Un mio amico anglo-scozzese due sere fa mi dice: «Meno male che sono andato prima a Roma e poi a Napoli; viceversa, Roma sarebbe stata una visita abbastanza noiosa». In questo c’è spiegato forse il 10% (a voler esser buoni) del perché della sua sensazione
History Channel – Le città segrete
by Vincenzo Russo on 25 novembre 2011 in Video
1973: epidemia di colera a Napoli. Perché sporca? FALSO.
by Drusiana Vetrano on 1 luglio 2011 in Storia
Un’infamia terribile, un “simbolo” che ogni napoletano ancora si porta addosso, come marchiato a fuoco, come una lettera scarlatta. Un’ignominia che, ancora oggi, fa eco negli stadi di tutta Italia: «Napoli colera». A quasi quarant’anni dall’epidemia che mise in ginocchio i partenopei, scopriamo che, anche in quell’occasione, non ci fu detta tutta la verità. Naturalmente, a discapito dei cittadini di Napoli.
Si fece persino riferimento alle epidemie passate,1 volendo rafforzare l’idea dell’atavica sporcizia dei partenopei. Anche in questo caso, mentendo spudoratamente sulla storia e omettendo che, nel passato, in altre città italiane si moriva di peste, pellagra2 …e colera!3 Credo che tutti ricordiamo gli untori di manzoniana memoria. Ma non continueremo, in questa sede, a lamentarci per il consueto trattamento riservatoci dagli organi di disinformazione italiani, rischiando inutilmente di essere tacciati della tanto abusata «piagnoneria». Preferiamo passare alla narrazione dell’evento in sé, in modo da dare a chiunque la possibilità di farsi un’idea precisa sui fatti.

Napoli, foto d'epoca
Al CNR di Napoli una scoperta mondiale. Ma nessuno ne parla.
by Drusiana Vetrano on 29 giugno 2011 in Scienza
Che di Napoli si parli solo per denigrarla e metterne in luce gli aspetti negativi, è ormai noto ai più. Ma che una notizia come quella che stiamo per commentare, passi nella totale indifferenza dei media italiani, è a dir poco scandaloso.

DNA
Wafer Napoletani
by Vincenzo Russo on 29 dicembre 2010 in Curiosità
Ok, ok, il titolo trae leggermente in inganno, ma tecnicamente non è scorretto. Tuttavia, non sta ad indicare, come qualcuno potrebbe presumere in base alle tendenze leggermente “patriottiche” di questo blog, che i wafer, i tipici biscotti rappresentati nella foto sotto, siano di invenzione napoletana.

Neapolitaner-Waffeln, i wafer «alla Napoletana»
Rosario Terracciano sulle industrie di Napoli
by Vincenzo Russo on 11 dicembre 2010 in Video
Tale Rosario Terracciano interviene durante la presentazione del libro Terroni ad Afragola (NA). Riporta la sua esperienza personale: racconta di come l’acciaio di Bagnoli fosse considerato il migliore al mondo esportato finanche in Giappone. E ricorda come “ordini dall’alto” imposero la chiusura di Bagnoli. Ricorda come i dirigenti dello stabilimento napoletano erano stati istruiti col compito di far risultare il tutto in passivo, così da fornire la scusa per la chiusura. Ricorda come sempre più aziende sono state fatte sparire, come da noi si costruiscono i centri commerciali più gradi e in maggior numero, per costringerci a comprare prodotti del Nord con soldi che arrivano per lo più da un circuito clientelare di cui poi accusano noi, ma che in realtà è prodotto dall’Italia colonizzatrice.
Erri De Luca e la qualità della vita a Napoli
by Vincenzo Russo on 9 dicembre 2010 in Video
Erri De Luca, in un’intervista, esprime il suo punto di vista riguardo la qualità della vita a Napoli, posizionata all’ultimo posto nella statistica de Il Sole 24 Ore.
‘Nu fazzuletto ‘e terra
by Vincenzo Russo on 2 dicembre 2010 in Poesia
‘Nu fazzuletto ‘e terra, ‘n’angulo ‘e paraviso pe’ sunnà…
piazza San Ciro, Bellavista, ‘e pine, l’addore d”e mimose,
‘a Reggia, ‘o bosco, ‘a primma ferrovia…
Puortece: chella ‘e tantu tiempo fa.
Se campava quiete a ‘stu paese quanno screviste ‘e chella Purticesa
ch’abbascio a ‘o Granatiello steva ‘e casa
e ‘a chiammavano Rosa ‘a vrucculosa…
e parlava d’Abbrile e d”e ccerase.
Mò si vedisse ’o stesso fazzuletto comm’è arredutto,
senza verde attuorno…e simmo cientemila…
‘n’esercito ‘e furmicule accucchiate
e ‘nu vicino nun conosce a ‘n’ato!
‘Nu fazzuletto ‘e terra senza sciure, ‘o mare spuorco,
ll’aria avvezziata, nun se risciata cchiù comme a ‘na vota!
‘Nu fazzuletto ‘e terra addò ce regna ‘a malavita, e ‘a droga
sta avvelenanno ‘a meglia giuventù!
Stò penzanno a “ ‘E CECATE ‘E CARAVAGGIO”,
‘n’atu gioiello ca screviste Tu…
ma ‘a ggente ‘e mò nun tene cchiù coraggio:
nun è cecata…ma nun vede cchiù!
‘O Re – Tema di apertura
by Vincenzo Russo on 23 novembre 2010 in Video
«Tema di apertura del film ‘O Re, quasi una ninna nanna che rammenta l’ultimo Re delle Due Sicilie e il suo allora fiorente regno.»
Dopo l’Unità sbagliata, la Capitale sbagliata?
by Vincenzo Russo on 6 settembre 2010 in Storia
Unità sbagliata. È così che la chiama Antonio Ghirelli in Storia di Napoli. Parliamo dell’Unità catastrofica e violenta che ha causato morte, povertà ed emigrazione nel Sud Italia. Quell’Unità voluta dalla massoneria e che ha messo l’Italia nelle mani della «parte peggiore della nazione» come disse lo stesso Garibaldi.1 Quell’Unità che venne con queste parole proclamata2
«Le Royaume d’Italie est aujourd’hui un fait [...] Le Roi notre auguste Souverain prend pour lui-même et pour ses successeurs le titre de Roi d’Italie.»
Ebbene sì, in francese, poiché i “fratelli del Nord”, in grandissima parte, l’Italiano non lo parlavano.
De «l’Unità Sbagliata» ho già parlato e sicuramente parlerò ancora, ma oggi mi vorrei soffermare sull’interessante parere dello storico Fernand Braudel riguardo la scelta della capitale Italiana.
Nel 1983 Braudel scrisse un articolo sul Corriere della Sera, che è riportato integralmente su questo sito.3 L’articolo, tra le altre cose, riporta il parere dello storico, secondo il quale Napoli, ai tempi dell’Unità, era l’unica città con le giuste referenze per divenire capitale.
Come una puttana
by Vincenzo Russo on 7 ottobre 2009 in Poesia
Eri lì. Bella, giovane, vergine. Lì a bagnarti nel mare e a godere di ogni onda infranta sulle rive, mentre dentro di te fuochi eterni e indomabili bruciavano.
Le vite di Napoli
by Vincenzo Russo on 26 settembre 2009 in Vita
Napoli ha tre vite, tutti i napoletani lo sanno. E credetemi se ve lo racconto, perchè io lo sono, sono nata qua. E chi meglio di un napoletano può parlarvi di Napoli?
C’è una Napoli bene. Quella Napoli che puoi incontrare a Via Chiaia, tra i negozi di Valentino e Prada, dove i più rimangono fuori col naso incollato alle vetrine e solo pochi entrano; la puoi trovare a Posillipo, via Orazio, via Nevio, dove lo splendido panorama unito alle splendide ville, sembra davvero “spazzar via ogni dolore”.1 Questa Napoli c’è anche a via Toledo, dove le generazioni si tramandano lo struscio, la passeggiata domenicale fatta vestiti di tutto punto, alla “Io, mammeta e tu”. Questa è la Napoli dalla “r” moscia alla Totò, dal dialetto pulito e di stampo antico, quella snob che guarda dall’alto verso il basso e solo in rare occasioni. La Napoli da evasione fiscale. C’è tanto di questa Napoli anche a Milano, Roma, Firenze…e non dite che non è vero.
La città controversa
by Vincenzo Russo on 11 settembre 2009 in Città
Pensavo: come primo articolo, che scrivo? Nel tempo passato tante sono state le cose che mi sarebbe piaciuto scrivere. Ma come iniziare adesso? Ma certo. Parlando di ciò che rende Napoli una delle città più particolari al mondo: la controversia.


