L’ignoranza degli intellettuali e la “questione meridionale”

È con piacere che faccio girare questo video realizzato da Angelo Forgione, in risposta, seppur dopo diverso tempo, ma in un certo senso mai in ritardo, alle scandalose parole che Giorgio Bocca pronunciò a “Che tempo che fa”, nel 2008.

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Il video unisce sapientemente una serie di spezzoni che mirano in primis a contraddire le assurde parole di Giorgio Bocca (così come i vergognosi applausi che la platea vi rivolse), e poi, in secondo luogo, a ricordare un po’ a tutti alcune sacrosante verità, come i primati di Napoli e il Regno delle due Sicilie, o i retroscena dell’unità d’Italia che i libri di storia a scuola non ci raccontano:

Quando nel 1861, Garibaldi sbarcava in Sicilia, la camorra ne approfittò per togliere l’appoggio ai Borboni, la dinastia regnante, ed appoggiare quella sabauda, di lì a poco padrona della penisola. La “ricompensa” di questo cambio di rotta nella politica camorristica è saldata dal ministro dell’interno Liborio Romano, che lascerà il controllo di Napoli alla camorra durante la fase di transizione del regno, al fine di evitare possibili rivoluzioni incoraggiate dai Borboni in esilio [continua]

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47 Responses to “L’ignoranza degli intellettuali e la “questione meridionale””

  1. Stefano Minopoli 22 febbraio 2010 at 23:06 #

    Personalmente questo video è completamente sfasato…il gioco che si fa è il seguente:

    - Individuo x: tu, individuo y, sei un criminale
    - Individuo y: sei un razzista, sei uno che giudica, sei ignorante, sei fascista. Tu non sai che i miei bisnonni erano il meglio del meglio. Poi qualcuno li ha fatti cadere in rovina. La colpa è tutta vostra!

    Ecco. Non funziona cosi. Il fatto che Napoli fosse una potenza assoluta anni fa ed il fatto che ci sono state una serie di circostanze che l’abbiamo reso quella che è…non dimostra che le parole di Bocca non siano, ahimè, amaramente vere…

  2. Vincenzo 22 febbraio 2010 at 23:30 #

    Ti sei perso un “piccolo” particolare: Bocca dice “da millenni”. È quello che è falso. Il fatto che oggi Napoli non sia più quella di una volta è sotto gli occhi di tutti. Il video, però, mira a sottolineare una verità storica. Dire che Napoli è “maledetta” da millenni non è certo uguale a dire che lo è da soli 150 per . Dire falsità storiche cambia drasticamente la percezione che le persone hanno di una determinata realtà. Questo “giochetto” purtroppo è molto comune nella manipolazione dell’opinione pubblica su scala mondiale.

  3. Stefano Minopoli 22 febbraio 2010 at 23:44 #

    Secondo me tutto nasce dalla rabbia che hanno suscitato e parole di Bocca. Voglio dire…è pratica comune dire “DA MILLENNI”…come per dire…”da un sacco”. D’altra parte, se dobbiamo fare i FISCALI e FORMALI…”DA MILLENNI” non significa nulla…o mi sbaglio?
    O Napoli esiste da millenni ed io non lo sapevo?

    “La prima ferrovia”, “Il telegrafo”, “Le tipografie”…embè?
    …per non parlare della parte finale! LA GENTE DI NAPOLI E’ NON SOLO RASSEGNATA…MA PARTE ATTIVA di certi brutti affari…ed UN SOLO EPISODIO (e non è uno, ma molti di piu) ma gia UN SOLO episodio di aggressione alle forze dell’ordine che inseguono uno scippatore…LA DICE LUNGA SULLA CITTA’.

    Bocca ha ragione, e non facciamo le solite povere vittime della situazione.

  4. Vincenzo 22 febbraio 2010 at 23:55 #

    La città esiste da circa 2800-2900 anni. Quindi, sì, quasi 3 millenni. E come tuo solito tendi a girare la frittata parlando di qualcosa che qui nessuno sta mettendo in dubbio (lo stato attuale delle cose).

    Il punto è un altro: la mala-informazione storica che si fa, facendo passare Napoli e tutto il Sud come un posto nato sbagliato, quando non è così, ma per giusta, è una condizione che è stata creata. La falsità ha radici nelle “imprecisioni”, se così le vogliamo chiamare, che troviamo nei nostri libri di storia (fino alle scuole superiori, almeno), dove si dice che l’Italia è nata per atto eroico di mille uomini, quando invece è sporca di accordi fatti con la criminalità dell’epoca. La prima vera trattativa “mafia-stato” come ci piace chiamarla oggi. Un criminale fatto ministro degli interni in cambio di appoggio, dando inizio a una condizione che è quella di cui oggi parli.

    È divertente vedere come le persone non realizzino che la “questione meridionale” è artificiale, voluta e necessaria a mantenere lo status quo di un paese fondato sulla corruzione dal principio.

    Perdonami se, io, non sono tanto avvezzo a farmi passare la mala-informazione, di qualsiasi tipo, sotto il naso.

  5. Stefano Minopoli 23 febbraio 2010 at 09:58 #

    Io concordo sulle cose che dici. Ma perdonami se A ME PERSONALMENTE non risulta che si voglia far passare a tutti i costi l’idea che Napoli ed il meridione sia un posto nato “sbagliato”. Cosi come non sono d’accordo sul fatto che “la questione meridionale” sia artificiale.

    Tu lo sai come la penso. Ne abbiamo parlato a Capodanno, e sai quanto io la difendi questa città. Il fatto è che, cosi come tu non sei tanto avvezzo a farti passare ciò che tu chiami “mala-informazione”, io non sono tanto avvezzo, e lo sai benissimo, al “BENPENSIERO”. Mi infastidisce, cosi come mi infastidisce la sua posizione contraria, cioè il “MALPENSIERO”. Se uno parla male della mia città su alcuni aspetti chiaramente FALSI me lo mangio, e lo sai. Cosi come non posso non essere sincero ed appoggiare chi dice che purtroppo Napoli, nella sua GLOBALITA’ (ovvio), è una città praticamente IRRECUPERABILE.

    Per quanto riguarda poi la storia d’Italia…di come si sia formata etc etc…ti posso dire che è vera la questione del “sud che faceva schifo”…ma anche del “nord che faceva schifo”. Senza voler andare troppo nel dettaglio, ti dico che Napoli era un salotto buono (e lo è ancora oggi) dove, accanto alla popolazione BECERA ed IGNORANTE, erano sorti teatri e tanti punti di incontro culturale destinati ad una sorta di “setta della cultura”: ricchi banchieri calabresi, personaggi di alto livello provenienti da tutto il SUD avevano fatto di questa città un punto di riferimento culturale. E’ vero. Ma la massa è sempre stata alquanto ignorante. Ovviamente non parlo di migliaia di anni fa…ma parlo della situazione di Napoli e del SUD prima dell’unità di Italia.

  6. Vincenzo 23 febbraio 2010 at 10:09 #

    Mi spiace, ma qui non c’è nessun “malpensiero” per partito preso. C’è una constatazione di fatti di storia passata e contemporanea. Basta guardare le dinamiche dell’intera Italia per capire che ruolo nazionale ricopre il meridione nelle sue attuali condizioni.

    Riguardo ciò che dici delle masse, purtroppo mi sa che quella è una verità globale e senza tempo. Il problema è quando si degenera, si rompono gli aghi delle bilance e si porta tutto in malora, dove siamo oggi.

  7. IvanDM 23 febbraio 2010 at 10:11 #

    Io direi che l’intero articolo si basa tutto su Giorgio Bocca, anziano intellettuale, ha sbagliato un numero. Un numero.

    Il resto che dice non puo’ dirsi falso, tutt’altro.

    Poi ci sta il video in se, costruito usando la versione romanzata del Risorgimento Napoletano, con il Borbone signore e i Piemontesi papponi. Questo serve solo ad alimentare due dei mali INCANCRENITI nella cultura di Napoli:

    Dipendenza da un Re superiore, ma d’Onore
    Tendenza a vivere (e rivivere) nel passato, sempre e comunque, perche’ “prima si stava meglio”

    Bisognerebbe documentare anche quanto i Borboni, e le dominazioni precedenti a loro, hanno rubato, usato, sfruttato le terre del Regno delle Due Sicilie.

    Ma e’ facile, romantico e bello ricordare i bei tempi del Re Galantuomo che lascia il suo denaro ai Napoletani “perche’ sono i soldi dei Napoletani”. “Si e’ portato via solo il ritratto della Madre”: patetico romanticismo “alla Napoletana”.

    Dico spesso che Napoli forse sarebbe stata migliore senza diventar parte d’Italia, forse ci sarebbe stato un minimo di interesse in piu’ da parte dei governanti a rendere la nostra citta’, e regno, migliore. Ma questo avrebbe potuto anche NON accadere.
    Anche io, evidentemente, costruisco un po’ sul passato: che ci posso fare, sono Napoletano dopo tutto.

    PS Enzo, evita per favore frasi tipo “E come tuo solito tendi…”: non sono certo uno vicino al pensiero “PaRaChiano”, ma non sai quanto odi queste tecniche di discreditamento dell’avversario (verbale) che si basano sul rimando a storie precedenti. Sei un Berluscones quando fai cosi’.

  8. Vincenzo 23 febbraio 2010 at 10:14 #

    Se con Stefano ho perso 2 minuti per rispondere, qua manco mi sforzo. Vado breve. Credo che tutti (mi ci metto io dentro pure) dovremmo leggere la storia da dei libri che non siano quelli delle scuole superiori. Mi spiace Ivan, ma le tue affermazioni sono imprecise e basate su fonti deboli.

    Il resto non merita risposta.

  9. IvanDM 23 febbraio 2010 at 10:17 #

    Quindi non mi sbagliavo a pensare che questo blog “partigiano-napoletano” non merita molta attenzione.

    Ottimo modo di lanciarlo, davvero. Ha un ottimo futuro con questa linea editoriale basata sul rispetto delle idee altrui.

  10. Vincenzo 23 febbraio 2010 at 10:23 #

    Veramente quello che ha iniziato attaccando per partito preso e senza comprovare con fatti e documenti sei tu. Io stavo avendo una discussione accesa ma di tutto rispetto, come ho sempre fatto, con Stefano. È questo lui lo sa. Stefano ed io la pensiamo molto diversamente e per questo le nostre discussioni sono sempre animate, ma non mi pare ci siamo mai mancati di rispetto. Peggio ancora, ti sei permesso di giudicare una mia frase nei suoi confronti che lui stesso non ha osato sottolineare, perché lui sa (suppongo, spero e ne sono, infondo, certo) cosa intendo. Avendo discusso con lui molte volte, conosco bene la sua retorica e facevo rimando a quello.
    Sinceramente è più costruttivo lui che è totalmente in disaccordo con me, ma almeno lo espone in maniera decente, che tu che vieni, mi giudichi, mi offendi, e dopo fai anche la parte della vittima.

  11. Vincenzo 23 febbraio 2010 at 10:50 #

    Diciamo che, a rigor di correttezza, voglio rispondere nonostante tutto, a Ivan.
    L’atteggiamento, che tra l’altro è radice di fastidio, è quello di dare per scontato fatti.

    1. Il video critica Bocca per quello che ha detto in quell’occasione, non per tutto. Quindi non si pronuncia sul resto. Nemmeno l’ho fatto io. Al contrario, tu affermi che Bocca ha sbagliato un numero, uno solo. Come fai a dirlo? Hai letto tutta la bibliografia di Bocca e letto e/o visto ogni sua intervista o articolo che abbia mai scritto? Sei in disaccordo col video e/o d’accordo con Bocca in questa particolare occasione? Bene. Ma limitarsi a questo sarebbe saggio;

    2. Romanzata a parte, ci sono dei fatti esposti in quel documentario. I Borboni erano pur sempre dei regnanti, e in generale, di governati, pertanto non sono certo da considerare “i buoni assoluti”. Io stesso non sono un fan dei revisionisti estremisti che rivorrebbero il regno delle Due Sicilie. Resta il fatto che la città, con tutti i lati negativi che nonostante tutto esistevano, era prospera, all’epoca. Questo stato di cose è tipico. Nessuna realtà è stata e mai sarà perfetta. Tu (noi) stesso vivi in una città di un paese in cui molte cose sono buone e altrettante non lo sono. È una questione di obiettività e sinceramente non ho mai detto da nessuna parte che i Borboni erano Dio buono e clemente;

    3. Che alimenti ciò che dici, dubito. Ma conoscere il passato, la storia, per bene, è condizione necessaria per vivere il presente al meglio. Come si conosco bene i lati negativi di una realtà storica, è bene che si conoscano anche i suoi lati positivi. È un discorso, questo, che si applica sempre. Altro errore comune è, infatti, dare per scontato che l’associazione “Medioevo=Età Buia e morta” sia 100% vera;

    4. Come sarebbe stata Napoli senza l’Unità d’Italia nessuno lo saprà mai, quindi speculare è superfluo.

    Per il resto, il fastidio delle tue parole nasce dall’esprimere giudizi superflui (“patetico”, ad es.) basati su pregiudizi personali che tu hai, così come Bocca. Inoltre la minimizzazione e la semplificazione del discorso evidenzia una mancanza di contro-argomenti (penso all’associazione: “è romanzato, quindi non conta”) tipica della retorica populista e demagoga. Infine, dal criticare il mio modo di interloquire con un’altra persona arrivando, tra l’altro, a tacciarmi con aggettivi di carattere politico decisamente fuori luogo, considerata la discussione.

  12. Vincenzo 23 febbraio 2010 at 11:00 #

    Tra l’altro, per agganciarmi a ciò che diceva Stefano, sospetto anche (non lo so per certo) che quello stato di benessere e prosperità era costruito su altrettanta ignoranza e povertà. Ma rendiamoci conto che questa è una condizione attualissima, a livello locale come globale. E noi siamo tra i fortunati a non essere nel lato oscuro. Esempio lampante è il “benessere” dell’occidente & co. costruito sulla povertà e il malessere assoluto di terzo e quarto mondo. Fa schifo, ma ne facciamo parte.

  13. IvanDM 23 febbraio 2010 at 11:09 #

    Cioe’, la tua risposta si basa su un commento che non ho scritto.

    Il mio commento cita Bocca solo per dire che “ha detto una sola cosa sbagliata” in quel video. Mai affermato l’assoluta correttezza di ogni articolo, libro o opera di Bocca. Che conosco poco e me ne fotte anche di meno.

    Ho invece criticato piu’ il video in se e la sua “costruzione”, che mischia materiale di “Documentario di Alberto Angela” a “Spezzoni di film Romanticizzanti”.

    Non mi sono affatto dato un metro “assolutistico” o “assolutizzante”, ed infatti ho portato ME STESSO come esempio di INCOERENZA.

    Insomma, hai voluto forzare la lettura del mio commento a mo di “Ivan giving a Lesson” perche’ ti ha dato troppo fastidio essere punzecchiato sul vivo (le tue tecniche Berlusonoidi per smantellare l’argomentazione usando “side-facts”).

    E ora ti ho punzecchiato ancora, quindi vai ancora piu’ “in freva” :-P

  14. Vincenzo 23 febbraio 2010 at 11:12 #

    Scusa, questo che significa?

    “Io direi che l’intero articolo si basa tutto su Giorgio Bocca, anziano intellettuale, ha sbagliato un numero. Un numero. Il resto che dice non puo’ dirsi falso, tutt’altro.”

    Se non significa quello che ho capito, la prossima volta scrivi in inglese.

  15. IvanDM 23 febbraio 2010 at 11:16 #

    Oltre a quello dice:
    1) Napoli e’ “rovinata”, “incancrenita”, “rotten”… o non mi ricordo il termine esatto => sono d’accordo
    2) Al nord dicono “forza vesuvio”: forte, molto forte come frase. E forse l’applauso e’ “troppo”. Ma tante volte ho personalmente sperato la stessa cosa. Parenti, amici, famiglia quanta ne vuoi, ma non credo che Napoli sia recuperabile in alcun modo. Se no io ci rimanevo.

    Ecco, ora su questo punto 2) capirei se mi volessi “sputare in faccia”, perche io stesso nel dirlo mi faccio paura (e pure un poco schifo).

    Non ho mai detto che TUTTO Giorgio Bocca e’ giusto e sacro: questa e’ una mera forzatura atta a discreditare l’intero mio dire.

  16. Vincenzo 23 febbraio 2010 at 11:21 #

    1) Bocca aggiunge “da millenni” a quell’affermazione.
    2) La dice lunga.

    Sulla questione della forzatura, se non vuoi essere frainteso, la prossima volta cerca di esser sicuro di mettere in chiaro a cosa ti riferisci.

    Tolta la questione “Bocca”, le risposte che ti ho dato restano, e il fastidio anche, considerata la tua attitudine non costruttiva e provocatoria, che non fa altro che fomentare piuttosto che aggiungere valore di alcun tipo alla discussione.

  17. IvanDM 23 febbraio 2010 at 11:24 #

    … ribadendo quindi che questo e’ il modo giusto di gestire le discussioni su un Blog che “vorrebbe crescere”.

    Definendo “non costruttivi”, “provocatori”, “fomentatori” e “vacui” i commenti degil altri.

    Se vuoi fare un monologo, disattiva i commenti.

  18. Vincenzo 23 febbraio 2010 at 11:32 #

    Innanzitutto mettiamo in chiaro una cosa: non ho mai detto di aver aperto questo blog “per vederlo crescere”. Io faccio le cose per me, in primis, non per gli altri o per la fama. Non ho bisogno di questi traguardi effimeri.

    Secondo, se tu fai il fomentatore, non puoi pretende che io non lo constati. Pretendendo che io non sottolinei dei comportamenti che sono soltanto controproducenti a una discussione, non ti dimostri molto democratico.

    Piuttosto, se veramente avessi interesse a fare una discussione, visto che mi accusi di voler soliloquiare, cercheresti di auto-criticarti e cambiare atteggiamento in qualcosa di più costruttivo e ragionato. Forse chiedo troppo.

  19. IvanDM 23 febbraio 2010 at 11:36 #

    Nun c’ah facc.

    Ora siamo al concetto di aprire un blog per se stessi. Come le femmine che si mettono con la cosiddetta “fessa di fuori” (espressione napoletana per indicare minigonna vertiginosa) e dicono “io non voglio mettermi in mostra, lo faccio per me”.

    Enzo, tu devi solo evitare di dare in faccia con la mazza chiodata quando si dice qualcosa che non ti sta bene o che ti “dis-piace”. Vedi che io evito di punzecchiarti sul vivo.

  20. IvanDM 23 febbraio 2010 at 11:36 #

    Abbe’ avrei dovuto scrivere “fess’ a’fora”. Ma il mio Napotetano fa notoriamente schifo.

  21. Vincenzo 23 febbraio 2010 at 11:38 #

    Quod erat demonstrandum.

  22. IvanDM 23 febbraio 2010 at 11:41 #

    “Quod est demonstrandum”, che dal Latino significa “e mo come lo rispondo a questo?”.

  23. Vincenzo 23 febbraio 2010 at 11:42 #

    Il tuo latino non è tanto fresco. Significa: “ma perché gli ho risposto finora a questo?”.

  24. IvanDM 23 febbraio 2010 at 11:44 #

    LOL
    Perche’ ti saccio far azzeccare come pochi.

    Ora pero’ torniamo seri.

  25. Stefano Minopoli 23 febbraio 2010 at 11:56 #

    EHm…ma la volete smettere???? Mi sto sbellicando di risate.
    Tutto questo ai miei occhi (io sono piu cinico, non c’è nulla da fare…) dimostra solo che quello che penso è giusto: ecco tre napoletani (noi) che, a prescindere da ciò che pensano, a prescindere dai pensieri, a prescindere dagli orientamenti…discutono, parlano, ragionano, si incazzano, si animano. Che in parole povere hanno passione, e che ELEVANO questa città. E vi dico che sono PROFONDAMENTE convinto che è più difficile, ancora oggi, trovare tutto ciò nelle altre città. Questo, per me, è il dato di fatto concreto numero 1. Accanto al dato di fatto, concreto, numero 2…e cioè che sta città FA SCHIFO. E sapete perchè apprezzo Bocca per il suo intervento? Perchè io apprezzo chi dice le cose COME STANNO…finalmente uno che ha il coraggio di dire alla platea “quella è na città di merda”.

    Vedete, in genere succede il contrario: velatamente un po’ tutti pensano male di questa città, ed anche su cose NON VERE. Salvo poi andare a fare un’intervista diretta e cominciare col vomitoso buonismo alla “siamo tutti fratelli”, “volemose bene”…etc etc
    Atteggiamenti che fanno MALE alla nostra città.
    Poi viene uno che finalmente, senza tanti peli sulla lingua e senza giri di parole, dice le cose come stanno. Al di la della cagata iniziale “è da millenni”…cazzo ragazzi è solo un modo di dire…come quando si dice “ua t’arricuord o cipp a furcella” !

    Io penso che questa città sia rovinata, sia infestata dal virus dell’ignoranza e della prepotenza fin nel midollo. E’ UN DATO DI FATTO…ed un fatto è un fatto è un fatto.
    Ma penso anche che questa città produca al tempo stesso tanta arte, che non sia necessariamente quella dei canali ufficiali:

    vedete, voi sapete della mia passione per la foto. E sapete che bazzico per locali e localini (e non quelli da Tunz Tunz o quelli chiattilli del cazzo). E vi posso dire che questa città PULLULA di cultura, di arte: ho conosciuto tanti fotografi ARTISTI che sono di Napoli…per non parlare di gruppi musicali, cantautori, musicisti, gente che si INVENTA la musica…

    Ecco perchè, da un lato io questa città la DIFENDERO’ sempre, anche “contro di voi” che l’avete abbandonata…ED IO STO QUA…
    …dall’altro lato però, accuserò SEMPRE chi non ammette che sta città è, al contempo, FATISCENTE: per ogni grande personalità che c’è qui…ci sono almeno 1000 individui pronti ad aggredire le forze dell’ordine che stanno inseguendo uno scippatore di vecchiette.

    Pardon.
    Un POVERO scippatore di vecchiette vittima di questa volontà di lasciare Napoli ed il SUD nella merda, perchè se analizziamo il passato questa era una civiltà fiorente…bla bla bla bla…

  26. IvanDM 23 febbraio 2010 at 11:59 #

    Stefano, dove firmo?

  27. Stefano Minopoli 23 febbraio 2010 at 12:01 #

    Cazzo.
    Mi devo preoccupare.
    Se comincio a far di Ivan uno che è d’accordo con me…devo dire che…i miei 32 anni cominciano davvero a farsi sentire!!!!!!!!!

  28. IvanDM 23 febbraio 2010 at 12:02 #

    No Stefano, hai detto solo cose giuste e condivisibili.
    Anche sul fatto che io “l’ho abbandonata”, perche’ e’ vero.

  29. Vincenzo 23 febbraio 2010 at 12:12 #

    @Stefano: ripeto, la tua visione della Napoli attuale non è altro che condivisibile. Mai detto il contrario. E il pezzo

    “Ecco perchè, da un lato questa città la DIFENDERO’ sempre, e [...] dall’altro lato però, accuserò SEMPRE”

    mi trova in sintonia perfetta.

    Io ho solo voluto sottolineare con questo post che era il “da millenni” che mi indisponeva. In aggiunta, se da un lato è giusto dire le cose come stanno (altrimenti si nasconde la monnezza sotto al tappeto, a che cazzo serve?) e anche giusto farlo con rispetto (dire che una città è disastrata non necessariamente implica farlo con disprezzo e mancanza di rispetto, soprattutto se lo si vuole fare a fini costruttivi). E i ghigni e le risate di quelle persone così come l’atteggiamento tronfio di Bocca non erano affatto rispettosi né costruttivi, tutt’altro. L’atteggiamento di Bocca, se da un lato dice pubblicamente cose vere della Napoli di oggi, dall’altro alimenta l’inutile odio già eccessivamente presente tra Nord e Sud.

    Napoli è da sempre al centro di queste discussioni (nel bene e nel male), ma non credo sia poi così difficile evidenziare i lati negativi di altre città non necessariamente meridionali (Milano sarebbe un bersaglio facile). Solo che non si fa audience in quel caso.

  30. manu 23 febbraio 2010 at 14:24 #

    Da Wikipedia (su Giorgio Bocca): ” Studiò alla facoltà di Giurisprudenza a Torino; si iscrisse al Gruppo Universitario Fascista (Guf), in cui divenne piuttosto noto a livello provinciale, anche per i suoi risultati nelle competizioni sciistiche. Nel 1938 aderì alla campagna razziale antiebraica del governo fascista e firmò il Manifesto sulla razza. Durante la guerra, si arruolò come allievo ufficiale alpino; durante questo periodo della sua vita, strinse amicizia con Benedetto Dalmastro, in contatto con Duccio Galimberti; insieme a queste due figure, fonderà dopo l’armistizio le formazioni partigiane di Giustizia e Libertà. Infatti dopo l’8 settembre 1943, data dell’armistizio, Giorgio Bocca aderì alla lotta partigiana, operando nella zona della Val Grana come comandante della Decima Divisione Giustizia e Libertà e, successivamente, in Val Maira in qualità di Commissario politico della Seconda Divisione Giustizia e Libertà. Nei primi mesi del 1945, divenuto responsabile dei tribunali del popolo (o partigiani), in qualità di giudice nel processo a carico del Tenente Adriano Adami (Pavan) della Divisione Monterosa, ne firmò la condanna a morte.”

    Se vogliamo parlare di marciume e “monnezza” e di verità storiche, la regola deve essere applicata a tutti. Nessun buonismo…per carità.
    Aldilà della discussione, di chi ha torto o ragione, aldilà del fatto che qua nessuno nega il marciume di Napoli (io sono FIERA di essermene andata, di non averla accettata per quella che è oggi) penso solo che un presunto esponente della cultura italiana, poiché ritenuto tale, dovrebbe essere più responsabile per ciò che dice. Io non vedo “verità” in quello che dice, io vedo odio e sberleffo…e questo è inaccettabile. Soprattutto se chi parla ha dimostrato di avere ideologie pericolose, ieri come oggi, e un passato da “voltagabbana”, tipico italiano. Nessuna credibilità.
    Ma si sà…in questo paese si condanna un Bigazzi, per la sua passione per i gatti, e non un Bocca per il suo razzismo…

  31. Marco De Bortoli 28 aprile 2010 at 10:15 #

    In questo ultimo periodo, anche se forse lui non lo sa perchè ha fatto tutto indirettamente, grazie a Vincenzo sto riscoprendo con grande piacere la passione per il web e per tutto il materiale informativo che questi contiene; quando succede purtroppo mi prende una mania ossessivo compulsiva e mi trasformo in una spugna assetata di sapere ed inizio a cercare qualsiasi cosa, tantè che appunto mi sono perfino imbattuto in questo “vecchio” thread, l’ho letto con passione ed interesse e vorrei aggiungere e riportare questo link

    http://www.beppegrillo.it/2010/04/italia_senza_italiani/index.html

    che guarda caso nemmeno farlo apposta sembra capiti a fagiolo.

    Inutile dire che ovviamene da “buon” lombardo-veneto quale sono ero ovviamente all’oscuro ti tutto questo, morte di cavour a parte si intende, non solo, leggendo questo articolo ho semplicemente avuto conferma di una cosa che già notai tempo indietro quando per lavoro vissi al sud; L’Italia, intesa come bel paese, dove c’è sempre una calorosa accoglienza ed un bel sorriso pronto per tutti non sta di certo sopra il Po, siete voi che avete questo paese nel cuore, nel sangue e nel DNA, a Milano dove vivo e dove sono nato, il patriottismo e l’attaccamento alle proprie radici non sanno manco dove sta di casa, dove vivo io e siamo 4 gatti, è ancora l’unica zona di Milano dove si parla il milanese e ripeto milanese, manco il meneghino che è il dialetto storico.

    Non solo ricordiamoci per esempio che in passato i ricchi romani sollazzavano le loro regali natiche in quel di Napoli, ambitissima meta per le loro interminabili vacanze. Come si dice di solito, si sputa nel piatto dove si mangia e molto spesso, non sempre, siamo proprio noi che ci abbiamo mangiato a rovinarlo quel piatto.

    E per rispondere a manu, spero che questo paese segua per filo e per segno le leggi dell’evoluzione di Darwin, spero che si estingua e che una specie umana più evoluta di quella che la governa ora, sinistra o destra che sia, torni un giorno a ripopolarlo e farlo ricrescere nuovo e fiorente.

  32. Vincenzo 28 aprile 2010 at 10:27 #

    Ciao Marco – Grazie per il commento (e per il link). È bella cosa vedere un commento così obiettivo da parte di chi meridionale alla fine non lo è. Le cose che sto studiando di recente, a parte procurarmi uno shock non indifferente nell’apprendere che mi è stata insegnata storia falsa a scuola, come per magia fa quadrare tante cose per motivi razionali, cose che prima vedevo allo stesso modo più o meno, ma ignoravo il perché. Era come sapere senza sapere di sapere.

    Riprendendo un passaggio del libro “Terroni” di Pino Aprile, lo scempio che è stato fatto durante il risorgimento è stato così oltremodo orribile che lo si è censurato perfino dai libri di storia (beh, quelli scolastici, ma di conseguenza anche gli unici che la maggior parte della popolazione legga nella propria vita).

    Comunque, lieto di averti “riattaccato il virus del web”.

  33. Marco De Bortoli 28 aprile 2010 at 10:45 #

    Grande Pino Aprile, ho letto di recente un suo simpatico libro intitolato l’elogio dell’errore.

    Infatti la cosa che più mi ha spaventato è leggere in quel link del blog di Grillo il fatto che nei nostri libri di storia non ci sono scritte le stesse cose che ci sono scritte sui libri di storia austrici, altro che brividi, non solo, ma qui ci vorrebbe un nuovo thread, lo stesso tipo di censura storica è anche facilmente visibile in ambito religioso, ci sono considerazioni e dati di fatto riguardanti il cattolicesimo che anche lì… meglio girarsi dall’altra parte e dire… no no io non vi conosco.

  34. SbatMan 28 aprile 2010 at 11:51 #

    La situazione attuale di Napoli e del meridione è assolutamente negativa, quindi niente da biasimare a Bocca su questo aspetto. Ciò che personalmente contesto (che poi è quello che fa il movimento V.A.N.T.O.) è la pratica secondo la quale si tende a rassegnarsi di fronte a questa situazione affermando -di fatto- che il degrado sia una caratteristica intrinseca e ancestrale della popolazione napoletana/meridionale e pertanto irrisolvibile. Non è così. C’erano gli ignoranti anche sotto i borbone? Certo, verosimile.. anzi, sicuramente vero: in quell’epoca dubito che esistesse un paese in cui il popolo non fosse analfabeta. Il punto è che la cultura (intesa in senso lato) attuale di questa città, che tende a colludere con l’antistato (intendendo con questo termine non solo la malavita ma tutto ciò che va contro i principi di uno stato di diritto) non è conseguenza di un’atavica ignoranza, ma è frutto della storia degli ultimi 150 anni di questo popolo, caratterizzata da povertà, degrado e soprattutto abbandono da parte dello Stato. Se lo stato fosse stato più presente, combattendo l’antistato piuttosto che tollerarlo o peggio farsene alleato, dubito fortemente che oggi staremmo così inguaiati. Faccio un esempio: quante persone conoscete che hanno fatto “il cavallo di ritorno”? Credete che se non avessero fatto così, sarebbero riusciti a recuperare il maltolto grazie alle forze dell’ordine?
    Sinceramente mi sto avvicinando a questa sorta di revisionismo storico perchè mi sono rotto il cazzo (scusate il francesismo) di sentirmi, in quanto meridionale, un freno al progresso economico dell’Italia. Il Risorgimento (che poi sarebbe un po’ ciò che qualche anno dopo fu chiamata “Propaganda”) insegna che noi meridionali abbiamo un debito infinito da saldare: i Savoia non solo ci hanno “liberati” ma sono stati costretti anche a farsi carico dei nostri problemi. È vittimismo pensare/credere che forse (e sottolineo forse, dato che di mestiere faccio l’informatico e non lo storico) la storia sia andata un tantino diversamente e che forse, senza di noi, oggi i Savoia godrebbero soltanto di qualche sporadica e breve citazione sui libri di storia? È assolutamente inconcepibile pensare che forse (e lo sottolino di nuovo per gli stessi motivi di cui sopra) che, senza l’unità d’Italia e sotto i borbone, Napoli e il meridione avrebbero oggi un presente diverso? Io credo di no. Dico di più: credo che parte buona di Napoli sia in maggioranza rispetto all’altra e credo che studiare chi eravamo e perchè siamo diventati così forse sarebbe uno stimolo sufficiente a far risvegliare la forza e la voglia di cambiare le cose e magari -perchè no- tentare di riportare questo popolo ai fasti del passato.
    Si può pensare che la questione meridionale sia un tentativo incondivisibile di revisionismo storico. Pensiero legittimo e rispettabile, ci mancherebbe. Vi prego però di non confondere questi ideali con atteggiamenti vittimistici o -peggio ancora- con una sorta di melanconia storica nei confronti dei Borbone: se fate così -scusate se ve lo dico- significa che veramente non avete capito un cazzo degli ideali alla base del meridionalismo.

  35. Marco De Bortoli 28 aprile 2010 at 12:04 #

    No, non penso ci sia vittimismo e melanconia nei commenti di tutti noi, anzi al contrario, io leggo proprio la voglia di voler uscire da questo stato di vittimismo generico.

  36. SbatMan 28 aprile 2010 at 12:18 #

    Allora avrò frainteso alcune frasi, chiedo venia. Ad ogni modo hai centrato il punto: il meridionalismo è proprio l’antitesi del vittimismo :)

  37. Marco De Bortoli 28 aprile 2010 at 12:30 #

    Il vittimismo c’è ma è generico, è un male che affligge gli italiani da tempo, non penso abbia però appunto a che fare con singole realtà culturali di una data e specifica regione. Siamo proprio noi italiani come popolo che ormai siamo abituati a lamentarci per inerzia per qualsiasi cosa, il problema sta proprio nel fatto che ci lamentiamo e basta e spesso poco facciamo per andare oltre.

  38. Stefano Minopoli 29 aprile 2010 at 11:34 #

    Che bella discussione che ne è nata!
    Personalmente ringrazio Marco De Bortoli per ciò che ha scritto. E sono parole ancora più significative visto che è figlio della Polenta (mi si perdoni l’ironia, è solo per stemprare un po’ i toni…tipico modo dei terroni!).

    Personalmente io concordo un po’ con tutti: da Antonio (si gruoss fratè) a EnzoRu…da Ivan a Giorgio Bocca. Mi direte: come è possibile concordare con tutti? Come è possibile conciliare alcune posizioni opposte? Beh, io non la vedo cosi. Secondo me tutti hanno detto qualcosa di vero e di interessante. E seppur qualcuno ha detto il contrario dell’altro, trovo anzi che questa sia la VERA chiave di lettura di una realtà complessa come quella partenopea. Io questa città la vivo, la sento, la respiro. E’ dentro di me, nel mio DNA, nella mie ossa, nel mio cervello, nel mio modo di essere e di pesare. E non posso fare a meno di dire: “questa è una città di merda, di rozzi ignoranti”. Perchè è cosi. Potrei fare mille esempi. Vivo questa città 24 ore su 24, di giorno e di notte. E vi assicuro: è una città di merda. Ma non posso nemmeno fare a meno di dire, e SENZA RETORICA (cazzo!), ma come dati di fatto RISCONTRABILI, DIMOSTRABILI: “questa è una città meravigliosa, di gente dotta e piana di cultura”. Ed anche qui potrei farvi mille esempi. Detto il “male”, detto il “bene”, faccio riporto FEDELMENTE, e parallelamente, dei FATTI riscontrabili in questa città:

    - Bisogna fare attenzione al luogo in cui si va. Magari all’improvviso potete sbagliare strada, di notte, e trovarvi nel bel mezzo di una “Piazza”: mi è capitato un po’ di volte e…non ve lo auguro. Consigli: nel caso, NON state al cellulare, NON correte con la macchina, NON scappate, NON agitatevi ed è meglio farvi subito riconoscere e dire chiaramente che vi siete persi. Magari in ottimo dialetto napoletano e con dei modi che siano da una parte da “guappariello” ma dall’altro non troppo, altrimenti rischiate di urtare la sensibilità dei criminali. REALTA’. Quindi…come fare a non dire che “Napoli è una città di merda”?
    - Ditemi un’altra città dove la concentrazione di artisti è cosi alta come a Napoli. Non è un luogo comune. Girate per le città italiane…e contatemi il numero di Band, Cantanti, Fotografi, Pittori, Sculturi, Attori etc. Poi venite a Napoli e vi faccio conoscere io i “pari talenti”. A quel punto confrontate le cifre. Io vi dico: non c’è storia. Napoli Vs Resto d’Italia 10-2. Quindi…come fara a non dire che “Napoli è una città meravigliosa, ricca di dotti e di artisti”?

    …potrei andare avanti…ma mi fermo qua.

    Buona giornata a tutti, e scusate l’italiano…ho scritto di botto senza rileggere.

  39. Marco De Bortoli 29 aprile 2010 at 11:54 #

    Si figuri esimio, ho semplicemente dato alla vostra città ciò che non era di Cesare… mmmm non sono sicuro recitasse così… va beh, è stato comunque un piacere così come è un piacere vedere che come spesso sostengo non esiste la superiorità dei popoli, ma sono i singoli che sono capaci di distinguersi e credo che qui tra di voi ci siano parecchi esempi.

    Spero che in futuro si presenterà nuovamente modo di riuscire a dar vita ad un’altra discussione altrettanto viva e ricca di contenuti e pensieri.

    Buona giornata a te e non preoccuparti per “l’itaGliano” non ci scandalizziamo per così poco.

    A presto

  40. Vincenzo 29 aprile 2010 at 12:55 #

    Vado con un commento un po’ freestyle, e non è quindi una risposta a nessuno. Io credo sia vitale per tutta l’Italia, ma soprattutto per i meridionali, prendere coscienza e conoscenza della vera storia del Risorgimento. Quello che sto leggendo di recente (parliamo di roba documentata, non inventata, giusto per calmare da subito gli animi dei più scettici – non bisogna andare infatti troppo lontano, basta fare un mutuo e comprare “Storia d’Italia”, Einaudi) è scioccante e rivela ragioni storiche che vanno a motivare affermazioni che ho sempre fatto.

    In soldoni, è sbagliato credere, soprattutto se meridionali, che il Sud è così da sempre e che “hanno fatto bene i Savoia a unire tutto per il ‘nostro’ bene”. Ciò che emerge dai fatti storici è che la situazione meridionale attuale è stata in realtà causata dal Risorgimento, dove uno stato povero (economicamente e culturalmente) e usurpatore invase (senza mai dichiarare ufficialmente guerra) il Sud saccheggiando e macellando senza precedenti (stragi come quella di Marzabotto sembrano cartoni animati a confronto). E dall’Unità, grazie a leggi e altri modi non proprio legali, si è fatto di tutto per mantenere il vantaggio che il Nord guadagnò (rubò, in realtà) al Sud.

    Quando scopri che addirittura i Briganti non erano affatto Briganti “che andavano puniti”, ma ex soldati borbonici e cittadini di uno stato invaso che si ribellavano all’invasione violenta, truce, e ingiusta dei piemontesi, capisci che non solo ti è stata negata la tua vera storia, ma ti è stato mentito anche a più riprese.

    Ma ripeto, il succo è che bisogna smettere di pensare “che il meridione è così perché lo è sempre stato”. No. Lo si è fatto diventare così. 150 anni fa. Il tutto supportato da Francesi e Inglesi terrorizzati, entrambi, dalla potenza sempre crescente dell’allora Regno delle Due Sicilie. Tant’è vero che ancora oggi ricercatori inglesi di dubbia qualità pubblicano castronerie allucinanti (http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=32817).

    A chi per l’ennesima volta risponderà “si ma oggi Napoli è una chiavica”, io risponderò ripetendo più o meno il quadro che Stefano ha descritto, con un’aggiunta: conoscere la verità della propria storia è l’unico modo per rialzarsi e far diventare il meridione un posto migliore, perché la storia insegna una cosa importante, ovvero che a esser meridionali c’è da solo da esser orgogliosi, altro che vergogna. E questo cambio di sentimento “sociale” è necessario a far cambiare le cose.

    (Curioso, poi, è vedere come i Leghisti conoscono la storia del meridione meglio di noi: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/07_Luglio/04/garibaldi_lega_in_lutto.shtml).

  41. SbatMan 29 aprile 2010 at 13:20 #

    Giusto quello che Stefano dice sulla “poliedricità” di Napoli, altrettanto quello che dice Vincenzo. Oggi Napoli è una metropoli che, al di là dell’arte e della bellezza, è vivibile solo in alcune zone (chiaia, vomero, ecc.). Ci hanno fatto credere che “il napoletano è così”, che napoli è geneticamente condannata al degrado. Il meridionalismo mi sta facendo scoprire che non solo ciò è del tutto falso, ma che il nostro passato dimostra addirittura il contrario.

  42. Ivan 29 aprile 2010 at 23:47 #

    Purtroppo, pero’, l’anno sempre scritta i vincitori (come avrete sentito centinaia di volte). E se normalmente un cambiamento non ce lo si puo’ aspettare, ancor meno un cambiamento puo’ avvenire a Napoli.

    Ci sta un’intera Italia da sanare: Napoli dovra’ vedersela da sola. Come al solito del resto.

  43. Ivan 29 aprile 2010 at 23:48 #

    LOL
    “l’hanno”, non “l’anno”! Sorry!

  44. Marco De Bortoli 30 aprile 2010 at 10:25 #

    Vedete? La storia si ripete anche qui nel piccolo della nostra discussione, è bastato che arrivasse un milanese a parlare ed ecco subito il manifestarsi dello scempio della lingua italiana, in un luogo dove fino a poco tempo prima la proprietà e la capacità di linguaggio la faceva da padrona.

    Non c’è speranza ^^

  45. Ivan 30 aprile 2010 at 10:38 #

    il manifestarsi dello scempio della lingua italiana

    Why? Non classificherei nessuno di noi come il nuovo Bevilacqua (http://en.wikipedia.org/wiki/Alberto_Bevilacqua). Ma nemmeno come l’ultimo/a degli analfabeti! :)

  46. Marco De Bortoli 30 aprile 2010 at 10:48 #

    Ma si era per enfatizzare simpaticamente il piccolo errore che hai fatto e reinserirlo nel contesto della discussione… niente di che, era per due risate in compagnia.

  47. Vincenzo 30 aprile 2010 at 16:00 #

    Marco ha ragione! Quando “gli invasori” scesero verso il Sud nemmeno lo parlavano l’Italiano (parlavano francese – L’Unità d’Italia stessa fu annunciata da Cavour – udite udite – in francese; ridicolo). Quindi è colpa sua! :P LOL

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