Un’americana a Napoli

Ho scoperto di recente l’esistenza di Napoli Unplugged, un portale in lingua inglese, con annesso blog e fotoblog,1 che si occupa di promuovere la città di Napoli a turisti o chiunque altro semplicemente interessato e capace di comprendere l’Inglese.

Napoli Unplugged nasce da un’idea di Bonnie Alberts, statunitense trapiantata a Napoli, di recente anche “fan” della nostra pagina su Facebook.

Una foto della Riviera di Chiaia, estratta dal fotoblog di Napoli Unplugged.

Una foto della Riviera di Chiaia, estratta dal fotoblog di Napoli Unplugged.

Bonnie ha recentemente rilasciato un’intervista su Italy Magazine. Ho trovato le sue parole emozionanti e illuminanti al tempo stesso. È un esempio e uno schiaffo morale per i milioni di Italiani che canzonano o addirittura odiano Napoli, così come per quella informazione e quella cronaca che sanno sguazzare solo e unicamente nei problemi che pur esistono in questa città. Mi son dunque chiesto: «Quanto diversa sarebbe la percezione della mia città se già soltanto ci fosse qualcuno in TV o sui giornali che parli di Napoli così come fanno Bonnie e il suo progetto Napoli Unplugged? E quanto questo aiuterebbe la città stessa?». Una domanda retorica che non fa altro che ribadire l’obiettivo, da sempre perseguito dall’Italia, di screditamento, umiliazione ed educazione alla minorità2 del Sud Italia, Napoli in testa.

Ho dunque deciso di tradurre la parte di intervista dove Bonnie si lascia andare al suo amore per la città, per condividere con voi tutti la visione e il giudizio che un’americana a Napoli può avere della nostra città.

Bonnie, di dove sei originariamente?
Sono cresciuta nella regione Jersey Shore (e già sento le risatine!). Non ho mai visto l’omonimo programma televisivo, pertanto non so quanto bene il posto dove sono cresciuta venga rappresentato. Ma posso dire che, in diversi modi, crescere lì mi ha preparata alla mia vita a Napoli.
I quartieri di Napoli mi ricordano i quartieri della classe operaia sulla costa quando ero giovane. Quei posti erano popolari tra gli Italiani, specialmente tra gli immigrati Napoletani. È curioso come il mio primo vero lavoro fu un posto da cameriera in un ristorante gestito da Napoletani. Ho adorato lavorare lì e fui catturata dallo stile di vita Napoletano, ma mai avrei immaginato che un giorno avrei vissuto nella vera Napoli!

Conoscevi Napoli prima di sistemartici? e perché ti sei trasferita lì?
Ero stata a Napoli soltanto due volte prima di venirci ad abitare, ma mio marito aveva vissuto a Napoli negli anni ’70 e vi era tornato più volte nel corso degli anni. Il suo sogno era di vivere a Napoli, così quando gli venne offerto un lavoro qui, afferrammo l’occasione a volo. Entrambi amiamo la vita della città e lo stile di vita europeo, e dopo quasi 14 anni nella periferia della Virginia del Nord, eravamo decisamente pronti per un cambiamento.

Puoi dirci qualcosa riguardo l’aerea in cui vivi?
Io vivo in uno dei distretti ovest della città, il quartiere Posillipo, una delle zone più pittoresche della città. È costruito sulla collina che porta lo stesso nome e che si prolunga lungo il Golfo di Napoli da Mergellina fino a Capo Posillipo, dove c’è un parco stupendo, il Parco Virgiliano. Il nome Posillipo deriva dal greco «Pausilypon», che tradotto significa «che fa cessare il dolore». Uno sguardo da Posillipo alla vista del Golfo, del Vesuvio, la Penisola Sorrentina e Capri, e capirete il perché del nome. Il quartiere in sé è molto più nuovo del centro storico, e infatti venne accorpato alla città soltanto nel 1925.3 Ma durante l’epoca romana era residenza estiva e vi si possono trovare molte rovine importanti di quell’epoca, così come tante ville aristocratiche che furono costruite tra il 600 e l’800.

Cosa ti piace di più della vita quotidiana a Napoli? C’è qualcosa che ti fa impazzire?
Ciò che preferisco della vita quotidiana qui è esattamente questo: la vita quotidiana, la routine e il ritmo della mia giornata in una città che sembra essere perennemente nel caos. In realtà, le persone qui vivono una vita molto strutturata e, a un certo punto, nonostante mi ribellassi, anche io ho ceduto alla routine. La parte della giornata che preferisco è la spesa quotidiana. Non solo posso acquistare frutta, verdura, frutti di mare, carne, pasta e formaggi, tutto freschissimo, da cucinare il giorno stesso, ma, cosa più importante, è la mia «ora sociale». Tutti i negozi nella mia area sono a conduzione familiare, pertanto la spesa è un evento sociale. È il momento in cui incontro gli amici e il vicinato, chiacchierando delle ultime notizie e gossip.

Quali sono i luoghi che preferisci in città?
Adoro quasi ogni angolo di questa città, ma certamente il centro storico4 è il mio preferito. I vicoli stretti che puoi vedere oggi nel centro storico sono il risultato di uno schema di strade a griglia improntato dai Greci nel V secolo A. C. Con pochissimo spazio negli interni, la vita sprizza fuori nelle strade che diventano vive con suoni, odori e immagini di vita Napoletana. Gli uni dopo gli altri, antiche chiese e palazzi dalla facciate in decadenza si aprono e rivelano spettacolari interni. E sotto le strade giace un mondo parallelo di acquedotti, canali, caverne e catacombe, per non parlare dei resti della Neapolis Greco-Romana.

E il tuo piatto Napoletano preferito?
Col cibo Napoletano vado a periodi. Quando sono arrivata adoravo la mozzarella di bufala, l’insalata caprese e cozze fresche di mare condite solo con limone. Ne ho mangiate così tante nei primi due anni che ora le mangio soltanto nel mio piatto preferito in assoluto: pasta e fagioli con le cozze. Un piatto cremoso e ricco, fatto con fagioli cannellini, pancetta e pasta mista. Di recente adoro anche le melanzane. All’inizio non le consideravo molto, ma ora non ne ho mai abbastanza. La sera scorsa ho assaggiato un piatto fantastico chiamato «Panciotti con melanzana e provola», una pasta simile ai ravioli ripieni con melanzane e provola, ricoperta di una salsa di pomodori del Vesuvio.5

Cosa dovrebbe visitare una persona con a disposizione solo cinque ore?
Se avete solo cinque ore, il centro storico è d’obbligo. Passeggiando dal Duomo verso Piazza del Gesù, si può osservare una delle parti più vitali della città, e si possono trovare negozi, bar, trattorie, e tavole calde. Lungo il percorso, potete visitare, appunto, il Duomo, la Cattedrale Gotica del XIII secolo che si erge sul sito di un tempio pagano ad Apollo, e che incorpora la prima cattedrale della città: la Basilica di Santa Restituta, fatta costruire nel V secolo dall’imperatore Costantino. La successiva tappa potrebbe essere le Sette opere di Misericordia, opera di Caravaggio al Pio Monte della Misericordia. O ancora esplorare le rovine greco-romane sotto la basilica di San Lorenzo Maggiore. Comprare un presepe a San Gregorio Armeno. Ammirare il Cristo Velato nella Cappella Sansevero. Vedere il più bel chiostro di Napoli e un complesso termale romano visitando il Complesso Monumentale dei Santa Chiara. Infine, vedere la chiesa del Gesù Nuovo. E se vi resta tempo, dirigetevi verso il mare e pranzate al Borgo Marinari!

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