbligo. Passeggiando dal <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Napoli">Duomo</a> verso Piazza del Gesù, si può osservare una delle parti più vitali della città, e si possono trovare negozi, bar, trattorie, e tavole calde. Lungo il percorso, potete visitare, appunto, il Duomo, la Cattedrale Gotica del XIII secolo che si erge sul sito di un tempio pagano ad Apollo, e che incorpora la prima cattedrale della città: la <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Restituta">Basilica di Santa Restituta</a>, fatta costruire nel V secolo dall&#8217;imperatore Costantino. La successiva tappa potrebbe essere le <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sette_opere_di_Misericordia">Sette opere di Misericordia</a>, opera di Caravaggio al Pio Monte della Misericordia. O ancora esplorare le rovine greco-romane sotto <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Lorenzo_Maggiore">la basilica di San Lorenzo Maggiore</a>. Comprare un presepe a <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_San_Gregorio_Armeno">San Gregorio Armeno</a>. Ammirare il <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristo_velato">Cristo Velato</a> nella <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_Sansevero">Cappella Sansevero</a>. Vedere il più bel chiostro di Napoli e un complesso termale romano visitando il <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santa_Chiara_(Napoli)">Complesso Monumentale dei Santa Chiara</a>. Infine, vedere la chiesa del <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_del_Ges%C3%B9_Nuovo">Gesù Nuovo</a>. E se vi resta tempo, dirigetevi verso il mare e pranzate al <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Borgo_Marinari">Borgo Marinari</a>!</p></blockquote><div
class='footnotes'><div
class='footnotedivider'></div><ul><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-463-1' href='#fnref-463-1'>1</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Ah, e anche <a
href="http://www.facebook.com/#!/pages/Napoli-Unplugged/324635728143">pagina Facebook</a> e <a
href="https://twitter.com/NapoliUnplugged">account Twitter</a>.</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-463-2' href='#fnref-463-2'>2</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Cit. Pino Aprile in <a
href="http://napule.org/litalia-e-un-paese-fondato-sul-sangue-dei-meridionali/2010/">Terroni</a>.</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-463-3' href='#fnref-463-3'>3</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Prima era una frazione, ndT.</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-463-4' href='#fnref-463-4'>4</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Che, aggiungo, è stato dichiarato <a
href="http://whc.unesco.org/en/list/726">patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;UNESCO</a> nel 1995.</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-463-5' href='#fnref-463-5'>5</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Pomodorini <em>d&#8221;o Piennolo</em>, molto probabilmente, ndT.</li></ul></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/unamericana-a-napoli/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Virgiliano e Virgiliamo!</title><link>http://napule.org/virgiliano-e-virgiliamo/2010/</link> <comments>http://napule.org/virgiliano-e-virgiliamo/2010/#comments</comments> <pubDate>Tue, 31 Aug 2010 14:22:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Città]]></category> <category><![CDATA[parchi]]></category> <category><![CDATA[virgiliamo]]></category> <category><![CDATA[virgiliano]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=451</guid> <description><![CDATA[Il Parco Virgiliano (fin troppo spesso confuso col Parco Vergiliano a Piedigrotta) è uno dei posti più belli di Napoli. Conosciuto anche come Parco della Rimembranza, specialmente dalle generazioni più anziane, permette una visione panoramica unica della città, con tutti gli elementi del golfo di Napoli altrimenti impossibili da vedere in altri punti panoramici. Questo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/virgiliano-e-virgiliamo/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Il Parco Virgiliano (<a
href="http://viaggi.ciao.it/Parco_della_Rimembranza_Napoli__Opinione_1208406">fin troppo</a> spesso <a
href="http://www.campaniailoveyou.com/it/parchi/parchi-napoli/parco-virgiliano/">confuso</a> col <em><a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_Vergiliano_a_Piedigrotta">Parco Vergiliano a Piedigrotta</a></em>) è uno dei posti più belli di Napoli. Conosciuto anche come <em>Parco della Rimembranza</em>, specialmente dalle generazioni più anziane, permette una visione panoramica unica della città, con tutti gli elementi del golfo di Napoli altrimenti impossibili da vedere in altri punti panoramici.</p><div
id="attachment_452" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"> <a
href="http://www.flickr.com/photos/giusy60/2216720639/in/pool-1360119@N21/"><img
src="http://napule.org/files/2010/08/2216720639_bdacb7c92f_b-600x450.jpg" alt="" title="Parco Virgiliano" width="600" height="450" class="size-large wp-image-452" /></a><p
class="wp-caption-text">Una stradina interna al Parco Virgiliano</p></div><p><span
id="more-451"></span></p><p>Questo articolo è per fare eco al lavoro di un amico, che ha messo su due siti: <a
href="http://virgiliano.it">Virgiliano.it</a> e <a
href="http://virgiliamo.it">Virgiliamo.it</a>. Il primo è un progetto dedicato a costruire &#8220;collaborativamente&#8221; un sito sul Parco Virgiliano. Se vi va di collaborare andate sul <a
href="http://virgiliano.it/wiki">wiki</a> e fate la vostra parte. Il secondo sito è invece il social network del Virgiliano, che potete usare se volete coordinare il vostro contributo prima di partecipare, o semplicemente entrare in contatto con altri frequentatori del parco. È possibile anche entrare con un account Facebook e collegare Virgiliamo a Facebook facendo il login <a
href="http://virgiliamo.it/main/facebooklogin">da questa pagina</a>.</p><p>Infine, per qualche dettaglio tecnico in più, potete leggere <a
href="http://ao2.it/news/2010/08/31/on-line-virgiliano_it-e-virgiliamo_it">quest&#8217;articolo</a> dell&#8217;ideatore di questi progetti.</p><p>E ora, forza, avanti con le collaborazioni! E fate girare la voce!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/virgiliano-e-virgiliamo/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Ammuina!</title><link>http://napule.org/ammuina/2010/</link> <comments>http://napule.org/ammuina/2010/#comments</comments> <pubDate>Thu, 19 Aug 2010 16:16:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Curiosità]]></category> <category><![CDATA[ammuina]]></category> <category><![CDATA[etimologia]]></category> <category><![CDATA[napoletano]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=442</guid> <description><![CDATA[Ammuina1 è forse una delle parole Napoletane più conosciute fuori da Napoli. Miti e leggende si sono avvicendati nel tentativo di spiegare l&#8217;origine di questa parola. Il più famoso è di certo il mito legato al presunto ordine «Facite ammuina!» che avrebbe fatto parte del regolamento della Real Marina del Regno delle Due Sicilie. Sebbene [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/ammuina/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p><em>Ammuina</em><sup
class='footnote'><a
href='#fn-442-1' id='fnref-442-1'>1</a></sup> è forse una delle parole Napoletane più conosciute fuori da Napoli. Miti e leggende si sono avvicendati nel tentativo di spiegare l&#8217;origine di questa parola. Il più famoso è di certo il mito legato al presunto ordine «Facite ammuina!» che avrebbe fatto parte del regolamento della <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Real_Marina_del_Regno_delle_Due_Sicilie">Real Marina del Regno delle Due Sicilie</a>.</p><div
id="attachment_443" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"> <img
src="http://napule.org/files/2010/08/200886211437_regolamento-600x598.jpg" alt="" title="Facite ammuina!" width="600" height="598" class="size-large wp-image-443" /><p
class="wp-caption-text">Facite ammuina!</p></div><p><span
id="more-442"></span></p><p>Sebbene si trovino addirittura immagini come quella sopra, si tratta in realtà di un falso storico,<sup
class='footnote'><a
href='#fn-442-2' id='fnref-442-2'>2</a></sup> quell&#8217;ordine non ha mai fatto parte del regolamento ufficiale della marina borbonica.</p><p><a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Facite_ammuina#Genesi_dell.27espressione">Sembrerebbe però</a> che <em>facite ammuina</em> sia comunque in relazione con un altro fatto storico, risalente però al periodo post-unitario: un ufficiale napoletano, Federico Cafiero, passato dalla parte dei piemontesi già durante l&#8217;invasione del Regno delle Due Sicilie,<sup
class='footnote'><a
href='#fn-442-3' id='fnref-442-3'>3</a></sup> venne sorpreso a dormire a bordo della sua nave insieme al suo equipaggio e messo agli arresti, in quanto responsabile dell&#8217;indisciplina a bordo. Una volta scontata la pena, l&#8217;indisciplinato ufficiale venne rimesso al comando della sua nave dove pensò bene di istruire il proprio equipaggio a fare <em>ammuina</em> (ovvero il maggior rumore e confusione possibile) nel caso in cui si fosse ripresentato un ufficiale superiore, con lo scopo di essere avvertito e contemporaneamente dimostrare l&#8217;operosità dell&#8217;equipaggio.</p><h2>Sì, ma l&#8217;etimo?</h2><p>Tutto questo, però, non svela l&#8217;origine della parola in sé. Ammuina. Da dove vien fuori? Be&#8217;, finalmente, dopo anni, ho scoperto l&#8217;origine etimologica! <a
href="http://ca.wikipedia.org/wiki/Napolit%C3%A0#Caracter.C3.ADstiques">Ammuina deriva dal catalano</a> <em>amoinar</em>, che come aggettivo significa <em>infastidito</em>, mentre come verbo vuol dire <em>preoccuparsi</em>.<div
class='footnotes'><div
class='footnotedivider'></div><ul><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-442-1' href='#fnref-442-1'>1</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Napoletano per <em>chiasso</em>, <em>baccano</em>.</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-442-2' href='#fnref-442-2'>2</a>&nbsp;&nbsp;</sup>R. M. Selvaggi. «Facite ammuina un falso». Il Mattino, 15 aprile 1995 (<a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Facite_ammuina">via Wikipedia</a>).</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-442-3' href='#fnref-442-3'>3</a>&nbsp;&nbsp;</sup>E pertanto <a
href="http://napule.org/litalia-e-un-paese-fondato-sul-sangue-dei-meridionali/2010/">traditore</a>, aggiungo io.</li></ul></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/ammuina/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Lifestream</title><link>http://napule.org/lifestream/</link> <comments>http://napule.org/lifestream/#comments</comments> <pubDate>Sun, 15 Aug 2010 10:27:03 +0000</pubDate> <dc:creator></dc:creator> <guid
isPermaLink="false">http://napule.org/lifestream/</guid> <description><![CDATA[A stream of my online social activity.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/lifestream/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>A stream of my online social activity.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/lifestream/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>A Napoli non sanno guidare</title><link>http://napule.org/a-napoli-non-sanno-guidare/2010/</link> <comments>http://napule.org/a-napoli-non-sanno-guidare/2010/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Aug 2010 23:55:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Città]]></category> <category><![CDATA[auto]]></category> <category><![CDATA[guida]]></category> <category><![CDATA[incidenti]]></category> <category><![CDATA[statistiche]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=339</guid> <description><![CDATA[Questa è un&#8217;altra di quelle cose con cui ormai c&#8217;hanno marchiato a vita. Napoli è una giunga automobilistica selvaggia. Non voglio certo dire che è tutto falso e che a Napoli si segue il codice della strada alla lettera. Di certo, le regole sono state un tantino piegate.1 Ma dire che a Napoli non si [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/a-napoli-non-sanno-guidare/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Questa è un&#8217;altra di quelle cose con cui ormai c&#8217;hanno marchiato a vita. Napoli è una giunga automobilistica selvaggia. Non voglio certo dire che è tutto falso e che a Napoli si segue il codice della strada alla lettera. Di certo, le regole sono state un <em>tantino</em> piegate.<sup
class='footnote'><a
href='#fn-339-1' id='fnref-339-1'>1</a></sup> Ma  dire che a Napoli non si sa guidare,<sup
class='footnote'><a
href='#fn-339-2' id='fnref-339-2'>2</a></sup> o che è <a
href="http://www.motori.it/attualita/5214/napoli-la-citta-a-piu-alto-rischio-incidenti.html">la città a più alto rischio incidenti</a>, non solo è esagerato, ma addirittura <strong>falso</strong>. Dati alla mano.</p><h4>Classifica ISTAT incidenti stradali</h4><p>Visto che i dati ISTAT sugli incidenti sono pubblici, così come i dati ISTAT demografici e altri rapporti, mi son preso la briga di fare quello che l&#8217;informazione massonica Italiana non fa: andarli a recuperare per voi. I più recenti <a
href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20091113_01/">dati ISTAT sugli incidenti sono stati pubblicati il 2009 e sono relativi all&#8217;anno precedente</a>. Allo stesso modo, i dati sulla densità di autovetture e motocicli nel 2008 possono essere trovati nel <a
href="http://www.apat.gov.it/site/it-IT/APAT/Pubblicazioni/Stato_dell'ambiente/Documento/stato_ambiente_aree_urbane_2009.html">VI rapporto annuale ISPRA sulla qualità dell&#8217;ambiente urbano, pubblicato nel 2009</a>. Infine i dati demografici aggiornati al 1 Gennaio 2009 (e quindi riferenti a tutto il 2008) possono essere ricavati dal sito <a
href="http://demo.istat.it/bil2009/index04.html">demo.istat.it</a>.</p><p>Per ragioni di brevità e semplicità, tratterò soltanto quelli che l&#8217;ISTAT chiama i <em>grandi comuni</em>: <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bari">Bari</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bologna">Bologna</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catania">Catania</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Firenze">Firenze</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genova">Genova</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Messina">Messina</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milano">Milano</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palermo">Palermo</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torino">Torino</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trieste">Trieste</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Venezia">Venezia</a>, <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Verona">Verona</a>.</p><p>Osservando i dati e tenendo conto esclusivamente del numero di incidenti, è già possibile vedere come Napoli non sia affatto la città con più incidenti. Se consideriamo i comuni di queste città senza le loro province annesse, Napoli (con 2793 incidenti) si classifica &#8220;soltanto&#8221; sesta, mentre la classifica è guidata da Roma (18181), Milano (13584) e Genova (4635). Assimilando anche le relative province, la classifica muta, con Napoli al quarto posto (con 6064 incidenti) e le prime tre posizioni occupate da Milano (23894), Roma (22636) e Torino (6732).</p><p><span
id="more-339"></span></p><h4>Tassi di incidenti stradali</h4><p>Tuttavia, considerare esclusivamente il <strong>numero</strong> dei sinistri non fornisce alcuna informazione sul <strong>tasso</strong> di incidenti in rapporto ad altri parametri, e quindi sull&#8217;effettiva gravità della situazione. Infatti, la probabilità di fare incidenti non può essere assolutamente indipendente dal numero di abitanti, o ancora dal numero di veicoli presenti in una città o in una provincia. Come dire che se <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_dell'Ogliastra">Ogliastra</a> facesse un numero di incidenti pari a quello di Milano, mi verrebbe il dubbio che i residenti abbiano iniziato a giocare all&#8217;autoscontro.</p><div
id="attachment_375" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"> <img
src="http://napule.org/files/2010/08/Screen-shot-2010-08-11-at-23.44.31-600x294.png" alt="Classifica incidenti" title="Classifica incidenti" width="600" height="294" class="size-large wp-image-375" /><p
class="wp-caption-text">Napoli, con annessa provincia, ultima nella classifica incidenti 2008 (ordinata per numero di incidenti ogni 1000 veicoli)</p></div><p>Ergo, un&#8217;informazione sicuramente utile ci può essere data dal numero di incidenti per persona e per veicolo. A questo scopo, come già detto, ho recuperato i dati demografici ISTAT, la densità di veicoli dal rapporto ISPRA, e ho <a
href="http://spreadsheets.google.com/ccc?key=0Aum0Gb049iG7dGVOOUdraHk5VmxBVFZ3U0Y0aFp0eHc&#038;hl=en">combinato</a> il tutto<sup
class='footnote'><a
href='#fn-339-3' id='fnref-339-3'>3</a></sup> con i summenzionati dati ISTAT sugli incidenti, sia per i comuni che per le province. Quel che vien fuori è l&#8217;apoteosi del fallimento nel tentare di affibbiare a Napoli il titolo di città a maggior rischio incidenti. Difatti, sia per comune che per provincia, il numero di incidenti per persona, così come il numero di incidenti per veicolo, vede Napoli piazzarsi ultima in classifica. Appena <strong>2.9 incidenti ogni 1000 persone</strong> e <strong>4.3 incidenti ogni 1000 veicoli</strong> nel <strong>comune</strong> di Napoli. Per avere un&#8217;idea dell&#8217;entità ridotta di questi numeri, basti pensare che la capolista per quanto riguarda i comuni è <strong>Milano con 10.5 incidenti ogni 1000 persone e 14.9 incidenti ogni 1000 veicoli</strong>. Se volete, <a
href="http://spreadsheets.google.com/ccc?key=0Aum0Gb049iG7dGVOOUdraHk5VmxBVFZ3U0Y0aFp0eHc&#038;hl=en">potete continuare a leggere i dati</a>.</p><h4>Qualche commento</h4><p>I numeri sono fondamentali quando si tratta di argomentare certe cose, ma per quanto mi riguarda non era poi necessario ricorrervi, quando persino guardando i pessimi telegiornali italiani ci si accorge che il maggior numero di incidenti avviene a nord del quarantunesimo parallelo. Specie quelli dove i protagonisti sono i &#8220;pirati&#8221; che non si fermano alle strisce e spazzano via bambini, vecchi o intere famiglie. Difatti, anche nel <a
href="http://www.apat.gov.it/site/it-IT/APAT/Pubblicazioni/Stato_dell'ambiente/Documento/stato_ambiente_aree_urbane_2009.html">rapporto ISPRA</a> si legge di Roma con 2196 pedoni coinvolti negli incidenti stradali del 2007, seguita da Milano con 1929. Napoli al sesto posto, con &#8220;soli&#8221; 508.</p><p>Ciononostante, però, quelli che non si fermano alle strisce siamo noi napoletani, vero?</p><p>Per carità, non che ci si fermi sempre. A dirla tutta, le strisce, soprattutto in provincia, spesso nemmeno ci sono, probabilmente anche quelle considerate spesa straordinaria al Sud, <a
href="http://www.libreidee.org/2010/04/unita-ditalia-a-mano-armata-a-spese-del-sud-ricco/">così come le scuole e le fogne</a>. È però doveroso dire che a Napoli è spesso possibile attraversare in qualunque punto della strada, strisce o meno, proprio sulla base di quelle regole &#8220;piegate&#8221; alle quali accennavo all&#8217;inizio.<sup
class='footnote'><a
href='#fn-339-4' id='fnref-339-4'>4</a></sup></p><h4>Conclusioni</h4><p>Be&#8217;, la più ovvia è che, dato il basso tasso di incidenti in un contesto dove il codice della strada non è, come dire, applicato alla lettera, i Napoletani sono i migliori automobilisti d&#8217;Italia <img
src='http://napule.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /></p><p>Tornando seri, la prima conclusione è che per l&#8217;ennesima volta Napoli, come spesso il resto del Sud, è vittima di un&#8217;informazione massonica devota a trasmettere un&#8217;immagine del meridione completamente sfalsata, col decisamente ben raggiunto obiettivo di convincere il settentrione tutto che, in fondo in fondo, noi un tantino &#8220;selvaggi&#8221; lo siamo.</p><p>L&#8217;altra conclusione, che posso trarre direttamente dalla mia esperienza personale, è che nonostante il basso tasso di incidenti, i Napoletani devono certamente cercare di modificare il loro stile di guida, fosse solo per rendere la vita meno stressante a tutti gli automobilisti.</p><p>Ultima, ma più importante, è che, per parafrasare <em><a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Persico">Zulu</a></em> in <em><a
href="http://www.youtube.com/watch?v=389uEVZEbso">Nell&#8217;era della confusione semiotica</a></em>, le persone non dovrebbero parlare di fatti di cui non sono a conoscenza. Luoghi comuni, stereotipi, e quant&#8217;altro non vi abilitano a sputare sentenze. Siccome molti di voi a Napoli manco ci mettono piede, <strong>state zitti</strong>.<div
class='footnotes'><div
class='footnotedivider'></div><ul><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-339-1' href='#fnref-339-1'>1</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Il che rende in diverse occasioni il traffico più scorrevole, ma non certo quando si esagera. Andrebbe ad ogni modo sfatata una seria abbastanza lunga di luoghi comuni, a partire da «A Napoli si passa col rosso, e ci si ferma col verde», che è una cavolata folcloristica. La maggior parte dei semafori viene rispettata regolarmente, fatta eccezione, è vero, per pochi semafori catalogati come &#8220;minori&#8221;, il cui criterio di identificazione non è però oggetto di questo articolo, così come il resto dei luoghi comuni.</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-339-2' href='#fnref-339-2'>2</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Nota bene: tra il digitare questa virgola e lo scrivere tutto ciò che c&#8217;è dopo sono passati almeno un paio di minuti, durante i quali il sottoscritto è stato impegnato in una risata convulsa dovuta all&#8217;assurdità apocalittica dell&#8217;affermazione appena precedente la stessa virgola e che sono stato costretto a ripetere per dovere di cronaca.</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-339-3' href='#fnref-339-3'>3</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Suggerisco di passare alla visualizzazione &#8220;Lista&#8221; che permette di ordinare per colonna i dati.</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-339-4' href='#fnref-339-4'>4</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Ora che vivo a Londra, rischio di finire sotto un auto più spesso di prima, visto che la precedenza al pedone che esiste in tutta Europa, qui non c&#8217;è. Solo ed esclusivamente sulle strisce. E mi raccomando che i lampioncini gialli lampeggino, altrimenti nemmeno lì siete al sicuro.</li></ul></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/a-napoli-non-sanno-guidare/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Roghi tossici? Querele collettive!</title><link>http://napule.org/roghi-tossici-querele-collettive/2010/</link> <comments>http://napule.org/roghi-tossici-querele-collettive/2010/#comments</comments> <pubDate>Tue, 03 Aug 2010 10:42:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Attualità]]></category> <category><![CDATA[criminalità]]></category> <category><![CDATA[giovani]]></category> <category><![CDATA[terra dei fuochi]]></category> <category><![CDATA[volontari]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=269</guid> <description><![CDATA[C&#8217;è chi (a nord?) taccia i meridionali di omertà, collusione, indifferenza e strafottenza. La verità è che i veri omertosi sono i governi che si succedono negli anni e le istituzioni locali, che insieme latitano pur essendo a conoscenza di tutto. Di esempi da fare ce ne sarebbero, ma questo articolo è dedicato a un [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/roghi-tossici-querele-collettive/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>C&#8217;è chi (a nord?) taccia i meridionali di omertà, collusione, indifferenza e strafottenza. La verità è che i veri omertosi sono i governi che si succedono negli anni e le istituzioni locali, che insieme latitano pur essendo a conoscenza di tutto. Di esempi da fare ce ne sarebbero, ma questo articolo è dedicato a un gruppo di ragazzi del Napoletano e dintorni, al quale vanno la mia stima, il mio supporto, e il mio rispetto.</p><p><div
id="attachment_274" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"> <a
href="http://napule.org/roghi-tossici-querele-collettive/2010/26luglio2008-alba_ore630-b/" rel="attachment wp-att-274"><img
src="http://napule.org/files/2010/08/26Luglio2008-ALBA_ore630-b-e1280829668260.jpeg" alt="La Terra dei Fuochi" title="La Terra dei Fuochi" width="600" height="450" class="size-full wp-image-274" /></a><p
class="wp-caption-text">La Terra dei Fuochi</p></div><br
/> <span
id="more-269"></span><br
/> Sono <a
href="http://www.laterradeifuochi.it/">La Terra dei Fuochi</a><sup
class='footnote'><a
href='#fn-269-1' id='fnref-269-1'>1</a></sup> e si tratta di ragazzi che denunciano costantemente ogni singolo rogo di rifiuti tossici. Filmano, identificano, allertano polizia, vigili del fuoco, cercano di sensibilizzare. Urlano per farsi sentire da chi dovrebbe salvaguardare la loro società.</p><p>Ma da soli non sono abbastanza, perché, lo sappiamo, la lotta non finisce nel momento in cui denunci. Piuttosto, in quel momento diventa più ardua. Sensibilizzare le istituzioni, o anche solo riuscire a far arrivare le forze dell&#8217;ordine in tempo sul luogo dei fatti sembra impresa ben più ardua del placare gli incendi stessi. Forse perfino più ardua della stessa bonifica di queste zone. Bonifiche, anch&#8217;esse, dimenticate da chi dovrebbe occuparsene.</p><p>Ecco perché da oggi, per urlare più forte, è possibile fare <strong>querele collettive</strong>. <a
href="http://www.facebook.com/notes/la-terra-dei-fuochi/-roghi-tossici-via-alle-querele-collettive-/430154210616">Qui potete leggere il comunicato stampa</a> emanato da <a
href="http://laterradeifuochi.it">La Terra dei Fuochi</a>, dove <strong>trovate anche le istruzioni dettagliate</strong> di come effettuare le querele.</p><p>Mi raccomando, non esitate a collaborare. È della <strong>vostra terra</strong> che si parla, <strong>e ve la stanno distruggendo sotto gli occhi giorno dopo giorno</strong>!<div
class='footnotes'><div
class='footnotedivider'></div><ul><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-269-1' href='#fnref-269-1'>1</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Il nome è preso <a
href='http://napule.org/files/2010/08/La_Terra_Dei_Fuochi.pdf'>dall&#8217;ultimo capitolo</a> di <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gomorra_(romanzo)">Gomorra</a>, il libro shock di <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Saviano">Roberto Saviano</a></li></ul></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/roghi-tossici-querele-collettive/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Italia è un paese fondato sul sangue dei meridionali</title><link>http://napule.org/litalia-e-un-paese-fondato-sul-sangue-dei-meridionali/2010/</link> <comments>http://napule.org/litalia-e-un-paese-fondato-sul-sangue-dei-meridionali/2010/#comments</comments> <pubDate>Mon, 19 Jul 2010 11:25:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Storia]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=214</guid> <description><![CDATA[Il titolo e lo spunto di questo articolo nascono dalla dichiarazione di Salvatore Borsellino: «L’Italia è una Repubblica fondata sul sangue delle stragi». D&#8217;accordissimo. Ma ciò mi ricorda anche che, prima ancora, l&#8217;Italia è un paese nato dal sangue dei meridionali: Io non sapevo che i piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/litalia-e-un-paese-fondato-sul-sangue-dei-meridionali/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Il titolo e lo spunto di questo articolo nascono <a
href="http://www.dirittodicritica.com/2010/07/19/borsellino-stragi-mafia7323/">dalla dichiarazione di Salvatore Borsellino</a>: «L’Italia è una Repubblica fondata sul sangue delle stragi».</p><p>D&#8217;accordissimo. Ma ciò mi ricorda anche che, prima ancora, l&#8217;Italia è un paese nato dal sangue dei meridionali:</p><blockquote><p>Io non sapevo che i piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero a <strong>Marzabotto</strong>. Ma tante volte, per anni. E <strong>cancellarono per sempre molti paesi</strong>, in operazioni “anti-terrorismo”, come i marines in Iraq. Non sapevo che, nelle rappresaglie, si concessero <strong>libertà di stupro sulle donne meridionali</strong>, come nei Balcani, durante il conflitto etnico; o come i marocchini delle truppe francesi, in Ciociaria, nell’invasione, da Sud, per redimere l’Italia dal fascismo (ogni volta che viene liberato, il Mezzogiorno ci rimette qualcosa). Ignoravo che, in nome dell’Unità nazionale, i fratelli d’Italia ebbero pure diritto di saccheggio delle città meridionali, come i Lanzichenecchi a Roma.<br
/> E che <strong>praticarono la tortura</strong>, come i marines ad Abu Ghraib, i francesi in Algeria, Pinochet in Cile. Non sapevo che in Parlamento, a Torino, un deputato ex garibaldino paragonò la ferocia e le stragi piemontesi al Sud a quelle di «Tamerlano, Gengis Khan e Attila». Un altro preferì tacere «rivelazioni di cui l’Europa potrebbe inorridire». E <strong>Garibaldi parlò di «cose da cloaca»</strong>.</p></blockquote><p><span
id="more-214"></span><br
/><div
id="attachment_219" class="wp-caption aligncenter" style="width: 274px"> <a
href="http://napule.org/files/2010/07/photo1.jpeg"><img
src="http://napule.org/files/2010/07/photo1.jpeg" alt="Terroni" title="Terroni" width="274" height="443" class="size-full wp-image-219" /></a><p
class="wp-caption-text">Terroni, di Pino Aprile</p></div></p><p>Questo in realtà non è un vero e proprio articolo. Piuttosto, è la segnalazione, che avrei sempre voluto fare su questo blog ma non ho mai fatto finora, del libro di <a
href="http://www.edizpiemme.it/autori/pino-aprile">Pino Aprile</a>, <a
href="http://www.edizpiemme.it/libri/terroni-9788856612738">Terroni</a>.</p><p>Il testo che ho citato sopra è difatti estratto dal primo capitolo di questo libro, <a
href="http://napule.org/files/2010/07/Diventare-Meridionali.pdf">che potete continuare a leggere qui</a>.</p><p>È un libro che mi ha introdotto a quella che è la realtà sulla questione meridionale e sul meridionalismo. Un libro che, con un tono incalzante, appassionato, e mai noioso, vi accompagna attraverso i meandri oscuri di quella che è la storia dell&#8217;Unità del nostro paese. E non solo, poiché non si ferma a ciò che accadde 150-140 anni fa. Ma continua, spiegando scelte politiche (e non) fatte negli ultimi 150 anni, troppo spesso votate a mettere in scacco il meridione. Una storia che, a mio avviso, aiuta anche a capire perché oggi abbiamo una «<em>una Repubblica fondata sul sangue delle stragi</em>».</p><p>È, per me, il miglior primo passo che si possa compiere per avvicinarsi a questi temi; da qui in poi, sarà difficile smettere di volerne sapere di più, ancora più difficile smettere di leggere, cercare, e studiare.</p><p>Ed è di certo il libro che ha determinato un cambio, o meglio, un arricchimento, delle tematiche trattate da questo sito.</p><p>Un libro che ogni Italiano dovrebbe leggere, ancor più vero se si è del Sud. Non per dividersi, ma forse, per la prima volta in 150 anni, per tentare di unire questo popolo eternamente diviso per mille motivi, a volte mai del tutto chiari. E, anche, per iniziare un percorso che dia a questa nazione una politica equa nei confronti di tutte le regioni, che non sia più quella politica che ha tolto risorse, ricchezze e speranze a metà del paese.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/litalia-e-un-paese-fondato-sul-sangue-dei-meridionali/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Video</title><link>http://napule.org/video/</link> <comments>http://napule.org/video/#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Jul 2010 11:41:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Senza categoria]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?page_id=201</guid> <description><![CDATA[]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
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class="vp_gallery_top"></div><div
class="vp_container"><div
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class="vp_video_title">Parlamento delle Due Sicilie - 150 anni dopo</div><div
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class="vp_video_description"> <br/> Parte da Napoli il parlamento delle due sicile. Un movimento culturale che  punta a riscattare l\'orgoglio del mezzogiorno d\'Italia prendendo coscienza di un\'identità lacerata dalla contraddizioni di una storia scritta dalla parte dei vincitori<br/></div></div> <iframe
src="http://napule.org/wp-content/plugins/vodpod-video-gallery/vodpod_gallery_thumbs.php?u=enzoru&amp;c=napul&amp;t=&amp;vpp=10&amp;gid=201napul" width="100%" height="121" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" hspace="0" vspace="0" scrolling="no" style="border-style:none"></iframe></div><div
class="vp_gallery_bottom"> <span
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href="http://vodpod.com/enzoru/napul" target="new">enzoru's videos</a></span> <span
id="vp_bottom_right"><a
href="http://xondie.com/resources/" target="new">Video Gallery by Xondie</a> | <a
href="http://vodpod.com" target="new">Powered by VodPod</a></span></div></div>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/video/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Spesa pubblica: eredità Savoiarda</title><link>http://napule.org/spesa-pubblica-eredita-savoiarda/2010/</link> <comments>http://napule.org/spesa-pubblica-eredita-savoiarda/2010/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Jul 2010 16:40:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Storia]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[regno delle due sicilie]]></category> <category><![CDATA[savoia]]></category> <category><![CDATA[spesa pubblica]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=187</guid> <description><![CDATA[Si legge oggi che a Palazzo Chigi spendono circa 350 milioni di euro l&#8217;anno. In perfetto stile con l&#8217;atteggiamento Savoia, che per mantenere alto lo standard di &#8220;capitale europea&#8221; di Torino, tartassavano i sudditi (specialmente la Sardegna, quando questa venne annessa). Sarebbe decisamente convenuto ereditare l&#8217;atteggiamento di Ferdinando II, che tra le riforme varate in [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/spesa-pubblica-eredita-savoiarda/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p><a
href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/04/silvio-contro-i-topi5-milioni-per-la-guerra/36112/">Si legge oggi</a> che <strong>a Palazzo Chigi spendono circa 350 milioni di euro l&#8217;anno</strong>. In perfetto stile con l&#8217;atteggiamento Savoia, che per mantenere alto lo standard di &#8220;capitale europea&#8221; di Torino, tartassavano i sudditi (<a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Sardegna#Il_Regno_di_Sardegna_nella_corona_sabauda">specialmente la Sardegna</a>, quando questa venne annessa).</p><p>Sarebbe decisamente convenuto ereditare l&#8217;atteggiamento di <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_delle_Due_Sicilie#Ferdinando_II_delle_Due_Sicilie">Ferdinando II</a>, che tra le riforme varate in campo finanziario nel suo regno incluse <strong>una riduzione della pressione fiscale grazie anche alla diminuzione delle spese di corte</strong>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/spesa-pubblica-eredita-savoiarda/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Origine del debito pubblico Italiano</title><link>http://napule.org/origine-del-debito-pubblico-italiano/2010/</link> <comments>http://napule.org/origine-del-debito-pubblico-italiano/2010/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Jul 2010 11:13:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Storia]]></category> <category><![CDATA[debito pubblico]]></category> <category><![CDATA[italia]]></category> <category><![CDATA[regno delle due sicilie]]></category> <category><![CDATA[savoia]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=170</guid> <description><![CDATA[Mentre Tremonti attacca il Sud per sprechi di denaro (e mentre il sottoscritto si ritaglia più tempo per scrivere un articolo su come negli ultimi 150 anni il 95% del denaro per scopi ordinari non è mai arrivato al Sud, e parte del resto è stato fatto rimbalzare da Sud a Nord, persino tramite la [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/origine-del-debito-pubblico-italiano/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Mentre <a
href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/02/le-critiche-di-tremonti-un-tentativo-di-rifarsi-una-verginita-politica/35592/">Tremonti attacca il Sud</a> per sprechi di denaro (e mentre il sottoscritto si ritaglia più tempo per scrivere un articolo su come negli ultimi 150 anni il 95% del denaro per scopi ordinari non è mai arrivato al Sud, e parte del resto è stato fatto rimbalzare da Sud a Nord, persino tramite la famosa <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cassa_per_il_Mezzogiorno">CASMEZ</a>), vi voglio giusto rammentare dove e quando nacque il buco enorme che poi ci siam portati dietro fino ad oggi.</p><div
id="attachment_171" class="wp-caption aligncenter" style="width: 350px"> <a
href="http://napule.org/files/2010/07/debito-pubblico_big.jpeg"><img
src="http://napule.org/files/2010/07/debito-pubblico_big.jpeg" alt="" title="Debito Pubblico" width="350" height="527" class="size-full wp-image-171" /></a><p
class="wp-caption-text">Debito Pubblico Regno d'Italia</p></div><p><span
id="more-170"></span></p><p>L&#8217;Unità d&#8217;Italia e la <strong>spoliazione delle ricchezze del Regno delle Due Sicilie da parte dei Savoia</strong> a favore della parte settentrionale del paese diedero origine, a partire dal 1870, alla famosa <em>questione meridionale</em>. Prima dell&#8217;Unità d&#8217;Italia infatti, mentre il bilancio del Regno delle Due Sicilie era in attivo pur avendo una &#8220;spesa sociale&#8221; non indifferente, lo Stato dei Savoia invece aveva un ingente debito pubblico<sup
class='footnote'><a
href='#fn-170-1' id='fnref-170-1'>1</a></sup> che poi divenne la base del debito pubblico italiano.<sup
class='footnote'><a
href='#fn-170-2' id='fnref-170-2'>2</a></sup> Secondo gli studi storici di <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Nitti">Francesco Nitti</a>, infatti, il Regno delle Due Sicilie possedeva un patrimonio di <strong>443,2 milioni di lire oro</strong>, seguito dal Granducato di Toscana con 84,2 e Romagna, Marche e Umbria con 55,3 mentre il Regno di Sardegna amministrato da Cavour ne aveva <strong>solo 27 milioni</strong>.<sup
class='footnote'><a
href='#fn-170-3' id='fnref-170-3'>3</a></sup></p><p>È giusto chiedersi,<sup
class='footnote'><a
href='#fn-170-4' id='fnref-170-4'>4</a></sup> a questo punto, a quanto ammontasse effettivamente il debito sabaudo, se neanche annettendo lo stato più ricco della penisola riuscirono a colmarlo. Ebbene, <a
href="http://www.ilportaledelsud.org/benessere_due_sicilie.htm">secondo i rapporti di Savarese</a>,<sup
class='footnote'><a
href='#fn-170-5' id='fnref-170-5'>5</a></sup> il debito del Piemonte, a tutto il 1847 ammontava a soli 168.530.000 lire oro; in seguito, però, aumentò vertiginosamente, e a tutto il 1859 salì a <strong>1.121.430.000</strong>, ben più dei 670 milioni circa a cui ammontava la ricchezza complessiva di tutti gli stati che andarono a formare l&#8217;Italia Unita (di cui, ricordiamo, l&#8217;oltre 66% era nel regno Borbonico).</p><p>C&#8217;è inoltre una nota curiosa sul debito del Piemonte, che crebbe sì di 952,9 milioni di lire dal 1848 al 1859, ma le spese legittimamente dichiarate assommarono a &#8220;soli&#8221; 495,9 milioni. Dal 1855 al 1859 non furono più presentati i bilanci per l’approvazione di legge. L&#8217;opinione di Savarese è che questi &laquo;contengono spese ingiustificabili, ovvero spese tali, che un ministro non oserebbe confessare al cospetto del parlamento&raquo;.<div
class='footnotes'><div
class='footnotedivider'></div><ul><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-170-1' href='#fnref-170-1'>1</a>&nbsp;&nbsp;</sup>A tale debito pubblico contribuì anche <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Sardegna_(1720-1861)#Le_Riforme_albertine">l&#8217;abolizione del feudalesimo nel 1838</a> a seguito del quale ex duchi, conti e marchesi furono compensati con un singolare indennizzo: rendite garantite da obbligazioni di Stato (quindi debito pubblico).</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-170-2' href='#fnref-170-2'>2</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Denis Mack Smith, <em>Storia d&#8217;Italia dal 1861 al 1997</em>, Bari, Laterza, 1998. ISBN 88-420-5345-7</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-170-3' href='#fnref-170-3'>3</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Harold Acton, <em>Gli ultimi Borboni di Napoli (1825-1861)</em>, Firenze, 1997, p.2</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-170-4' href='#fnref-170-4'>4</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Questo paragrafo è stato aggiunto il 6 Luglio 2010</li><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-170-5' href='#fnref-170-5'>5</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Giacomo Savarese, <em>Le finanze napoletane e le finanze piemontesi dal 1848 al 1860</em>, Napoli &#8211; tipografia Gaetano Cardamone &#8211; 1862</li></ul></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/origine-del-debito-pubblico-italiano/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;ignoranza degli intellettuali e la &#8220;questione meridionale&#8221;</title><link>http://napule.org/lignoranza-degli-intellettuali-e-la-questione-meridionale/2010/</link> <comments>http://napule.org/lignoranza-degli-intellettuali-e-la-questione-meridionale/2010/#comments</comments> <pubDate>Mon, 22 Feb 2010 22:47:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Storia]]></category> <category><![CDATA[Attualità]]></category> <category><![CDATA[camorra]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=141</guid> <description><![CDATA[È con piacere che faccio girare questo video realizzato da Angelo Forgione, in risposta, seppur dopo diverso tempo, ma in un certo senso mai in ritardo, alle scandalose parole che Giorgio Bocca pronunciò a &#8220;Che tempo che fa&#8221;, nel 2008. Il video unisce sapientemente una serie di spezzoni che mirano in primis a contraddire le [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/lignoranza-degli-intellettuali-e-la-questione-meridionale/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>È con piacere che faccio girare questo video realizzato da <a
href="http://www.youtube.com/user/angeloxg1?gl=IT&#038;hl=it">Angelo Forgione</a>, in risposta, seppur dopo diverso tempo, ma in un certo senso mai in ritardo, alle scandalose parole che <a
href="http://www.youtube.com/watch?v=KDG_-GIrpCQ">Giorgio Bocca pronunciò a &#8220;Che tempo che fa&#8221;</a>, nel 2008.</p><div
id="attachment_142" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"> <a
href="http://www.youtube.com/watch?v=JvrAKt_HxXo"><img
src="http://napule.org/files/2010/02/Screen-shot-2010-02-22-at-22.34.47.png" alt="Clicca sull&#039;immagine per visualizzare il video" title="L&#039;ignoranza degli intellettuali" width="490" height="355" class="size-full wp-image-142" /></a><p
class="wp-caption-text">Clicca sull'immagine per visualizzare il video</p></div><p><span
id="more-141"></span></p><p>Il video unisce sapientemente una serie di spezzoni che mirano in primis a contraddire le assurde parole di <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Bocca">Giorgio Bocca</a> (così come i vergognosi applausi che la platea vi rivolse), e poi, in secondo luogo, a ricordare un po&#8217; a tutti alcune sacrosante verità, come <a
href="http://napule.org/storici-primati-di-napoli/2009/">i primati di Napoli e il Regno delle due Sicilie</a>, o i retroscena dell&#8217;unità d&#8217;Italia che i libri di storia a scuola non ci raccontano:</p><blockquote><p><em>Quando nel 1861, Garibaldi sbarcava in Sicilia, la camorra ne approfittò per togliere l&#8217;appoggio ai Borboni, la dinastia regnante, ed appoggiare quella sabauda, di lì a poco padrona della penisola. La &#8220;ricompensa&#8221; di questo cambio di rotta nella politica camorristica è saldata dal ministro dell&#8217;interno Liborio Romano, che lascerà il controllo di Napoli alla camorra durante la fase di transizione del regno, al fine di evitare possibili rivoluzioni incoraggiate dai Borboni in esilio <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Camorra#L.27Unit.C3.A0_d.27Italia">[continua]</a></em></p></blockquote> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/lignoranza-degli-intellettuali-e-la-questione-meridionale/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>47</slash:comments> </item> <item><title>Il &#8220;Real Teatro di San Carlo&#8221; riapre</title><link>http://napule.org/il-real-teatro-di-san-carlo-riapre/2010/</link> <comments>http://napule.org/il-real-teatro-di-san-carlo-riapre/2010/#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 Jan 2010 18:20:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Città]]></category> <category><![CDATA[Cultura]]></category> <category><![CDATA[San Carlo]]></category> <category><![CDATA[Teatro]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=136</guid> <description><![CDATA[Era il 12 Gennaio 1817, alla seconda inaugurazione del &#8220;Real Teatro di San Carlo&#8221;, quando Stendhal disse: «Gli occhi sono abbagliati, l&#8217;anima rapita. [...] Non c&#8217;è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea» Lo scorso 27 Gennaio 2010, il teatro riapre dopo due [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/il-real-teatro-di-san-carlo-riapre/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Era il 12 Gennaio 1817, alla seconda inaugurazione del &#8220;Real Teatro di San Carlo&#8221;, quando <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stendhal">Stendhal</a> disse:</p><blockquote><p>«Gli occhi sono abbagliati, l&#8217;anima rapita. [...] Non c&#8217;è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea»</p></blockquote><p><img
width='568' src="http://napule.org/files/2010/01/teatro-san-carlo5.jpeg" alt="Real Teatro di San Carlo" title="Real Teatro di San Carlo" width="600" height="399" class="aligncenter size-full wp-image-137" /></p><p>Lo scorso 27 Gennaio 2010, il teatro riapre dopo due anni di ristrutturazione, costati 65 milioni di euro, che gli ha conferito di nuovo la medesima bellezza che &#8220;abbagliava&#8221; Stendhal circa 200 anni fa. E l&#8217;eco della notizia è arrivata anche <a
href="http://www.guardian.co.uk/music/2010/jan/25/naples-san-carlo-opera-house">all&#8217;estero</a>.</p><p><span
id="more-136"></span></p><p>Il <strong>Real Teatro di San Carlo</strong>, più noto come <em>Teatro San Carlo</em>, teatro lirico della città di <strong>Napoli</strong>, è uno fra i maggiori del mondo, nonché un tassello imponente della cultura partenopea.</p><p>È fra i più antichi teatri d&#8217;opera europeo ancora attivi, essendo stato fondato nel 1737, nonché uno tra i più grandi teatri italiani. Riconosciuto dall&#8217;<a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_delle_Nazioni_Unite_per_l'Educazione,_la_Scienza_e_la_Cultura">UNESCO</a> come patrimonio dell&#8217;umanità, può ospitare tremila spettatori e conta cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo, più un ampio palco reale, un loggione ed un palcoscenico lungo circa trentacinque metri.</p><p>Tra i benefici dell&#8217;avvenuta ristrutturazione ritroviamo un impianto di climatizzazione nuovo di zecca, che finalmente renderà possibile assistere piacevolmente, e senza sofferenza alcuna per il caldo, agli eventi della stagione estiva, durante la quale, in passato, bisognava lasciare le porte aperte per la temperatura eccessivamente calda, rovinando, di conseguenza, la magia dell&#8217;esperienza.</p><p>Altra sfumatura positiva è che nonostante i tipici ritardi che caratterizzano l&#8217;esecuzione di opere del genere in Italia, e soprattutto a Napoli, e sebbene  i templi dell&#8217;opera italiani siano spesso teatro di lotte fra direttori, un forte spirito di squadra al San Carlo ha fatto sì che la rinascita del teatro si realizzasse <strong>secondo i tempi e i costi previsti</strong>.</p><p>Si spera che tra le mille problematiche che affliggono la nostra bella città, questo possa essere uno sprono, un inizio di una serie di eventi positivi che aiuti a riportare in auge quella che è la vera cultura storica di questa città millenaria.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/il-real-teatro-di-san-carlo-riapre/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Ammisca francesca</title><link>http://napule.org/ammisca-francesca/2010/</link> <comments>http://napule.org/ammisca-francesca/2010/#comments</comments> <pubDate>Sat, 16 Jan 2010 14:32:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Curiosità]]></category> <category><![CDATA[espressioni]]></category> <category><![CDATA[etimologia]]></category> <category><![CDATA[lingue]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=130</guid> <description><![CDATA[Alzi la mano chi di voi, napoletani, non ha mai usato l&#8217;espressione ammisca francesca. Questa espressione viene utilizzata giù da noi per indicare, generalmente, un&#8217;accozzaglia di cose eterogenee; per esempio un&#8217;insalata fatta dei più disparati ingredienti, alla vista di un napoletano potrebbe risultare facilmente nell&#8217;esclamazione: sta &#8216;nsalata è n&#8217;ammisca francesca! L&#8217;espressione è anche usata per [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/ammisca-francesca/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Alzi la mano chi di voi, napoletani, non ha mai usato l&#8217;espressione <strong><em>ammisca francesca</em></strong>.</p><p>Questa espressione viene utilizzata giù da noi per indicare, generalmente, un&#8217;accozzaglia di cose eterogenee; per esempio un&#8217;insalata fatta dei più disparati ingredienti, alla vista di un napoletano potrebbe risultare facilmente nell&#8217;esclamazione:</p><blockquote><p>sta &#8216;nsalata è n&#8217;ammisca francesca!</p></blockquote><p>L&#8217;espressione è anche usata per indicare la confusione nel riportare eventi o cose simili, mescolando insieme, magari, ricordi ed esperienze in realtà completamente non correlate l&#8217;un con le altre.</p><p><strong><em>Ma da dove viene quest&#8217;espressione?</em></strong></p><p><span
id="more-130"></span></p><p><a
href="http://secretum.neminis.org">Una curiosona</a> che io ben conosco, un paio di mesi or sono, se ne vien fuori con la domanda legittima, ma non certo comune, sull&#8217;origine di questa espressione. Ricerche, superficiali, non hanno portato comunque a granché.</p><p>Fino a che un nostro amico se ne vien fuori con una spiegazione che, sebbene non abbiamo modo di verificare, calza a pennello!</p><h2>La Mêlée</h2><div
id="attachment_133" class="wp-caption aligncenter" style="width: 580px"> <img
src="http://napule.org/files/2010/01/melee.jpg" alt="La mêlée" title="Mêlée" width="580" height="558" class="size-full wp-image-133" /><p
class="wp-caption-text">La mêlée</p></div><p>La <a
href="http://en.wikipedia.org/wiki/Melee"><em>mêlée</em></a> è un tipo di combattimento medievale, dalla caratteristica di essere completamente disorganizzato, e dove ognuno dei partecipanti combatte individualmente, per il suo solo bene, al fine di uscire vincitore da questo combattimento di gruppo.</p><p>Il termine francese usato per indicare questo tipo di combattimento, vuol dire letteralmente <em>mischiata</em>.</p><h2>La Mischia Francese</h2><p>La <em>mêlée</em>, dunque, indica una <strong>mischia confusionaria</strong> di combattenti. Con ragionevole probabilità, questo termine è stato poi esteso per indicare &#8220;mescolanze confusionarie&#8221; di vario genere, fino ad arrivare a noi come &#8220;mischia francese&#8221;, per poi diventare, causa le normali mutazioni a cui sottostanno le lingue nel corso dei secoli, <strong><em>ammisca francesca</em></strong>.</p><h2>Però! Ha senso.</h2><p>Come vedete, sebbene non abbia personalmente modo di verificare, né tanto meno l&#8217;amico di cui sopra ci abbia fornito di fonti bibliografiche verificabili, far risalire l&#8217;espressione napoletana di uso comune alla lontana <em>mêlée</em> francese ha perfettamente senso!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/ammisca-francesca/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Napoli e la terra d&#8217;Albione &#8211; Dinto fore</title><link>http://napule.org/napoli-e-la-terra-dalbione-dinto-fore/2010/</link> <comments>http://napule.org/napoli-e-la-terra-dalbione-dinto-fore/2010/#comments</comments> <pubDate>Fri, 01 Jan 2010 12:09:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Napoli e la terra d'Albione]]></category> <category><![CDATA[dinto fore]]></category> <category><![CDATA[inside out]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=118</guid> <description><![CDATA[Eccoci alla seconda puntata della rubrica Napoli e la terra d&#8217;Albione. Stavolta abbiamo a che a fare con un&#8217;altra curiosa espressione: dinto fore. In Napoletano tale espressione può essere usata in diversi contesti. Ad esempio, la frase Saccio chistu libbro dinto fore tradotta letteralmente in italiano sarebbe Conosco questo libro dentro fuori e starebbe ad [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/napoli-e-la-terra-dalbione-dinto-fore/2010/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Eccoci alla seconda puntata della rubrica <a
href="http://napule.org/sezione/napoli-e-la-terra-dalbione"><em>Napoli e la terra d&#8217;Albione</em></a>. Stavolta abbiamo a che a fare con un&#8217;altra curiosa espressione: <strong><em>dinto fore</em></strong>.</p><p><span
id="more-118"></span></p><p>In Napoletano tale espressione può essere usata in diversi contesti. Ad esempio, la frase</p><blockquote><p>Saccio chistu libbro dinto fore</p></blockquote><p>tradotta letteralmente in italiano sarebbe</p><blockquote><p>Conosco questo libro dentro fuori</p></blockquote><p>e starebbe ad indicare</p><blockquote><p>Conosco questo libro alla perfezione</p></blockquote><p>In Inglese questa espressione è usata allo stesso modo, tradotta come <strong><em>inside out</em></strong></p><blockquote><p>I know this book inside out</p></blockquote><p>Meno frequente, ma comunque corretta, è l&#8217;utilizzo di espressioni tipo:</p><blockquote><p>M&#8217;aggio miso &#8216;a cammisa chello &#8216;e dinto fore</p></blockquote><p>che tradotta alla lettera in Italiano viene</p><blockquote><p>Ho messo la camicia quello di dentro fuori</p></blockquote><p>e sta ad indicare l&#8217;atto di indossare una camicia alla rovescia.</p><p>Anche qui, in Inglese si ha</p><blockquote><p>I put the shirt on inside out</p></blockquote><p>Ancora una volta, è incredibile notare come un&#8217;espressione così particolareggiata venga usata allo stesso modo, addirittura in due contesti diversi, in due lingue così lontane tra loro.</p><p>Alla prossima!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/napoli-e-la-terra-dalbione-dinto-fore/2010/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Napoli e la terra d&#8217;Albione &#8211; Cade&#8217; malato</title><link>http://napule.org/napoli-e-la-terra-dalbione-cade-malato/2009/</link> <comments>http://napule.org/napoli-e-la-terra-dalbione-cade-malato/2009/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Nov 2009 23:43:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Napoli e la terra d'Albione]]></category> <category><![CDATA[ammalarsi]]></category> <category><![CDATA[cade' malato]]></category> <category><![CDATA[to fall ill]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=109</guid> <description><![CDATA[Ed eccoci subito al primo articolo breve della nuova nata rubrica Napoli e la terra d&#8217;Albione. Come preannunciato, molto di questa rubrica riguarderà similitudini di carattere linguistico tra l&#8217;Inglese e il Napoletano. Oggetto di questo primo articolo è l&#8217;espressione cade&#8217; malato. In Napoletano quando ci si ammala si usa tale espressione: so&#8217; caduto malato, che, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/napoli-e-la-terra-dalbione-cade-malato/2009/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Ed eccoci subito al primo articolo breve della nuova nata rubrica <a
href="http://napule.org/sezione/napoli-e-la-terra-dalbione"><em>Napoli e la terra d&#8217;Albione</em></a>.</p><p>Come preannunciato, molto di questa rubrica riguarderà similitudini di carattere linguistico tra l&#8217;<a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_inglese">Inglese</a> e il <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_napoletana">Napoletano</a>.</p><p>Oggetto di questo primo articolo è l&#8217;espressione <strong><em>cade&#8217; malato</em></strong>. In Napoletano quando ci si ammala si usa tale espressione: <em>so&#8217; caduto malato</em>, che, letteralmente, in italiano sarebbe <em>sono caduto malato</em>. Espressione ovviamente inesistente, e sostituita da <em>mi sono ammalato</em>.</p><p>Tuttavia, in inglese l&#8217;espressione <strong><em>to fall ill</em></strong> è usata spessissimo e comunemente, ed è la traduzione letterale dell&#8217;espressione napoletana in oggetto.</p><p>Impressionante come due lingue così distanti e diverse possano avere un&#8217;espressione tale in comune. C&#8217;è sicuramente una spiegazione da qualche parte, ma, ahimè, personalmente la ignoro. Ma la butto lì, dietro suggerimento di un amico: che sia per l&#8217;influenza dei <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ducato_di_Napoli">Normanni a Napoli</a>?</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/napoli-e-la-terra-dalbione-cade-malato/2009/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cosa succede e cosa non: novità e aggiornamenti</title><link>http://napule.org/cosa-succede-e-cosa-non-novita-e-aggiornamenti/2009/</link> <comments>http://napule.org/cosa-succede-e-cosa-non-novita-e-aggiornamenti/2009/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Nov 2009 23:21:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Napul'è News]]></category> <category><![CDATA[linea editoriale]]></category> <category><![CDATA[lingue]]></category> <category><![CDATA[rubriche]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=104</guid> <description><![CDATA[Ciao a tutti. Questo è per aggiornare tutti (e i pochi) visitatori di questo sito che i lavori qui non si sono affatto fermati. Purtroppo l&#8217;unico a curare questo sito per ora è il sottoscritto, che non ha proprio una quotidianità povera, per tanto le cose vanno un po&#8217; a rilento. Proprio per questo motivo, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/cosa-succede-e-cosa-non-novita-e-aggiornamenti/2009/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Ciao a tutti. Questo è per aggiornare tutti (e i pochi) visitatori di questo sito che i lavori qui non si sono affatto fermati. Purtroppo l&#8217;unico a curare questo sito per ora è il sottoscritto, che non ha proprio una quotidianità povera, per tanto le cose vanno un po&#8217; a rilento.</p><p>Proprio per questo motivo, ho deciso di introdurre delle linee editoriali &#8220;parallele&#8221; alla principale che mi ero prefissato. Ovviamente il tutto resterà incentrato su Napoli, altrimenti il nome stesso di questo sito non avrebbe più alcun senso.</p><p><span
id="more-104"></span></p><h3>Linea editoriale attuale</h3><p>Innanzitutto chiariamo qual è la linea editoriale originaria. È molto semplice, dato che non sono certo un giornalista o uno scrittore: scrivere degli articoli non banali e di una certo spessore su quello che è l&#8217;ecosistema napoletano. Lo svantaggio di portare avanti soltanto questa linea editoriale è, tuttavia, quello di finire con l&#8217;avere troppe bozze in ferme in coda per la pubblicazione, poiché in attesa di rifiniture e di conclusioni, in quanto ogni articolo finora ha mirato a essere auto-conclusivo, ovvero ad affrontare un tema, con un inizio e una fine ben precisi.</p><h3>Prima novità: articoli a episodi</h3><p>La prima nuova linea editoriale è in realtà soltanto una variante di quella principale. Siccome l&#8217;obiettivo rimane quello di affrontare un tema in maniera non banale e superficiale, quello che si vuole fare con questa variante editoriale è creare la possibilità di avere contenuti pubblicati più spesso, tramite la strutturazione di un articolo in più episodi, che verranno poi pubblicati a puntate.</p><h3>Curiosità et similia</h3><p>La seconda novità è l&#8217;introduzione di articoli brevi, che però abbiano senso di esistere in questa forma. Ad esempio, curiosità o brevi pareri/opinioni/commenti su determinati temi o fatti. La prima creatura figlia di questa nuova linea editoriale sarà la rubrica: <em>Napoli e la terra d&#8217;Albione</em>.</p><h4>Napoli e la terra d&#8217;Albione</h4><p>La terra di Albione, per chi non lo sapesse, è il Regno Unito, dove da qualche tempo il sottoscritto vive. L&#8217;idea di questa rubrica nasce inizialmente dalla mia passione per lingue, linguaggi, idiomi e dialetti vari, e la mia enorme curiosità in materia, sempre pronto a notare e scrutare analogie tra le varie lingue (laddove la mia, purtroppo dilettantesca, preparazione me lo permetta).<br
/> Più il tempo passa e più continuo a notare similitudini sorprendenti, in determinate forme o espressioni, tra la lingua inglese e il Napoletano. Finora le ho sempre fatte scivolare via, notandole, ma poi dimenticandole. Da un po&#8217; ho iniziato ad annotarle (ancora poche, ma aumenteranno certamente), e da qui l&#8217;idea di questa rubrica. Tuttavia ho deciso di lasciare alla rubrica un taglio più generico qualora &mdash; ed è capitato &mdash; mi imbatta anche in altri tipi di similitudini, ad esempio di carattere culturale.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/cosa-succede-e-cosa-non-novita-e-aggiornamenti/2009/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Come una puttana</title><link>http://napule.org/come-una-puttana/2009/</link> <comments>http://napule.org/come-una-puttana/2009/#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Oct 2009 08:41:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Poesia]]></category> <category><![CDATA[napoli]]></category> <category><![CDATA[personale]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=81</guid> <description><![CDATA[Eri lì. Bella, giovane, vergine. Lì a bagnarti nel mare e a godere di ogni onda infranta sulle rive, mentre dentro di te fuochi eterni e indomabili bruciavano. Eri lì. Non potevi non esser notata, e così accadde. Arrivò, forte, bello, fiero, e ti conquistò. Ti fece sua. Tutto sembrava normale. Ma poi. Poi decise [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/come-una-puttana/2009/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Eri lì. Bella, giovane, vergine. Lì a bagnarti nel mare e a godere di ogni onda infranta sulle rive, mentre dentro di te fuochi eterni e indomabili bruciavano.</p><p><a
href="http://www.flickr.com/photos/settebart/2201449266/"><img
src="http://napule.org/files/2009/10/2201449266_3a7b2d59fe_b.jpg" alt="Napoli dal Vesuvio" title="Napoli dal Vesuvio" width="580" height="386" class="aligncenter size-full wp-image-86" /></a></p><p><span
id="more-81"></span></p><p>Eri lì. Non potevi non esser notata, e così accadde. Arrivò, forte, bello, fiero, e ti conquistò. Ti fece sua. Tutto sembrava normale. Ma poi. Poi decise che era meglio sfruttarti, sottometerti, soggiogarti.</p><p>E iniziò ad usarti. E dopo di lui altri. Ed altri ancora. Di tanto in tanto c’era sempre chi ti prometteva la luna e le stelle, ma ognuno, infine, prendeva soltanto, senza mai dare nulla in cambio. Sempre a fare i propri comodi e a lasciartisi alle spalle una volta finito.</p><p>Intanto il tempo passava, e tu non eri più giovane e immacolata come una volta. Anche il tuo ardere, seppur sempre vivo come un tempo, era cambiato, maturato.</p><p>Loro ti sfruttavano, prendendoti, ferendoti, sporcandoti. Ma tu, a tuo modo, resistevi, cantando, scrivendo, creando.</p><p>Tutti uguali, uno dopo l’altro, bravi soltanto ad umiliarti. Anche ora che sei vecchia, acciaccata, malandata, loro sono ancora lì. Abusano. Ti usano.</p><p>Ancora ti trattano come una puttana, cara mia bella città natia.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/come-una-puttana/2009/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Jo</title><link>http://napule.org/jo/2009/</link> <comments>http://napule.org/jo/2009/#comments</comments> <pubDate>Fri, 02 Oct 2009 20:14:09 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Storie vere]]></category> <category><![CDATA[droga]]></category> <category><![CDATA[gioventù]]></category> <category><![CDATA[sanità]]></category> <category><![CDATA[serate]]></category> <category><![CDATA[studenti]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=65</guid> <description><![CDATA[Jo non ama molto uscire di casa la sera. Vive nel centro storico di Napoli, e di cose lì se ne sentono tante. Appena qualche vicoletto più avanti casa sua fu assassinata Annalisa, nel quartiere di Forcella. Forse non vorrebbe viveri lì, ma l’Università è a due passi e lei è originaria di un piccolo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/jo/2009/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Jo non ama molto uscire di casa la sera. Vive nel <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Centro_storico_di_Napoli">centro storico di Napoli</a>, e di cose lì se ne sentono tante. Appena qualche vicoletto più avanti casa sua fu assassinata <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Annalisa_Durante">Annalisa</a>, nel quartiere di <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Forcella">Forcella</a>. Forse non vorrebbe viveri lì, ma l’Università è a due passi e lei è originaria di un piccolo paesino nel salernitano.</p><p><a
href="http://www.flickr.com/photos/van_vinzo/2436632901/in/photostream/"><img
src="http://napule.org/files/2009/10/2436632901_6babd9b319_b.jpg" alt="San Marcellino, Napoli" title="San Marcellino, Napoli" width="580" height="326" class="aligncenter size-full wp-image-66" /></a></p><p><span
id="more-65"></span></p><p>Una sera si fece convincere ad uscire un po&#8217;, perché in fondo anche uno studente, per giunta lontano da casa ha bisogno di tanto in tanto di divertirsi. Si decise per il “Mouse”, un piccolo locale situato nei pressi dell’Università dove si tengono solitamente “i giovedì universitari”. Si avviano quindi, passando <a
href="http://maps.google.co.uk/maps?hl=en&#038;q=via+duomo+napoli&#038;ie=UTF8&#038;gl=uk&#038;ei=_lzGSrPSDtX24AbYvozHAQ&#038;hq=&#038;hnear=Via+Duomo,+Naples,+Campania,+Italy&#038;z=15">Via Duomo</a> deserta imboccano il vicoletto che porta alla volta di S. Marcellino, un luogo molto amato dagli studenti delle università della zona, perché lì dentro l’edificio della Facoltà di Scienze Naturali, c’è un meraviglioso giardino dove studiare o intrattenersi, è un paradiso anomalo, tra le ombre dei vicoli stretti e degradati della città. È lì che incontrano N. Proprio sulla strada vedono un ragazzo accasciato a terra, immobile. Jo si spaventa moltissimo, pensa fosse morto, ma tra il desiderio di scappare e quello di aiutare quel ragazzo prevale il secondo, e chiama l’ambulanza. Né Jo né gli altri ragazzi con lei hanno il coraggio di smuoverlo, rimangono lì e aspettano i soccorsi. Poco dopo arriva una macchina. Il conducente scende e si avvicina al gruppo. Gli fa &laquo;Ma questo sta ancora qua? Ho chiamato l’ambulanza da circa mezz’ora. È vivo, l’ho spostato dalla strada prima e ho visto che respirava. È un drogato di merda!&raquo;. Poi si riavvia verso la macchina e se ne va. Jo non sapeva cosa pensare. Il ragazzo è ben vestito, non sembra un barbone, né un nomade, di quelli che girano con i cani e chiedono spiccioli. Sembra essere un coetaneo, forse uno studente, forse una persona conosciuta. Le viene in mente N., un ragazzo conosciuto una volta ad una festa a casa di altri studenti, ma non ne è sicura, così accasciato non avrebbe potuto dirlo con esattezza. Proprio quando comincia a piovere finalmente dopo mezz’ora, arriva l’ambulanza. Si avvicinano al corpo, gli fanno due iniezioni, gli mettono delle gocce negli occhi, praticano un massaggio cardiaco. Poi rivolgono ai ragazzi un paio di domande, e insistono affinché se ne vadano che tanto adesso ci sono loro e non potevano più far nulla. Si convincono e vanno alla festa. Jo non si diverte, continua a pensare a quel ragazzo, si chiede se si fosse ripreso, si convince che non può essere N., che si sbaglia, N. sembrava così a posto, era molto intelligente, sognava di laurearsi al più presto in Scienze Politiche e prendere la carriera diplomatica. Non poteva essere lui.<br
/> Finita la festa tornano a casa, rifanno la stessa strada e quel ragazzo lì non c’è più. &laquo;Magari lo hanno portato in ospedale&raquo; pensa Jo. Di nuovo imboccano Via Duomo, e all’angolo del vicolo che porta a casa sua, Jo viene spinta da un tipo che le viene addosso. È il ragazzo che prima era a terra! Ed è N, ora ne è certa. Non poteva credere che l’avessero lasciato lì.<br
/> Passò la notte in bianco, pensando al suo futuro.<sup
class='footnote'><a
href='#fn-65-1' id='fnref-65-1'>1</a></sup><div
class='footnotes'><div
class='footnotedivider'></div><ul><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-65-1' href='#fnref-65-1'>1</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Di nuovo, quest&#8217;articolo non è mio. L&#8217;autrice mi ha dato il permesso di riprodurre il suo articolo originale. Mi son permesso soltanto di cambiare il titolo, che era <a
href="http://secretum.neminis.org/una-storia-vera.html">Una storia vera</a>.</li></ul></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/jo/2009/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>Il Pino di Napoli</title><link>http://napule.org/il-pino-di-napoli/2009/</link> <comments>http://napule.org/il-pino-di-napoli/2009/#comments</comments> <pubDate>Sun, 27 Sep 2009 09:24:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Vincenzo</dc:creator> <category><![CDATA[Curiosità]]></category> <category><![CDATA[dipinti]]></category> <category><![CDATA[foto]]></category> <category><![CDATA[golfo]]></category> <category><![CDATA[pino]]></category><guid
isPermaLink="false">http://napule.org/?p=58</guid> <description><![CDATA[Alzi la mano chi non ha mai visto un dipinto o foto del golfo di Napoli come questa che segue, con quel pino che si affaccia sul mare. Tutti i napoletani lo hanno visto almeno una volta, ma probabilmente, anche se sicuramente ce lo si è chiesti, nessuno sa quel pino dove sia. La verità [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
class='fb-like'><iframe
src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://napule.org/il-pino-di-napoli/2009/&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=260&amp;action=recommend&amp;colorscheme=light' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:260px; height:26px'></iframe></p><p></p><p>Alzi la mano chi non ha mai visto un dipinto o foto del golfo di Napoli come questa che segue, con quel pino che si affaccia sul mare.</p><div
id="attachment_59" class="wp-caption aligncenter" style="width: 580px"> <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Napoli5.jpg"><img
src="http://napule.org/files/2009/09/Napoli5.jpg" alt="Una recente vista del golfo di Napoli dove si può vedere il Pino." title="Golfo di Napoli" width="580" height="301" class="size-full wp-image-59" /></a><p
class="wp-caption-text">Una recente vista del golfo di Napoli dove si può vedere il Pino.</p></div><p>Tutti i napoletani lo hanno visto almeno una volta, ma probabilmente, anche se sicuramente ce lo si è chiesti, nessuno sa quel pino dove sia.</p><p><span
id="more-58"></span></p><p>La verità è che il <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Pino_di_Napoli">Pino di Napoli</a>, sebbene ancora circolino in giro immagini del Golfo che lo includono, non esiste più. Fino agli anni Ottanta quell&#8217;albero ha adornato gran parte delle cartoline della città che ritraevano il golfo, così come oleografie e dipinti del passato.</p><p><a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pinus_pinea">Il Pino</a> si trovava in <em>Via Minucio Felice</em> (traversa di <a
href="/wiki/Via_Orazio" title="Via Orazio">via Orazio</a>), in prossimità della <a
href="/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_a_Posillipo" title="Chiesa di Sant'Antonio a Posillipo">Chiesa di Sant&#8217;Antonio a Posillipo</a>, ed è stato lì per centinaia d&#8217;anni.</p><p>Purtroppo, pur avendo un grande valore storico, nel <a
href="http://www.lisolaweb.com/it/a/quando-napoli-perse-il-pino-delle-cartoline">1984 necessitò di essere abbattuto</a> poiché malato.<sup
class='footnote'><a
href='#fn-58-1' id='fnref-58-1'>1</a></sup></p><p>Per chi vuole saperne di più, può partire da <a
href="http://www.lisolaweb.com/it/a/quando-napoli-perse-il-pino-delle-cartoline">questo articolo</a>.</p><div
class='footnotes'><div
class='footnotedivider'></div><ul><li><sup
class='footnote'><a
id='fn-58-1' href='#fnref-58-1'>1</a>&nbsp;&nbsp;</sup>Tuttavia, nel 1995 Legambiente ha piantato un &#8220;nuovo Pino di Napoli&#8221;.</li></ul></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://napule.org/il-pino-di-napoli/2009/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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