Questo è forse uno dei “tormentoni” più grandi. Un sempreverde. Da quand’ero bambino ad oggi, c’è una cosa che ho sempre sentito al telegiornale, così come dalla bocca di altri Napoletani e dei tanti nostri “fan” nel resto dell’Italia: «Napoli è la regina degli scippi. A Napoli i turisti li fanno piangere. A Napoli ti rubano il rolex».
La quantità di barzellette, sottili offese e speculazioni che ho visto costruire intorno a questa storia è talmente grande e, almeno personalmente, impossibile da datare, che mi pare quasi di esserci nato con questo pensiero nella testa.

Scena dal film 'Guardie e Ladri'
Eppure (eh sì, ci doveva pur essere un “eppure”) anche qui si scopre che l’esagerazione senza limiti è da attribuire alla solita campagna diffamatoria e discriminatoria che i mezzi di informazione perpetuano sin da quando hanno iniziato a mentire riguardo le prime tragedie Napoletane post-unitarie.
E badate, non sto negando il fenomeno. Borseggio, scippo o pickpocketing che lo si voglia chiamare, si tratta di un fenomeno così globalmente diffuso e caratterizzante delle grandi città (soprattutto turistiche), che sarebbe idiozia pura tentare di affermarne la non esistenza. Il nocciolo della questione è piuttosto un altro. L’entità; che non è, difatti, quella percepita da tutti grazie all’ossessivo accanimento mediatico.
Vengo a scoprire, infatti, che TripAdvisor mantiene una classifica delle dieci città a più alto rischio borseggio, come servizio informativo per i suoi utenti. Il primo posto della classifica 2010 è occupato, per il secondo anno di seguito, da Barcellona. Al secondo posto troviamo la capitale italiana, Roma, con concentrazione degli spiacevoli eventi nelle zone turistiche. Parigi, invece, occupa il terzo posto. Londra entra in classifica quest’anno, al decimo posto, mentre ne esce Firenze, che l’anno scorso occupava la sesta posizione.
Napoli? No, noi non siamo nemmeno in classifica.1
- 1 Dal sito di TripAdvisor: «L’indice “pickpocket” 2010 è basato esclusivamente sui dati del sito TripAdvisor calcolando il numero di volte che i viaggiatori citano la parola “pickpocket”, o traduzioni della stessa, nelle loro recensioni degli ultimi 12 mesi». Per dati più accurati e non legati al solo fenomeno turistico, tuttavia limitati al territorio Italiano, è possibile consultare il rapporto Civicum 2009, dove la “top 10″ delle città con più alto tasso di borseggi compare come segue: «Bologna, Milano, Genova, Torino, Firenze, Roma, Venezia, Napoli, Bari, Catania».



Non volevo rispondere, visto che mi hai impedito di farlo su FB, ma poi ho pensato che in ogni caso voglio dire la mia.
Inutile specificare che non concordo PER NULLA.
Innanzitutto, io non concordo praticamente mai con questa sorta di classifiche e tendo molto più a basarmi su fatti di vita vissuta quotidiana. E, fatti di vita vissuta alla pelle (non posso dire alla mano), Napoli è anni luce avanti, in quanto a scippi. Inconfrontabile con tutte le altre città.
Per di più il sito specifica, testuale:
“The 2010 Pickpocket Index is based solely on TripAdvisor site data calculating the number of times travellers use the term pickpocket (and translations of) in their TripAdvisor reviews in the last 12 months”
Tradotto: è semplicemente la classifica delle città più visitate. Ovvio che Napoli non compaia proprio!! Immagino che Barcellona avrà avuto migliaia di recensioni in più rispetto a Napoli. Così come Roma. O Parigi…etc
Guarda caso, ai primi tre posti le prime tre città più visitate dai turisti, o giù di li…
Ottimo esempio di come alcune statistiche, anche se correttamente svolte, possono veicolare messaggi del tutto errati, se non usate in modo appropriato.
Avevo preso quella proprio per il “tratto” turistico. A maggior ragione, se non riceve gli stessi turisti, di conseguenza non si possono scippare altrettanti turisti e si creano meno occasioni di scippare turisti.
Si dovrebbe stilare un tasso, volendo, ma a quel punto ti muovi su dati più “seri”:
http://blog.civicum.it/2009/05/12/i-dati-sulla-sicurezza-nelle-nostre-citta/
citati anche da
http://bit.ly/9scFd0
http://bit.ly/dcyzOw
http://bit.ly/dbHRnd
So che sarai in disaccordo comunque, perché è quella la tua costante. Tranquillo, apprezziamo uguale.
PS: non so a che ti riferisci riguardo Facebook. Impedito. Uh?
Andiamo con ordine.
1- “A maggior ragione, se non riceve gli stessi turisti, di conseguenza non si possono scippare altrettanti turisti e si creano meno occasioni di scippare turisti”.
Scusami, ma è un ragionamento a dir poco raccapricciante. Come dire: New York riceve un milione di turisti in un mese, di cui 10 denunciano uno scippo. Napoli ne riceve 10, di cui 5 denunciano uno scippo….e di conseguenza “New York è la città con piu scippi ai turisti, proprio considerando il fatto che riceve piu turisti”.
Ehm.
2- Si, si dovrebbe stilare un tasso. Ma OGGETTIVAMENTE…credi ce ne sia bisogno? Sei un ragazzo, passami l’abuso di terminologia, abbastanza cosmopolita. E davvero pensi ci sia bisogno di fare uno studio per stabilire che Napoli è di gran lunga la capitale degli scippi, per turisti e non?
3- “So che sarai in disaccordo comunque, perché è quella la tua costante”. Ehm…forse con te, che sei in disaccordo con i concetti più comuni. Non sto provocando. Ma…riflettici…
4- Certo che mi hai impedito di commentarti su FB. Anzi. Ancor di più. Mi hai impedito di leggere ciò che scrivi: la tua bacheca non la vedo nemmeno. Dall’istante successivo alla nostra “ultima litigata”…
“Comune” non significa sempre corretto. È quello che frega chi si fida del “comune”. Purtroppo capita anche che le stesse persone tendono a vedere come “cospirazionisti” chi mette in discussione anche la più “comune” delle cose date per scontato.
A braccio: era comune considerare l’universo geocentrico, è comune considerare il medio oriente una massa di terroristi ignoranti, è comune considerare la Francia il paese con la più grande varietà di formaggi, è comune considerare la metro di Londra la migliore d’Europa, etc.
Proprio perché ho l’esperienza “cosmopolita”, ti rispondo sì, ci sarebbe bisogno dello studio. E non solo su quello. Quello che pensi dell’estero quando non vivi all’estero, cambia drasticamente quando all’estero ci vivi. Libero di crederci o meno, questa è esattamente ciò che penso.
L’esempio di NY mi ha confuso. O non stiamo dicendo la stessa cosa, o mi sono espresso io male prima. Pertanto, è meglio se rimando a domani la risposta.
(riguardo FB, Ste’, siamo seri. Ho avuto litigate peggiori con persone con cui avevo rapporti di amicizia più intimi. Che poi son stato io a finire fuori dalla loro lista, è n’altra cosa. Tengo quasi 30 anni, non è che tempo per fare le “pazzielle”. Con questo non dico che tu ti stia inventando la cosa, per carità. Ma dato che tu no sei il solo che non vedo da una vita (virtualmente parlando), mi viene il sospetto che non sia un caso isolato. Ma spostiamo questo pezzo off-blog, che se no si crea un casino qua.)
Capisco ora l’esempio su NY. E hai ragione. Quello che volevo dire io, e l’ho detto supportandolo con l’esempio sbagliato, è, senza voler fare altri fuorvianti esempi, che senza un tasso non puoi affermare nulla con precisione.
Ma il nocciolo dell’articolo è un altro: evidenziare come Napoli, nei media, venga sempre tirata in ballo per esagerare gli eventi negativi che vi capitano, quando molti di questi eventi capitano ovunque, e spesso in forme più amplificate, vuoi per le maggiori “occasioni offerte” da altre città, vuoi per un effettivo tasso più elevato, come dimostrano i dati ben più “scientifici” di Civicum in questo caso.
È un abuso continuo focalizzato, tra l’altro, sempre al continuo denigrare. Se il parlare di e su Napoli fosse equo, la percezione della città sarebbe diversa, perfino per gli stessi napoletani. Non bisogna sottovalutare le ripercussioni sociologiche di questi abusi, sia sulla realtà locale sia quella nazionale.
Per fare un esempio molto più terra terra, è lo stesso meccanismo che porta gli stranieri a pensare che noi in Italia come unico cibo abbiamo la pizza, 4-5 tipi di piatti di pasta diversi, e un solo formaggio: il parmigiano. Punto.
Tornando alla questione “esperienza cosmopolita”, per molte cose io vivo allo stesso modo qui dove sono ora così come quando ero a Napoli. La mia vita quotidiana non è cambiata per il diverso tasso di borseggi, di omicidi, o rapine. Qui come a Napoli queste cose sono confinate in punti specifici, e non diffuse in maniera equa sull’intero territorio.
Quello che su tutto ti cambia veramente la vita è la presenza e la diversa efficienza delle istituzioni (e non parlo solo dei poliziotti che mi arrestano lo scippatore), come cittadino; e la concezione del rispetto del cliente, come consumatore. Sono cose che contribuiscono tantissimo ad avere una società di gran lunga meno incazzata, amareggiata e stressata. E questo in una città, dove vivo, che è una megalopoli frenetica.
Permettimi infine di inorridire alla britannica maniera davanti a una cosa che leggo solo ora (l’altra sera stavo evidentemente dormendo):
«tendo molto più a basarmi su fatti di vita vissuta quotidiana [...] vissuti sulla pelle»
Sai meglio di me che tu e il tuo personale ecosistema di relazioni personali non costituite una campione statistico sufficiente a permetterti di effettuare delle deduzioni di carattere generale. Quella resta solo e comunque la tua esperienza personale.
Io a Napoli non ho mai subito uno scippo, né una rapina, né un furto d’auto. Questo come si sposa con la tua esperienza? È evidente che, da soli, non formiamo un campione statistico scelto con criterio.
Se poi preferisci la tua esperienza personale a metodi statistici, è chiaro che poi determinate discussioni non possono andare avanti più di tanto, perché tu potrai sempre dire “la mia esperienza è diversa”. È un po’ come il credente che a un certo punto, non potendo più rispondere ai “perché?” in maniera razionale e logica, tira fuori i dogma. Troppo comodo.
A presto.
“Ma il nocciolo dell’articolo è un altro: evidenziare come Napoli, nei media, venga sempre tirata in ballo per esagerare gli eventi negativi che vi capitano, quando molti di questi eventi capitano ovunque, e spesso in forme più amplificate”
Su questo punto io e te non siamo d’accordo. Ti spiego ciò che penso:
da una parte ci sono i dati di fatto oggettivi. E non si può negare che se Napoli ha il primato degli omicidi, se c’è la questione munnezza, se c’è il fenomeno della microcriminalità più massiccio rispetto ad altri posti, allora è OVVIO che i media ne parlino. E su questo puoi venirmi a discutere sulle motivazioni alla base dei problemi a Napoli, ed allora ti seguo. Ma non puoi negare che questi problemi esistono, in modo piu marcato rispetto ad altri posti, pur con tutte le motivazioni che puoi addurre alle spalle.
Dall’altra parte invece c’è effettivamente una cosa che mi infastidisce, e cioè è classico che nei media vadano in onda interviste di persone napoletane a dir poco grottesche. E questo mi fa incazzare come una bestia e mi fa anche dire: “ma possibile che ‘sti stronzi becchino sempre ‘sta gente di merda invece che tanta gente buona, brava e colta che Napoli offre?”. Poi però ci penso su e, NONOSTANTE LA RABBIA RESTI, c’è un filo logico dietro tutto ciò: la televisione, i medi in generale, devono “colpire”, “stupire” nel bene e nel male. E secondo te, televisivamente parlando, chi è più appetibile? La tipa (come da video postato ieri su Facebook) che per riferirsi alle “lesbiche” usa un termine da essa stessa coniato (“ESBECHI”) e tutta una serie di modi, accenti, termini improponibili…o un tizio normale? Ed allora, pur arrabbiato, io dietro tutto questo non ci vedo complotti strani. Ci vedo solo, squallido quanto si vuole e filosoficamente inaccettabile, movente dell’incremento dello Share. Ed, aggiungo, è statisticamente più facile (ho detto piu facile, piu frequente…) trovare un terra terra a Napoli che in un altro posto. Fermo restando che…di terra terra ce ne sono ovunque.
Lasciami poi spiegare per bene la mia frase “tendo molto più a basarmi su fatti di vita vissuta quotidiana [...] vissuti sulla pelle”. Non ho specificato bene cosa volevo intendere. Ovviamente lungi da me voler dire che me ne sbatto di metodi di osservazioni generali perchè mi baso solo sulle mie esperienze. Mi sono espresso molto male. Intendevo dire qualcosa di molto piu “scientifico” di quanto si possa immaginare dall’affermazione. E per spiegarlo mi limito ad un esempio accompagnato da un invito: ti invito a passare una giornata con me in un posto di polizia a Napoli e poi in un posto di polizia scelto in una città a tuo piacimento. Poi ancora in un altro posto di polizia a Napoli e poi in un altro posto di polizia nell’altra città che hai scelto. Ripetiamo l’esperimento quante volte vuoi…e poi mi fai sapere cosa dicono i dati che raccogli.
Ed a quel punto mi fido molto di piu di questo tipo di statistiche dirette, ed assolutamente rigorose, piuttosto di statistichelle del cacchio come questa del “numero degli scippi avvenuti nelle città recensite” !!!!!
Come voler fare una statistica sulla temperatura media del pianeta NON utilizzando termometri sparsi in giro per la Terra, rilevarne i dati e fare un calcola…ma con…le temperature scritte su recensioni da parte dei viaggiatori di tutto il mondo!!!!!
Ma lungi da me negare che a Napoli ci sono dei problemi. La negazione è il primo passo per NON risolvere un problema.
Chiaro che se si parla di omicidi, in una città/regione infestata da una delle peggiori mafie d’Italia, come non aspettarsi il peggior tasso di omicidi? Da qui a far passare il messaggio (recepito da un sacco di gente, credimi) che a Napoli non si può camminare per strada che ti trovi in mezzo alle mitragliate ce ne passa. Ma questa è comunque un’altra storia.
Io parlavo di un problema specifico in questo articolo, gli scippi. Il cui tasso, a Napoli, sulla base di statistiche più scientifiche di quelle di TripAdvisor, non è comunque il più alto d’Italia (al contrario di quello che viene raccontato). Dati che, a seguito del tuo commento, mi sono preoccupato di riportare nell’articolo stesso per avallare con dati più affidabili la tesi esposta.
Il discorso delle statistiche dirette o meno l’ho pure seguito, ma vorrei sottolineare che gli enti “statistici” usano dati forniti dalle questure, dai comuni, dai tribunali e da altri organi e/o uffici. Quindi, difatti, per continuare la tua metafora, usano “termometri sparsi in tutto il globo”.
Cominciamo a capirci!
Ed anche a me capita spesso di dover specificare bene agli stranieri che “non è che a Napoli non si può camminare in mezzo alla strada”.
Diciamo che ogni volta che comincio a spiegare circa Napoli a qualche straniero dico:
“Non è vero che puoi stare tranquillo come nelle città piu civili, ma non è ASSOLUTAMENTE vero che per strada ci sia il Far West”.
Per quanto riguarda le statistiche, è vero quello che dici. Ma io proprio per questo ti ho detto “trascorriamo un giorni in questura a Napoli” e non ti ho detto “prendiamo i dati ufficiali”.
Enzo, ti assicuro, ho amici poliziotti (sopratutto il mio migliore amico è poliziotto) e mi sono trovato nei posti di polizia in diverse città d’Italia tante e tante volte: i dati ufficiali non sono quelli reali. Succedono queste due cose:
1. Gente che entra per denunciare qualcosa e ci rinuncia. O perchè anche la polizia stessa ti dice: “signò tenimm tanti cos a fa, aspettate” e quindi tante persone se ne vanno per mancanza di tempo e/o pazienza oppure perchè schifate. Addirittura a volte (a volte, sottolineo) è stesso la Polizia a dirti di non denunciare.
2. Gente che a Napoli di sua spontanea iniziativa NON VA PROPRIO A DENUNCIARE. E questo, ti assicuro, non succede in nessuna città occidentale…tu t’immagini un parigino, o un londinese piuttosto che un newyorkese che subisce una rapina con un coltello e non denuncia?
Per non parlare di un altro fenomeno che mi è capitato sia a Parigi che a New York. Ovvero tentativo di scippo che non è andato a buon fine perchè ho reagito. Ma quando dico reagito, non dico che li ho aggrediti. Tutt’altro. Reagito nel senso che quando si sono accorti che io mi ero accorto, se ne sono scappati. Mi è successo sia a New York che a Parigi. Immaginati invece la scena a Napoli: uno ti vuole scippare e te “reagisci”. Nella stragrande maggioranza dei casi, te vatten pure. Ma su questo fenomeno e sulle sue cause, sfociamo poi in un altro argomento, di cui ho cmq una mia personale visione.
Il fenomeno della non denuncia non è isolato, ma tipico delle zone più depresse. Sinceramente la tua singola esperienza, per quanto “sul campo” possa essere, non riesce a persuadermi che le mancate denunce siano tante da far balzare il tasso dal primo a quasi l’ultimo posto. Anche perché gli osservatori statistici non usano i dati grezzi in modo sterile; i dati vengono normalizzati anche sulla base delle peculiarità delle società locali. È un processo naturale per avere dei dati che abbiano un senso, altrimenti il loro lavoro sarebbe un circo.
Anche l’ultimo esempio, mi sembra un po’ approssimativo. Anche qui, nella “NY europea”, si sente di aggressioni per gli stessi motivi. Non solo, a volte anche solo per divertimento, come quelle tante diffuse altrove in Italia. Quindi non mi puoi dedurre che lo scippatore parigino o newyorkese sono più “educati” e scappano anche se solo li noti. Resta pur sempre uno scippatore.
Certo, se uno ti scippa fuori Buckingham Palace, e te ne accorgi, quello probabilmente alza i tacchi e va via. Ma becca lo stesso tipo leggermente fuori mano, e vedi che l’educazione se la scorda. Si tratta di furbizia, più che altro.
Sulle cause, concordo, non parliamone ora, qui.
Ciao a tutti, volevo solo specificare che ho appena passato uno splendido capodanno a Napoli e sono tornato nella depressa Milano ieri sera.
Ho trovato una città bellissima, accogliente e abbastanza pulita, ci siamo divertiti, abbiamo fatto amicizie e abbiamo mangiato benissimo.
Abbiamo scorrazzato per il centro ubriachi alle quattro di notte e non abbiamo mai avuto paura di nulla, anzi ho avuto più paura in alcune zone di Milano.
Non ci hanno rubato nulla, ma anzi ci hanno regalato tanto!!!
Basta demonizzare una città bellissima, che ha il possiede il centro storico più grande d’Europa, che è stato inserito tra i patrimoni dell’umanità. Basta infangare il nome di una città che fu una grande capitale politica, culturale e industriale (Napoli nel 1861 era la città più industrializzata d’Italia).
L’Italia è bella tutta e io mi sento italiano e mi sento di difendere tutto il mio paese, anche perchè se lo merita. Mi piacerebbe solo che ci fosse più lavoro e più considerazione nei confronti dei giovani, che vengono trattati spesso e volentieri come delle amebe, ma questo da Milano, a Roma, a Firenze come a Napoli.
Però napoletani miei, quelli onesti, che amano la loro città, fatevi sentire anche voi, difendetela e mantenetela bella e accogliente, siete un popolo colto che ha dato all’Italia il 50% della sua cultura nazionale, ce la potete fare!!!
Vi abbraccio e spero di tornare presto.
Scusate se ho scritto di getto, ma sono parole sentite!!!
Di getto, sentite e benvenute, le tue parole, Alessio.
Ripassa, ciao!