Pensavo: come primo articolo, che scrivo? Nel tempo passato tante sono state le cose che mi sarebbe piaciuto scrivere. Ma come iniziare adesso? Ma certo. Parlando di ciò che rende Napoli una delle città più particolari al mondo: la controversia.
Eh sì, purtroppo e per fortuna, è così. Lo diceva, a modo suo, già Goethe
Napoli è un paradiso abitato da diavoli
Citazione poi ripresa da Benedetto Croce (che a Napoli, tra l’altro, ci è morto) per intitolare un suo libro.
Napoli è un po’ così. Da un lato è famosa per le genti amichevoli, dall’altra è altrettanto famosa per essere abitata da personaggi afferenti alla Camorra. Da un lato è simbolo di cultura, con un enorme storia di teatro, scrittori, poeti, musicisti, cantanti, e artisti di ogni genere, e dall’altro è simbolo di degrado culturale, con quartieri ad alfabetizzazione zero, i neomelodici che deturpano la storia musicale di Napoli, e una ben scarsa modernizzazione trasversale a tutta la città. A Napoli c’è la splendida Posillipo, ma c’è anche la tanto temuta Scampia.1
Il Napoletano stesso è controverso: il Napoletano si lamenta, ma poi non fa niente per mettere le cose a posto.
Insomma, Napoli è fatta così. È controversa. È amabile e detestabile allo stesso tempo, perché ti fornisce contemporaneamente i motivi per provare entrambe le sensazioni. L’ho sempre vista così e probabilmente lo rimarrà per sempre.
- 1 La foto di Scampia e quella del Maschio Angioino su Flickr
